I Galeoti

Vaso del VII secolo a.C. fabbricato a Megara Iblea; possibile patria dei Galeoti (museo del Louvre) (Wikipedia)

Pagina di riferimento: Repertorio dei Culti e dei Miti

I Galeoti erano considerati degli indovini ed il loro culto doveva essere, in qualche modo, legato a quello della dea Ibla, se è vero che nell’antica Ibla Galeote, all’interno del tempio dedicato ad Ibla, sorgeva un santuario sede di questi sacerdoti indovini.

L’ubicazione di Ibla Galeote è incerta; non si sa se si deve far coincidere a quello di Pantalica oppure a quello di Ibla Megarese o, ancora, a quello di Ibla Herea, o alla Ibla Etnea nei pressi dell’attuale Paternò. Non a caso, nel passato, gli storici non sono stati in grado di assegnare con precisione un sito all’antica Ibla il cui soprannome, oltre a quello di Galeote, era anche Galeonte [Giovanni E. Di-Blasi: Storia del Regno di Sicilia vol.I.  p. 69], Galeotide e Gereatide [Raffaele Solarino: La Contea Di Modica Vol.I. p. 125]. Lo storico ragusano Solarino scrive che “Galeotide” deriva dal siriaco “Gala” che vuol dire “rivelare” e che con il termine Galeoti si indicava una casta di uomini che avevano la facoltà di interpretare i sogni ed erano esperti in cerimonie divinatorie. Egli conclude affermando che l’origine dei Galeoti era orientale e precisamente fenicia. Il Ciaceri, invece, è concorde sull’origine orientale ma afferma che essi erano greci e non fenici e li mette in stretta relazione con gli abitanti di Megara, città greca [Culti e Miti nella Storia dell’antica Sicilia p. 19].

Il Sacerdozio dei Galeoti è messo da Ciaceri in relazione con l’antico culto di Apollo Cario. La leggenda dice che Galeote (o Galeo) fu l’antenato di una stirpe di indovini siciliani, era figlio di Apollo e di Temisto, la figlia del re degli Iperborei. L’oracolo di Dodona ordinò a Galeote e ad un altro Iperboreo di nome Telmiso di camminare, uno verso est e l’altro verso ovest, fino a quando, durante un sacrificio, sarebbe giunta un’aquila che avrebbe rubato loro la carne della vittima sacrificale. Nel punto in cui ciò fosse avvenuto, avrebbero dovuto costruire un tempio. Telmiso si fermò in Caria e Galeote arrivò fino in Sicilia.

Secondo il Ciaceri la leggenda riflette la colonizzazione delle coste siciliane da parte dei megaresi che, giungendo in Sicilia, portarono con loro la tradizione di Galeote e, forse, anche le corporazioni degli indovini Galeoti.

 Estratto dal Libro ” Culti dell’Antica Sicilia” di Ignazio Caloggero ISBN: 9788832060102 © 2022 Centro Studi Helios srl

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