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Luogo
Piazza Progresso 12

Pomodoro Faino di Licata detto “buttiglieddu”

 

Prodotto inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT)

Tipologia PAT : Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Scheda tecnica del prodotto agroalimentare tradizionale (P.A.T)

La coltura del pomodorino (buttiglieddu) nel territorio di Licata ha rivestito da sempre una notevole importanza. In passato la coltura veniva praticata in pieno campo ed in asciutto; la coltivazione utilizzava tecniche di aridocoltura al fine di sfruttare al meglio le poche piogge invernali; inoltre per consentire un anticipo della raccolta, in alcune aree particolarmente vocate si ricorreva ad apprestamenti protettivi, costituiti da arelle di cannucce palustri e ventagli di stoppie. Tale coltura, che rappresentava il fiore all’occhiello dell’agricoltura del comprensorio, con l’avvento dei tunnel ha subito una radicale trasformazione, passando dal regime asciutto a quello irriguo e dal pieno campo all’ambiente protetto.

Questa trasformazione ha determinato un significativo cambiamento sia nella tecnica di coltivazione che nelle varietà, oggi infatti, l’ecotipo locale è stato geneticamente migliorato e sostituito con un ibrido FI (Faino della S.G.) che risulta essere più produttivo e più adatto all’ambiente protetto. Per quanto riguarda la tecnica colturale, ormai è completamente scomparsa la semina diretta, sostituita dal trapianto; la coltura viene allevata a terra sotto tunnel con un investimento di 5-6 mila piante/ha.

Il frutto di piccole dimensioni, 10-20 gr., presenta colore rosso brillante e notevole consistenza, soprattutto se ottenuto in zone dove si hanno acque con elevato contenuto di sali. Per quanto riguarda l’epoca di raccolta ormai si è avuta una vera e propria destagionalizzazione, avendo praticamente la presenza del frutto quasi tutto l’anno, con una maggiore concentrazione delle produzioni nel periodo che va da gennaio a giugno.

La destinazione del prodotto, in passato era orientata all’ottenimento di sugo o concentrato di pomodoro (strattu), mentre oggi l’uso più ricorrente e quello di antipasti o insalate. I mercati dove il prodotto trova maggiori sbocchi sono quelli del centro-nord Italia e viene molto apprezzato soprattutto se di buona qualità. Alla coltura sono interessati circa 500 ettari, con una produzione media ottenibile di 300 ql., distribuiti su tutto il territorio della Piana. Le ridotte dimensioni aziendali e la conduzione familiare delle stesse, bene si addice a questo tipo di coltura, visto che tra i costi di produzione, la maggiore incidenza e rappresentata dalla manodopera richiesta per la raccolta del prodotto.

 

Fonte Schede Pat: Regione Sicilia 

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Web, Regione Sicilia

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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