Culti Miti e Leggende dell’Antica Sicilia
7.5 
 NINFE E DIVINITÀ FLUVIALI: Galatea e Aci

Il mito di Galatea è legato a quello del dio fluviale Aci. Galatea è una ninfa di mare, e precisamente una Nereide, cioè una delle figlie dell’antico dio del mare Nereo, divinità ancora più antica di Poseidone. Aci invece, prima di essere considerato una divinità fluviale, è ritenuto un pastore siciliano, anche se con discendenze divine, essendo figlio del dio Pan e della ninfa Simeto, personificazione, questa, del fiume Simeto che scorre vicino Catania. Galatea e Aci si amano ma sono osteggiati dal gigante Polifemo, a sua volta innamorato di Galatea. Un giorno, mentre Galatea e Aci riposavano insieme, Polifemo, accecato dalla gelosia, prende una grossa roccia e la scaraventa contro i due. Ma, prima che la roccia colpisca Aci, Galatea lo trasforma in un fiume, ed è così che Aci diventa il dio del fiume che scorre ai piedi dell’Etna.

Una certa similitudine con la leggenda di Galatea e Aci si riscontra nella leggenda popolare “Lu marinaru di Capu Fetu[1] dove si racconta che due amanti (un compare e una comare) muoiono schiacciati da un masso fatto cadere da S. Giovanni. Chiunque si trovi a passare nelle vicinanze del masso sentirà un forte fetore a ricordo della tremenda punizione subita dagli amanti. Ovviamente, nella leggenda, S. Giovanni, non uccide per gelosia ma per punire i due amanti traditori del sacro legame del comparatico.

[1]S. Salomone Marino: Leggende popolari siciliane. N° XV, pag.74.

 

Culti Miti e Leggende dell’Antica Sicilia di Ignazio Caloggero

Galatea e Aci

 

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