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La Casa dei Mosaici (Mozia)

Area facente parte del sito archeologico di Mozia 

Lungo la costa sud-orientale dell’isola si trova un complesso edilizio scavato solo parzialmente, denominato “Casa dei mosaici”, costruito su due livelli sul pendio che degrada verso il mare. È visibile il limite orientale e l’angolo sud-est si addossa al muro di fortificazione della città. La parte a nord e ad est consisteva in una grande corte rettangolare a peristilio, circondata da alcuni ambienti di carattere residenziale, mentre la parte sud-occidentale era una zona di servizio. Il pavimento del peristilio era decorato con mosaico a ciottoli neri, bianchi e grigi di cui si conserva un breve tratto nell’angolo nord-est, con pannelli, raffiguranti animali (un leone che assale un toro, un grifone che attacca un cervide, e un leone e un cervide su due pannelli),separati da un motivo a rombi e delimitati da un bordo tripartito (fasce con meandro, fiori di loto e palmette, motivo ad onda).

Un piccolo ambiente all’estremità sud-occidentale della corte aveva un pavimento a scacchiera di cocciopesto e scaglie di pietra bianca. Gli ambienti ad est, solo i pavimenti. Nell’ambiente meridionale era collocata una piccola struttura interpretata come un piccolo forno. La zona di servizio s’articola in sei ambienti, forse ricavati in parte in un preesistente edificio, con murature in pietre e materiali di recupero. L’ambiente comunicante con la corte presentava un pozzo scavato nel terreno e fu successivamente occupato anche da un focolare. Lungo il lato ovest corre una canaletta che conduceva l’acqua piovana raccolta nella corte all’esterno dell’edificio, sfruttando l’andamento del terreno in discesa. Un ambiente adibito a magazzino conserva i resti di tre grandi pithoi, In un altro ambiente furono rinvenuti cinque capitelli dorici e uno corinzio, apparentemente immagazzinati, pertinenti ad almeno due fasi diverse del peristilio. mentre anche altri elementi architettonici erano presenti nell’area. L’edificio dovette subire dei rimaneggiamenti e fu probabilmente oggetto di spoliazioni. La datazione dell’edificio e del pavimento a mosaico è discussa: l’assenza di dettagli interni delle figure e la partizione dei pannelli con rombi a linee bianche su fondo nero, trovano confronti nel III secolo a.C. (Eretria, Olbia, Tarso).

 

Fonte: wikipedia, web

Foto: Di Nessun autore leggibile automaticamente. wikipedia

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Contributi informativi:  Web, Regione Sicilia

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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