Ragusa e i "18 Monumenti riconosciuti dall'UNESCO": Ignoranza, ignavia o dolo?

Ragusa e i “18 Monumenti riconosciuti dall’UNESCO”: Ignoranza, ignavia o dolo?

di Ignazio Caloggero

Mi chiedo se chi, ancora oggi, insiste nell’affermare che Ragusa ha “18 monumenti riconosciuti dall’UNESCO” lo faccia per ignoranza, ignavia o dolo?. Certo dire che Ragusa ha 18 monumenti riconosciuti dall’UNESCO è sicuramente “più figo” che dire Ragusa è inserita in un sito UNESCO (Le Città Tardo Barocche del Val di Noto) ma è corretto dire questo? è soprattutto è corretto che nel sito istituzionale del comune compare la frase “I 18 monumenti riconosciuti dall’UNESCO”?. Ma entrando nel merito, i monumenti UNESCO di Ragusa  quanti sono in realtà, 16, 17, 18 o nessuno?. Ha senso parlare di 18 monumenti inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità?. Dopo oltre 16 anni che cerco invano qualcuno che mi dia una risposta, nel tentativo di fare chiarezza ripropongo, per l’ennesima volta, una scheda tecnica scritta molti anni fa, con la speranza di chiarire, una volta per tutte, quello che credo sia stato un errore iniziale e mai corretto. Spero che prima che la mia vita terrena finisca, che qualcuno con un minimo di competenza e onesta intellettuale si degni di rispondermi. Fornire le informazioni giuste è la base di una buona e corretta promozione del proprio territorio.

Le Città Tardo Barocche del Val di Noto

Si parla spesso di elenco dei monumenti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità  (World Heritage List: “WHL”). A mio modesto avviso è  bene non fare confusione tra “sito” nella sua globalità inserito nella “WHL”, le singole aree effettivamente riconosciute dall’Unesco e singoli monumenti testimonianza del barocco del Val di Noto situati all’interno delle aree (core zone) inserite nella WHL. 

Per quanto riguarda il sito Unesco in oggetto, per ogni comune sono individuate delle aree di eccellenza (core zone) per un totale di 113 ettari che costituiscono il sito Unesco vero e proprio inserito nel Patrimonio dell’Umanità e delle zone tampone, (buffer zone) per un totale di 306 ettari. In questi casi si usa spesso il termine “sito seriale” (o multi sito). In alcuni casi la “core zone” è effettivamente limitata a dei monumenti (Modica, Palazzolo Acreide e Militello in Val di Catania) negli altri casi delimita delle intere aree urbane. A mio avviso solo quando l’area (core zone) riconosciuta dall’UNESCO corrisponde a monumenti delimitati (Vedi Villa Romana del casale, Palermo Arabo Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale, Le Ville Medicee ed altri siti similari) si dovrebbe parlare di “monumenti inseriti nella WHL”, in tutti gli altri casi forse sarebbe meglio evitare questo termine.   

Per capire meglio la differenza tra sito e monumento UNESCO analizzeremo brevemente i seguenti quattro documenti:

1) Il documento Unesco N° 1024, che nella parte descrittiva dei singoli comuni indica, a volte, i monumenti barocchi più significativi;

2) Elenco dei monumenti nella lista del Patrimonio mondiale segnalato nel libro della Prof.ssa Lucia Trigilia  [LA VALLE DEL BAROCCO – Le città siciliane del Val di Noto “Patrimonio dell’Umanità” ] (pag. 297-303). La Prof.ssa Trigilia, assieme al Centro Internazionale di studi sul Barocco, ha condotto la ricerca che ha costituito le basi scientifiche relative al patrimonio del tardo barocco del Val di Noto per la redazione del Piano di Gestione.

3) Il Piano di Gestione  (Appendice B) che presenta le schede di catalogazione dei principali monumenti dei singoli comuni, proponendo per alcuni di questi, il loro inserimento nella lista del patrimonio mondiale (WHL). In realtà come abbiamo chiarito, è il “sito” nella sua globalità individuato dalle aree protette (core zone) che viene inserito nella WHL e non i singoli monumenti ricadenti all’interno di queste aree.

4) Il documento Unesco maps1024rev contenente le mappe di tutte le aree riconosciute dall’Unesco (core zone) e le zone di protezione protette (buffer zone)

***

1. Il documento UNESCO N° 1024

Il documento UNESCO n° 1024 non cita nessun monumento in particolare, nella parte riguardante la descrizione di Ragusa è riportato quanto segue: “RAGUSA, the ancient Ibla, is built over three hills separated by a deep valley. It, too, consists of two centres, one rebuilt on the old medieval layout and the other, Upper (present-day) Ragusa, newly built after 1693. It contains nine major churches and seven major palazzi, all Baroque. Upper Ragusa has been adversely affected by inappropriate modern development and the town overall is adversely affected by the proximity of chemical, industrial, and mining activities.” Il documento Unesco cita indirettamente 16 monumenti e non 18. Quindi oltre a non esserci una indicazione del nome dei monumenti non corrisponderebbe il numero (16) con quelli che è consuetudine considerare inseriti nella WHL (18)

2. Elenco dei monumenti nella lista del Patrimonio mondiale segnalato nel libro della Prof.ssa Lucia Trigilia

[LA VALLE DEL BAROCCO – Le città siciliane del Val di Noto “Patrimonio dell’Umanità” ] (pag. 297-303). L’elenco dei “monumenti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale ” riportato dalla Trigilia coincide, almeno come numero e tipologia (9 chiese e 7 palazzi), con quanto indicato nel documento Unesco:

  1. Cattedrale di S. Giovanni Battista *
  2. Chiesa di S. Giorgio *
  3. Chiesa di S. Maria dei Miracoli *
  4. Chiesa S. Giuseppe *
  5. Chiesa SS. Anime del Purgatorio *
  6. Chiesa S. Filippo Neri *
  7. Chiesa dell’Idria *
  8. Chiesa e Convento S. Francesco Immacolata *
  9. Chiesa e Conventodi S. Maria del Gesù *
  10. Palazzo Zacco *
  11. Palazzo Sortino-Trono *
  12. Palazzo della Cancelleria *
  13. Palazzo Cosentini *
  14. Palazzo Battaglia *
  15. Palazzo Floridia (Bertini) *
  16. Palazzo La Rocca *

Anche in questo caso possiamo notare come il numero 16 della lista della Trigilia  non coincide con i 18 monumenti spesso indicati in alcuni documenti e alcuni siti, compreso siti istituzionali.

3. Il Piano di Gestione 

Il Piano di Gestione, oltre a riportare i 16 monumenti indicati nel punto precedente riporta anche i seguenti:

  • Palazzo Vescovile *
  • Chiesa S. Maria delle Scale *

Quest’ultima, a onor del vero, seppur ristrutturata dopo il terremoto del 1693, è più conosciuta per il suo stile gotico-catalano. In questo caso, quanto si afferma che sono 18 i monumenti di Ragusa inseriti nel Patrimonio mondiale, si è voluto probabilmente fare riferimento al Piano di Gestione. Ma se così fosse, il Piano dovrebbe essere preso a riferimento anche per gli altri comuni, rimandando per i dettagli al Piano di Gestione, possiamo notare che a Modica il Piano di Gestione propone anche la Chiesa del Carmine (che presenta tra l’altro tracce evidenti di stile gotico, così come la Chiesa di Santa Maria dell Scale di Ragusa) e che non è considerata inserita nella WHL ne è inserita all’interno della Core Zone ufficialmente riconosciuta. Nota: Con il simbolo * sono indicati i monumenti che all’interno del Piano di Gestione sono stati segnalati per l’inserimento nella lista del patrimonio

4. Mappe  con le aree effettivamente riconosciute (maps1024rev)  

Il documento UNESCO maps1024rev contenente le mappe di tutte le aree riconosciute dall’UNESCO (core zone) e le zone di protezione protette (buffer zone). Guardando attentamente la mappa di Ragusa contenente l’area riconosciuta come “core zone” dall’UNESCO si scoprirà che il Palazzo Vescovile non ricade nella Core Zone ma nella “buffer zone”. Quindi solo 17 dei 18 monumenti considerati “Monumenti UNESCO” nell’area effettivamente riconosciuta e inserita nella WHL.

Core Zone e Buffer Zone Ragusa

Particolare

Link: Mappa interattiva Area UNESCO Ragusa

Considerazioni

Relativamente alla città di Caltagirone, purtroppo non è stato possibile effettuare un confronto con le schede dei monumenti contenuti nel Piano di Gestione, in quanto nella versione del Piano di gestione a noi giunta, abbiamo notato un madornale errore: Le schede dei beni di Caltagirone, sono le stesse dei monumenti di Catania. Ho avuto modo di analizzare Il Piano di Gestione, sempre con gli stessi errori, oltre che da un CD circolante sin dal 2002 anche in alcuni siti istituzionali. (non escludo che in modo indiretto la colpa sia stata anche mia in quanto avendo messo già nel 2004 i contenuti di tali CD in alcuni miei siti, è propabile che altri abbiamo preso le informazioni da questi),

Approfondimento

Per approfondire l’argomento, è  possibile visionare i seguenti documenti:

Ignazio Caloggero
Presidente SiciliAntica sede di Ragusa
Presidente Nazionale Associazione Italiana Professionisti del Turismo e Operatori Culturali (AIPTOC).
Associazione inserita nell’Elenco delle Associazioni Professionali che rilasciano l’Attestato di qualità e di qualificazione professionale dei Servizi, del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).

 

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