Tu sei qui: Home » Politica del Kaizen » Democrazia Interna in Politica

I Fattori della Qualità in Politica
Democrazia Interna 

Capacità di fa partecipare al governo del partito, in modo diretto o indiretto, il maggior numero possibile di iscritti.

Questo fattore è in stretta relazione con altri fattori (rappresentatività, visibilità, informazione) e trova piena applicazione solo quando anche questi altri fattori sono soddisfatti.

Ho ritenuto anche in questo caso, nella seconda parte di questo lavoro. di esternare alcune considerazioni sul concetto di democrazia, in questo punto basta ricordare che una vera democrazia interna la si ottiene se, dosando in modo opportuno la rappresentatività degli organi direttivi e di segreteria, si permette di far partecipare al governo del partito tutti gli iscritti. Solo in questi casi si ha, come diceva Aristotele, “un governo dei molti”, altrimenti si rischia di avere un governo oligarchico in cui pochi gestiscono il partito in nome di tutti gli altri. In realtà in alcuni casi può addirittura capitare che una struttura di partito sia gestita con metodi e tecniche che fanno pensare a quello che Aristotele chiamava “il governo di uno solo”, ossia ad una Monarchia.

Ovviamente nel governare un partito bisogna tenere conto della necessità di agire velocemente da parte del dirigente che si trova a capo di una struttura di partito, ma questo non può essere un alibi per non coinvolgere sistematicamente nelle decisioni gli altri organismi (segreteria, direttivo e la stessa base del partito). Di volta in volta bisogna trovare il giusto compromesso tra velocità di azione e coinvolgimento democratico di tutti gli organi che costituiscono il partito, e comunque quando esigenze di tempestività spingono a decisioni non collegiali, è giusto che chi le prenda, successivamente riferisca in modo opportuno agli altri organi.

Coinvolgere in modo democratico i vari organismi che formano il partito, non solo è indice di democrazia ma favorisce anche l’effettiva partecipazione. Quando gli organismi, infatti, si riducono a meri strumenti passivi di ratifica delle decisioni prese altrove, alcuni componenti hanno la sensazione di essere semplici comparse e quindi facili prede della demotivazione. 

Un partito veramente democratico non dovrebbe mai permettere che un gruppo ristretto, magari autoelettosi, possa decidere in nome degli altri iscritti. Ogni documento o comunicato stampa fatto in nome del partito dovrebbe essere approvato dall’organismo preposto a meno di esplicite deleghe assegnate su argomenti specifici al rappresentante dell’organismo interessato. Ogni iscritto deve avere il diritto di esprimere le proprie opinioni anche quanto queste risultano diverse dalla maggioranza che si forma nei vari organi di partito.

E’ necessario individuare un meccanismo affinché quest’ultima frase non sia una mera enunciazione di principio. Tale meccanismo dovrebbe inoltre garantire il rispetto e la tutela delle minoranze interne. Più è alta la capacità di un’organizzazione di rispettare le minoranze interne più è elevato il messaggio di democrazia che trasmette all’esterno.

La distribuzione degli incarichi dovrebbe evitare accentramenti su poche persone e comunque garantire il rispetto del pluralismo interno e quindi delle minoranze interne.   

POSSIBILI INDICATORI DEL FATTORE DEMOCRAZIA INTERNA

  • Distribuzione degli incarichi sulla base di norme che tengono conto delle diverse componenti culturali e politiche all’interno degli organismi.
  • Assemblee o incontri rivolti agli iscritti dove sia possibile prendere la parola ed effettuare proposte, raccolta e discussione aperta di tali proposte  e numero di iniziative concrete prese a seguito delle proposte presentate e ritenute valide dalla maggioranza.
  • N° di decisioni significative prese all’interno dei vari organi preposti di partito sul totale delle decisioni prese.
  • N° di decisioni significative prese con il consenso della base degli iscritti sul totale delle decisioni prese.
  • Indicazione dei candidati subordinati all’approvazione (reale) della base degli iscritti.
  • N. di candidati presentati direttamente dalla base  
  • Turn over negli incarichi.
  • Verbalizzazione delle sedute che producono atti significativi.

Indicatori (in negativo) che potrebbero individuare una scarso livello di democrazia interna

  • Iscritti o esponenti a qualsiasi livello emarginati o espulsi a seguito di loro interventi critici o non in linea con i vertici del partito
  • N. di candidati sul totale degli stessi “calati dall’alto”
  • N. Decisioni politiche prese senza condivisione della base o degli organi preposti sul totale delle decisioni politiche 

 

Guarda anche la riflessione: Sul concetto di Politica

Avete altri indicatori da proporre?

segnalateli nell’area commenti in basso o attraverso il gruppo fb: “La politica del Kaizen”   

Leave a Reply

Share