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Piano di Gestione Le città tardo barocche del Val di Noto

 

Introduzione

Il Comitato Scientifico Internazionale ha richiesto, per l’inserimento del Val di Noto, la presentazione di un Piano di Gestione  per la tutela e valorizzazione del Val di Noto

Il piano si fonda sull’intesa sottoscritta dai soggetti responsabili della tutela, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali della Regione Siciliana, che è stata fatta propria dagli amministratori dei comuni sul cui territorio sono localizzati i beni individuati. Tale strumento, giuridicamente nuovo per la pianificazione italiana, assicura che un determinato patrimonio culturale, ritenuto di interesse mondiale, sia tutelato e valorizzato con mezzi economici adeguati, rispettando precise strategie culturali sottoscritte tra le parti e l’organismo internazionale.

 

La descrizione del sito e la giustificazione del suo inserimento nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità sono inserite nel documento Unesco N° 1024rev. Tale documento fornisce inoltre una breve descrizione degli 8 comuni inseriti nella lista del patrimonio dell’umanità.

 

Si parla spesso di elenco dei monumenti inseriti nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità  (World Heritage List: “WHL”). A nostro modesto avviso è  bene non fare confusione tra “sito” nella sua globalità inserito nella “WHL”, le singole aree effettivamente ricoosciute dall’Unesco e singoli monumenti testimonianza del barocco del Val di Noto situati all’interno delle aree (core zone) inserite nella WHL.

 

Per quanto riguarda il sito Unesco in oggetto, per ogni comune sono individuate delle aree di eccellenza (core zone) per un totale di 113 ettari che costituiscono il sito Unesco vero e proprio inserito nel Patrimonio dell’Umanità e delle zone tampone, (buffer zone) per un totale di 306 ettari. In questi casi si usa spesso il termine “sito seriale” (o multi sito). In due casi la “core zone” è effettivamente limitata a dei monumenti (Modica e Militello in Val di Catania) negli altri casi delimita delle intere aree urbane

 

I Documenti presi a riferimento

Per delimitare i singoli monumenti prenderemo a riferimento, nell’ordine i seguenti tre documenti:

1) Il documento Unesco N° 1024, che nella parte descrittiva dei singoli comuni indica, a volte, i monumenti barocchi più significativi;

2) Elenco dei monumenti nella lista del Patrimonio mondiale segnalato nel libro della Prof.ssa Lucia Trigilia  [LA VALLE DEL BAROCCO – Le città siciliane del Val di Noto “Patrimonio dell’Umanità” ] (pag. 297-303). La Prof.ssa Trigilia, assieme al Centro Internazionale di studi sul Barocco, ha condotto la ricerca che ha costituito le basi scientifiche relative al patrimonio del tardo barocco del Val di Noto per la redazione del Piano di Gestione.

3) Il Piano di Gestione  (Appendice B) che presenta le schede di catalogazione dei principali monumenti dei singoli comuni, proponendo per alcuni di questi, il loro inserimento nella lista del patrimonio mondiale (WHL). In realtà come abbiamo chiarito, è il “sito” nella sua globalità individuato dalle aree protette (core zone) che viene inserito nella WHL e non i singoli monumenti ricadenti all’interno di queste aree.

4) Il documento Unesco maps1024rev contenente le mappe di tutte le aree riconosciute dall’Unesco (core zone) e le zone di protezione protette (buffer zone)

Il Piano di Gestione: Ragusa

Il documento Unesco n° 1024rev non cita nessun monumento in particolare, nella parte riguardante la descrizione di Ragusa è riportato quanto segue: “RAGUSA, the ancient Ibla, is built over three hills separated by a deep valley. It, too, consists of two centres, one rebuilt on the old medieval layout and the other, Upper (present-day) Ragusa, newly built after 1693. It contains nine major churches and seven major palazzi, all Baroque. Upper Ragusa has been adversely affected by inappropriate modern development and the town overall is adversely affected by the proximity of chemical, industrial, and mining activities.” Il documento Unesco cita indirettamente 16 monumenti. L’elenco riportato dalla Trigilia coincide, almeno come numero e tipologia (9 chiese e 6 palazzi), con quanto indicato nel documento Unesco:

  1. Cattedrale di S. Giovanni Battista *
  2. Chiesa di S. Giorgio *
  3. Chiesa di S. Maria dei Miracoli *
  4. Chiesa S. Giuseppe *
  5. Chiesa SS. Anime del Purgatorio *
  6. Chiesa S. Filippo Neri *
  7. Chiesa dell’Idria *
  8. Chiesa e Convento S. Francesco Immacolata *
  9. Chiesa e Conventodi S. Maria del Gesù *
  10. Palazzo Zacco *
  11. Palazzo Sortino-Trono *
  12. Palazzo della Cancelleria *
  13. Palazzo Cosentini *
  14. Palazzo Battaglia *
  15. Palazzo Floridia (Bertini) *
  16. Palazzo La Rocca *

Il Piano di Gestione, oltre a riportare i 16 monumenti suddetti, riporta anche i seguenti:

  • Palazzo Vescovile *
  • Chiesa S. Maria delle Scale *

Quest’ultima, a onor del vero, seppur ristrutturata dopo il terremoto del 1693, è più conosciuta per il suo stile gotico-catalano. In questo caso, quanto si afferma che sono 18 i monumenti di Ragusa inseriti nel Patrimonio mondiale, si è voluto probabilmente fare riferimento al Piano di Gestione.

Inoltre guardando attentamente la mappa contenente l’area riconoscita come “core zone” dall’Unesco si scoprirà che il Palazzo Vescovile non ricade nella Core Zone ma nella “buffer zone”

(Con il simbolo * sono indicati i monumenti che all’interno del Piano di Gestione sono stati segnalati per l’inserimento nella lista del patrimonio mondiale)

Il Piano di Gestione: Modica

Il documento Unesco n° 1024rev, nella parte riguardante la descrizione di Modica cita esplicitamente la Cattedrale di S. Giorgio e la Chiesa di S. Pietro: “MODICA consists of two urban centres, the olderperched on the rocky top of the southern Ibeli hill, the other rebuilt further downhill after the 1693 earthquake with imposing and conspicuous urban monuments such as the Cathedral of St George and the Church of St.Peter.” Tale elenco coincide con l’elenco riportato nel libro della Trigilia. Il Piano di Gestione, oltre a riportare i 2 monumenti suddetti, riporta anche i seguenti:

  • Chiesa del Carmine  *
  • Chiesa Madonna delle Grazie
  • Chiesa di Santa Maria di Betlemme
  • Chiesa di S. Domenico e Convento dei PP. Domenicani
  • Palazzo dei Padri  Mercedari
  • Palazzo Polara

Di questi, è da notare come la Chiesa del Carmine, pur proposta per l’inserimento nella lista del patrimonio, mantiene, così come la Chiesa di S. Maria delle Scale a Ragusa, tracce evidenti di stile gotico piuttosto che barocco. In questo caso, quanto si afferma che sono 2  i monumenti di Modica inseriti nel Patrimonio mondiale, si è voluto fare riferimento al documento Unesco n° 1024rev e non al Piano di Gestione. 

Il Piano di Gestione: Scicli

Il documento Unesco n° 1024rev, nella parte riguardante la descrizione di Scicli riporta: “SCICLI: the Via Francesco Mormina Penna stretches to the nearby Beneventano palace, perhaps the only one in Sicily to display fantastic decoration, in an urban setting where churches rise alongside patrician buildings of late Baroque age. Three churches (St John the Evangelist, St Michael, and Saint Teresa) are from the 18th century.” Vengono citati esplicitamente la Chiesa di S. Giovanni Evangelista, la Chiesa di S. Michele Arcangelo, la Chiesa di S. Teresa. Vengono citati la Via Francesco Mormina Penna e dei Palazzi dell’età tardo barocca che possiamo individuare, anche se indirettamente, con i palazzi Spadaro e Veneziano Sgarlata. Tale elenco, se si accetta come corretta l’individuazione dei due palazzi suddetti, è compatibile con l’elenco  riportato nel libro della Trigilia:

  1. Chiesa di S. Giovanni Evangelista  *
  2. Chiesa di S. Michele Arcangelo *
  3. Chiesa di S.Teresa  *
  4. Palazzo Beneventano *
  5. Palazzo Spadaro *
  6. Palazzo Veneziano Sgarlata *

Tutti i monumenti elencati, eccetto il Palazzo Beneventano sono situati in Via Francesco Mormina Penna.   Il Piano di Gestione, oltre a riportare i 6 monumenti suddetti, riporta anche i seguenti:

  • Palazzo Fava
  • Chiesa e Convento del Carmine
  • Chiesa di S. Matteo
  • Chiesa Madre (S. Ignazio)

  Il Piano di Gestione: Noto

Il documento Unesco n° 1024rev non cita nessun monumento in particolare, nella parte riguardante la descrizione di Noto è riportato quanto segue: “NOTO, outstanding among the towns that were totally rebuilt on a site close to the original town, is on two levels, an upper part on the plateau and a lower, newer part on the slope below. The latter accommodates the buildings of the nobility and the religious complexes of the 18th century, the topography, town-plan, and architecture combining to create a spectacular “Baroque stage set.” It includes nine religious complexes and numerous palazzi. Il documento Unesco cita 9 complessi religiosi e “numerosi palazzi” L’elenco riportato dalla Trigilia:

  1. Chiesa di S. Chiara (S. Maria Assunta) *
  2. Chiesa del SS. Crocifisso *
  3. Chiesa di S. Domenico *
  4. Chiesa di Montevergine (intitolata a S. Girolamo) *
  5. Chiesa e Convento di S. Francesco *
  6. Chiesa di S. Maria del Carmelo (Chiesa del Carmine) *
  7. Chiesa di S. Nicolò *
  8. Chiesa e Convento del SS. Salvatore *
  9. Palazzo Battaglia *
  10. Palazzo Ducezio *
  11. Palazzo Impellizzeri *
  12. Palazzo Landolina *
  13. Palazzo Nicolacci *
  14. Palazzo Rau *

Il Piano di Gestione, oltre a riportare i 14 monumenti suddetti, riporta anche i seguenti:

  • Chiesa di S. Maria dell’Arco *
  • Palazzo Trigona *
  • Chiesa di S. Carlo ed ex Collegio dei Gesuiti *

Il Piano di Gestione: Palazzolo Acreide

Il documento Unesco n° 1024rev, nella parte riguardante la descrizione di Palazzolo riporta: “PALAZZOLO, like Modica, has two centres, the medieval one on which a new town was reconstructed on the old site but along a new axis, and a post-1693 “new town” which was developed along a crescent up to the earliest site of all, the Greek Akrai. The two churches of St Sebastian and Sts Peter and Paul were largely rebuilt after 1693, the latter the centre of the old nobility, the former marking the quarter of the new urban classes.” Tale elenco coincide con l’elenco riportato nel libro della Trigilia. Il Piano di Gestione, oltre a riportare La Chiesa di S. Sebastiano e quella S. Pietro e Paolo (unici monumenti proposti per l’inserimento nella lista del Patrimonio mondiale), riporta anche i seguenti beni culturali:

  • Villa Comunale (Giardino Storico)
  • Palazzo Municipale
  • Chiesa di San Michele
  • Chiesa dell’Assunta o dell’Immacolata
  • Antica Chiesa dei Cappuccini e Convento
  • Chiesa di Sant’Antonio
  • Chiesa Madre
  • Chiesa dell’Annunziata
  • Cimitero Monumentale
  • Grotta di San Corrado

Il Piano di Gestione: Catania

Il documento Unesco n° 1024rev nella parte riguardante la descrizione di Catania è riportato quanto segue: CATANIA acquired a particular quality of urban design when it was rebuilt on a comprehensive, geometric unitary plan among the rubble of the destroyed city. At its core are the outstanding Piazza del Duomo and the Via dei Crociferi, together with the nearby Badia de Sant’Agata, the Collegiata, Benedictine monastery, and Palazzo Biscari. L’elenco riportato dalla Trigilia fornisce un dettaglio maggiore dei singoli moumenti:

  1. Badia di S. Agata *
  2. Cattedrale di S. Agata *
  3. Collegiata (S. Maria dell’Elemosina, Regia Cappella) *
  4. Collegio Gesuitico  [ Via dei Crociferi] *
  5. Chiesa di S. Benedetto  [ Via dei Crociferi] *
  6. Chiesa di S. Giuliano  [ Via dei Crociferi] *
  7. Chiesa di S. Francesco Borgia [ Via dei Crociferi] *
  8. Chiesa di S. Nicolò la Rena *
  9. Seminario dei Chierici *
  10. Monastero Benedettino di S. Nicolò la Rena *
  11. Palazzo Biscari *
  12. Palazzo Municipale (Palazzo degli Elefanti) *

Il Piano di Gestione, oltre a riportare i 12 monumenti suddetti, riporta anche il Castello Ursino (non proposto per l’inserimento nella lista mondiale)

Il Piano di Gestione: Caltagirone

Il documento Unesco n° 1024rev, nella parte riguardante la descrizione di Caltagirone: CALTAGIRONE: the most westerly of the eight cities nominated, its inner city is significant for its multifaceted town planning and architectural facades, and for its unusual link between the pre- and post-1693 periods. Its rich architecture exists inside an urban context resulting from the configuration of the site. The most important buildings include the Churches of Santa Maria del Monte, St James the Apostle, St Joseph, St Dominic, the Holy Saviour (and Monastery of the Benedictine Sisters), St Chiara and St Rita (andMonastery of Clarisses), Jesus (and former College of the Jesuits), St Stephen, and St Francis of Assisi and, among secular buildings, the Corte Capitanale, the Civic Museum, the former Pawnshop, and the San Francesco Bridge. I monumenti citati esplicitamente sono quindi:

  1. Chiesa di S. Maria del Monte
  2. Chiesa di San Giacomo Apostolo
  3. Chiesa di S. Giuseppe
  4. Chiesa di San Domenico (o Del Rosario) e Convento dei Domenicani
  5. Chiesa del  SS. Salvatore e Monastero delle Benedettine
  6. Chiesa di Santa Chiara e Santa Rita e Monastero delle Clarisse
  7. Chiesa del Gesù ed Ex Collegio dei Gesuiti
  8. Chiesa e Monastero di Santo Stefano
  9. Chiesa e Convento di San Francesco D’Assisi
  10. Ex Corte Capitanale
  11. Muse Civico – Ex Carcere Borbonico
  12. Ex Monte delle Prestanze
  13. Ponte di San Francesco

  L’elenco riportato dalla Trigilia   comprende, oltre ai 13 monumenti suddetti, anche i seguenti:

  • Teatrino
  • Palazzo Sant’Elia
  • Palazzo Gravina
  • Scalinata di Santa Maria del Monte
  • Tondo Vecchio

Purtroppo non ci è stato possibile effettuare un confronto con le schede dei monumenti contenuti nel Piano di Gestione, in quanto nella versione del Piano di gestione a noi giunta, abbiamo notato un madornale errore: Le schede dei beni di Caltagirone, sono le stesse dei monumenti di Catania. Abbiamo avuto modo di analizzare Il Piano di Gestione, sempre con gli stessi errori, oltre che da un CD circolante sin dal 2002 anche dai seguenti siti ufficiali:

  •  http://www.distrettoculturalesudest.it/ita/pianogestione.htm
  • http://www.comune.noto.sr.it/cultura/unesco/index.asp
  • http://www.sitiunesco.org

Il Piano di Gestione: Militello in Val di Catania

Il documento Unesco n° 1024rev, nella parte riguardante la descrizione di Militello riporta: “MILITELLO VAL DI CATANIA is significant for its wealth of architecture from the 14th century onwards, and for the outstanding 17th century, walled preearthquake town plan which was in the vanguard of Sicilian feudal towns and was then faithfully followed in the late Baroque reconstruction. Principal buildings include the Churches of San Nicolò and Santa Maria della Stella, the latter completed in 1741 on the site of St Anthony the Abbot, and the former in the San Leonardo area” Tale elenco coincide con l’elenco riportato nel libro della Trigilia. Il Piano di Gestione, oltre a riportare La Chiesa di S. Nicolò e quella di Santa Maria della Stella (unici monumenti proposti per l’inserimento nella lista del Patrimonio mondiale), riporta anche i seguenti monumenti:

  • Chiesa di S. Benedetto e Monastero Benedettino
  • Chiesa di S. Antonio da Padova
  • Chiesa di S. Sebasiano
  • Chiesa di S. Maria della Catena
  • Chiesa del SS. Sacramento al Circolo
  • Chiesa di S. Giovanni Battista
  • Oratorio dell’Angelo
  • Palazzo Baldanza – Denaro
  • Resti del Castello Barresi – Branciforte

Mappa Aree inserite nel Patrimonio dell’Umanità

Cliccate per ingrandire.

unesco ragusaRagusa

unesco modica

Modica

UNESCO SCICLI

Scicli

unescocatania

Catania

Unesco Caltagirone

Caltagirone

Unesco Militello in Val di Catania

Militello in Val di Catania

Unesco noto

Noto

Unesco Palazzolo Acreide

Palazzolo Acreide

 

Documenti di approfondimento

 

Il Piano di Gestione(Il Piano di Gestione analizzato è messo a disposizione proviene da un CD circolante tra gli addetti ai lavori sin dal 2002, Il Piano trovato presenta degli errori (in particolare nell’appendice “b” le schede dei monumenti di Caltagirone sono in realtà quelle del Comune di Catania)

Documento ICOMOS  N° 1024rev (  in lingua inglese e francese. File in formato .pdf : 98 Kb)

APPENDICE B ( file in formato .pdf 943 kB) – Schede Catalogazione Beni dei Comuni

Documento ICOMOS  N° maps1024rev (mappe delle aree riconosciute dall’ Unesco)

IL PIANO DI GESTIONE AVVIO OPERATIVO DEL PIANO DI GESTIONE DEL SITO UNESCO: LE CITTA’ TARDO BAROCCHE DEL VAL DI NOTO

© Heritage Sicilia in collaborazione con il Centro Studi Helios

il barocco

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