Ipogeo di San Bartolomeo
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Descrizione

Ipogeo di San Bartolomeo

L’ipogeo venne scoperto nel 1874 dal prof. Francesco Saverio Cavallari, primo sovrintendente alle antichità della Sicilia, ed è considerato una delle più importanti catacombe paleocristiane.

Si hanno tracce di insediamenti umani già dell’età del rame appartenenti alla Cultura di Diana (circa 3500 a.C.) e alla Cultura di San Cono-Piano Notaro (fino al 2300 a.C.). Successivi insediamenti sono dell’età del bronzo, appartenenti alla Cultura di Naro-Partanna (2200-1500 a.C.), cui apparteneva anche una necropoli rupestre, andata distrutta dall’attività mineraria in epoca moderna.

Dal XVIII secolo, l’area dell’ipogeo venne utilizzata come cava per l’estrazione del tufo: questa fu la causa prima della distruzione della necropoli. Durante la seconda guerra mondiale venne usata come rifugio per gli sfollati; negli anni sessanta e settanta fu usata come fabbrica per sgusciare i gamberi, e infine si tentò di trasformarla in una pizzeria. Oggi l’area è parte dell’orto botanico Giardino dell’Emiro.

Fonte: wikipedia

Foto: web

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Contributi informativi:  Web, Regione Sicilia

COMUNICATO: Bene catalogato ma geolocalizzato parzialmente. Vi invitiamo a fornire il vostro contributo fornendoci informazioni utili  che ci permettano di geolocalizzare nel dettaglio il bene catalogato. Si veda anche “Patrimonio Culturale da Geolocalizzare

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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