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5339 Viale Regione Siciliana

Grotta di S.Ciro o dei Giganti

Alle spalle della chiesa di San Ciro. Grotta di interesse paleontologico del paleolitico superiore con arte rupestre

Numero Catastale Grotte siciliane: n. 20

” Cavità di origine marina aperta ai piedi del Monte Grifone nota sin dal tempo del Fazello (1558) per il rinvenimento di ossa gigantesche attribuite a giganti – secondo il domenicano i primi abitatori della Sicilia. La grotta è ora priva d’interesse paletnologico e paleontologico, perché si ritiene svuotata dell’antico riempimento. Nel 1949-50, quando la visitai la prima volta, una buona parte della cavità era svuotata, al suolo compariva la roccia in circa due terzi dello sviluppo. Questo presentava una sezione a V molto marcata con la superficie molto levigata e bucherellata di organismi litofagi marini. Soltanto nella parte terminale, piuttosto buia, era presente un riempimento sulla cui natura non saprei pronunziarmi. Una decina di anni dopo, tornando nella grotta, la trovai chiusa da un muro e da un cancello; all’interno v’era un trattore posteggiato su un riempimento di rifiuti edili che, col ricordo, stimo in circa di quattro metri di altezza. Lo svuotamento della grotte è avvenuto, come per altre grotte, da quando abbandonato l’ambiente come dimora è subentrato l’uso ad ovile o stalla. Da quel momento con la raccolta del letame da utilizzare come fertilizzante per le culture si raccoglie pure una piccola parte del sottostante deposito. Anche se ogni volta se ne sottraggono quantità trascurabili nel tempo diventano decimetri e poi metri che moltiplicati per la superficie diventano decine e centinaia di metri cubi. In questo modo si può arrivare all’estinzione del deposito, il che significa cancellare la storia del sito. Spesso si constata la perdita di 3-4 metri di deposito; un caso limite è la grotta dell’Uzzo, nella Riserva dello Zingaro, nella quale vi sono paleosuoli a circa 10 metri dal piano di calpestio databile al Mesolitco. Il deposito antropozoico della Grotta di San Ciro probabilmente doveva essere di terra rossa diversamente non sarebbe stato facile sbancarlo. Agli inizi dell’800 sorsero fra gli eruditi palermitani accese dispute sulle specie e la provenienza delle ossa. Alcuni si manifestarono convinti che le ossa appartenevano a diversi mammiferi: Elefanti,
Cervi, Buoi, Ippopotamo, etc. Altri sostennero che sarebbero appartenuti agli Elefanti dei Cartaginesi vinti dai Romani in battaglia nel dintorni di Palermo. Altri ancora attribuirono le ossa di Ippopotami a quelli che perirono nei giuochi della supposta Tauromachia che avrebbe avuto luogo presso Maredolce. V’è chi sostenne che gli Ippopotami erano stati importati in Sicilia dagli Arabi ed allevati nei loro parchi, a diletto delle loro donne, come riferì Domenico Scinà.
Frattanto di queste ossa se ne faceva commercio e se ne cercavano altrove, per esportarle (Ferrara 1838). Il Falconer (1860) riferisce dell’esportazione di 400 quintali in Inghilterra ed a Marsiglia richieste (non fossili) dalle raffinerie di zucchero. Nel 1930 Domenico Scinà ebbe l’incarico dal Governo Borbonico di indagare su quelle ossa. Furono effettuati nuovi scavi anche in altre località e si giunge a riconoscere la natura fossile delle ossa attribuibili a specie animali estinte, simili alle viventi. La Grotta di San Ciro o dei Giganti ha oggi un ruolo essenzialmente storico. In una grotticina una dozzina di metri più in alto della Grotta di San Ciro, sulla parete si trovano due piccoli gruppi d’incisioni lineari.” (Fonte testo: Giovanni Mannino: Guida alla Preistoria del Palermitano – Elenco dei siti preistorici della provincia di Palermo – Palermo : Istituto siciliano studi Politici ed economici, 2008. 

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: http://archivioepensamenti.blogspot.com/2017/05/gli-archi-di-san-ciro-e-i-giganti-di.html

Contributi informativi: Ignazio Caloggero Web, 

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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