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Museo della Cattedrale (La Valletta)

Foto: http://old.culturemalta.org

In varie sale annesse all’oratorio, sono custodite collezioni inestimabili d’arte e cimeli raccolti, frutto di donazioni dei Cavalieri di Malta.

Tra le raccolte una riguarda i paramenti e gli abbigliamenti religiosi destinati alle cerimonie speciali. Indumenti realizzati in seta e raso, costellati di ricchi ricami, spesso impreziositi con inserti in oro e argento. I colori di ogni serie di capi sono accuratamente selezionati secondo il calendario liturgico.

Altra notevole collezione è costituita da 29 enormi arazzi fiamminghi prodotti dalla Judocus de Vos di Bruxelles. Alcune allegorie raffigurate ricalcano soggetti e temi concepiti da Pietro Paolo Rubens. Dono della comunità aragonese al gran maestro Ramon Perellos y Roccaful elevato alla carica nel periodo 1697 – 1701, essi raffigurano scene tratte dalla vita di Cristo, la Vergine Maria, gli Apostoli e il Gran Maestro.

Interessante la raccolta di libri dipinti a mano e miniati in oro suddivisi ii dieci libri denominati Graduali, con riferimento ai canti che accompagnano i riti della Comunione, sette e due libri o Antifonari del XVI secolo donati rispettivamente dai gran maestri Philippe de Villiers de L’Isle-Adam, Hugues Loubenx de Verdalle e Antoine de Paule.

Uno dei pezzi più pregiati è la custodia della reliquia più importante dei Cavalieri: la mano mummificata del patrono dell’Ordine Giovanni Battista. Commissionata dal grande maestro Gregorio Carafa, reca lo stemma della casata familiare d’appartenenza. Realizzata in bronzo con ornamenti in argento, opera di Ciro Ferri, famoso scultore orefice influenzato dallo stile barocco di Gian Lorenzo Bernini, la teca intarsiata d’oro con pietre preziose fu confiscata, la reliquia messa al sicuro dall’ultimo gran maestro Ferdinand von Hompesch zu Bolheim prima di lasciare Malta in seguito all’invasione napoleonica.

Spogliata da tutte le opere di oreficeria e di argenteria liturgica durante l’occupazione francese del 1798 – 1800, tuttavia alcuni alti prelati riuscirono a recuperare parte dei tesori confiscati, tra essi l’insieme di quindici statue d’argento realizzate dall’artista Antonio Arrighi, esponente del barocco romano, tra il 1741 e il 1743. Grazie alla mediazione del vescovo Gaetano Labini e del Capitolo della Cattedrale dietro il pagamento di una grossa somma in denaro queste opere furono recuperate per essere custodite presso la cattedrale di San Paolo di Medina. (Fonte Wikipedia)

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Web 

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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