I luoghi degli eventi storici: I Borghi del Duce

I Luoghi sono inseriti nel registro LIM della Regione Sicilia (I Luoghi degli eventi storici)  – Settore “Luoghi degli eventi storici del primo novecento”

1940 – I borghi del Duce: 
• Borgo Fazio (Trapani)
• Borgo Borzellino (Monreale-prov. Palermo)
• Borgo Filaga (prov. Palermo)
• Borgo Schirò (Monreale-prov. Palermo)
• Borgo Regalmici (Castronovo di Sicilia-prov. Palermo)
• Borgo Cascino (Enna)
• Pergusa (prov. Enna)
• Libertinia (Ramacca–prov. Catania)
• Borgo Pietro Lupo (Mineo-prov. Catania)

Scheda:

Le città di fondazione nel periodo fascista, intesi come centri urbani autonomi, rappresentarono l’altro aspetto di programmazione del territorio insieme ai complessi sistemi rurali previsti nell’estesa e significativa opera di bonifica integrale e colonizzazione attuata dal regime nel corso del ventennio.

Questo ampio sviluppo urbanistico relativo alla creazione di nuovi insediamenti è stato recentemente oggetto di studi, riscoperte e pubblicazioni.

I nuclei, sia per le modeste dimensioni che per le loro caratteristiche progettuali, non erano assimilabili ad un centro urbano vero e proprio. La più frequente tipologia insediativa corrispondeva, infatti, ad un centro di servizi posto all’interno di un’area d’insediamento sparso, ove le case rurali sono poste direttamente sull’appezzamento agricolo assegnato alla famiglia colonica.

Il centro di aggregazione non aveva carattere residenziale, ma comprendeva edifici pubblici (chiesa, casa del fascio, a volte municipio, caserma dei carabinieri o della Milizia, ufficio postale e scuola) e servizi (spaccio, barbiere, locanda) organizzati intorno a una piazza o ad un asse viario. In alcuni casi, il nucleo insediativo era ancora più povero, come in alcuni esempi siciliani, con la scuola rurale, la sede del consorzio agrario e poco più.

Le aree necessarie a realizzare gli interventi venivano recuperate quasi sempre attingendo a terreni demaniali incolti, aree soggette ad usi civici, aree acquitrinose acquisite a poco prezzo e che venivano affidati all’ente incaricato della bonifica, quasi sempre l’O.N.C. (Opera Nazionale Combattenti), che provvedeva alla pianificazione, all’appoderamento ed all’assegnazione dei vari appezzamenti a famiglie di mezzadri che avrebbero nel tempo ripagato gli investimenti iniziali ed anche riscattata la proprietà.

Furono numerosi i casi in cui anche privati (società anonime speculative, opere pie, famiglie della nobiltà romana) parteciparono, più o meno volontariamente, alle iniziative di bonifica appoderando terreni da valorizzare e affidare a mezzadria e usufruendo di mutui agevolati per le opere necessarie.

Scarsi furono i casi di esproprio per inadempienza dei proprietari, tenuti ad eseguire le opere di appoderamento, soprattutto in Puglia e in Sicilia, nonostante che la legislazione fosse stata orientata in tal senso sia prima, che durante il fascismo. Il principale promotore di tale legislazione ed in generale dei processi di bonifica integrale fu Arrigo Serpieri che però nel 1935 fu esonerato proprio a causa della sua intransigenza verso i mancati espropri.

L’architettura degli insediamenti di fondazione riflette la complessità del panorama architettonico italiano degli anni trenta, in cui convivevano le istanze del razionalismo europeo più rigoroso, con il cosiddetto stile “novecento” che perseguiva una rilettura della tradizione, per tacere delle posizioni più accademiche. Tra tali posizioni vigeva un’accesa polemica che non impediva compromessi ed ibridazioni sulla strada di ricerca di un razionalismo “italiano” portata avanti, per esempio da Libera e sull’attenzione per l’architettura spontanea “mediterranea”.

Gli esiti di questo scontro polemico possiamo vederli ad esempio nella realizzazione dei centri dell’Agro Pontino. Nella maggior parte dei casi prevale però la ricerca di conciliare modernità e tradizione, con forme che tanto richiamano la pittura metafisica.

In Sicilia i primi interventi di pianificazione di nuovi insediamenti risalgono a cavallo degli anni ’20 e ’30 nell’ambito delle campagne di bonifica di aree incolte e malsane che investirono l’intera nazione soprattutto dopo la legge n. 3134 del 1928 “Provvedimenti per la bonifica integrale”, che rafforzò provvedimenti legislativi precedenti. Una decina di nuovi borghi accolsero gli operai occupati nelle opere di bonifica ed erano destinati, in seguito, a divenire nuovi insediamenti abitativi o agricoli (Sferro, 1927), anche se non sempre il processo di riconversione fu attuato (Borgo Recalmigi, oggi abbandonato, nei pressi di Castronovo di Sicilia). Il più conosciuto di tali centri è Pergusa (1935), sorto per la bonifica delle zone umide intorno al lago di Pergusa. Altri siti di bonifica furono il lago di Lentini (Villaggio Bardara) e le aree umide intorno a Siracusa.

Due interessanti interventi dello stesso periodo furono realizzati da privati nell’ambito degli incentivi economici offerti per l’appoderamento mezzadrile dei latifondi: Villaggio Santa Rita e Libertinia realizzata tra il 1922 e il 1936 nelle campagne di Ramacca.

Intorno al 1939 la politica di sostegno alla mezzadria e di attenzione alla questione rurale ed al riassetto complessivo dell’agricoltura siciliana ebbe un’accelerazione che la propaganda di regime denominò “assalto al latifondo” e che portò alla legge 2/1/1940 che rafforzava precedenti disposizioni di riforma agraria, alla nascita dell’ECLS, (Ente di colonizzazione del latifondo siciliano) ed alla fondazione di alcuni borghi, alcuni molto piccoli, destinati a diventare centri di servizi del futuro appoderamento delle aree incolte circostanti, secondo un modello consueto.

Nacquero così otto borghi, ognuno di essi atto ad accogliere circa 1 .500 persone, comprendeva una serie di strutture edilizie e urbane: la chiesa, la canonica, la casa del fascio, la caserma, la casa sanitaria, locali per artigiani, la trattoria, la farmacia, l’ufficio dell’Ente di colonizzazione e una fontana pubblica, oltre a diversi “sottoborghi” più piccoli, e vennero progettati da giovani progettisti con intenti pienamente funzionalisti. Nel 1939 fu progettato da Luigi Epifanio Borgo Amerigo Fazio nel trapanese

Realizzati intorno al 1940 furono Borgo Lupo (Mineo), Borgo Giuliano (San Teodoro), Borgo Portella della Croce (Tra Prizzi e Vicari), Borgo Petilia (Caltanissetta), Borgo Giacomo Schirò (Monreale), Borgo Vicaretto (Castellana Sicula), Borgo Baccarato (Aidone), Borgo Antonio Cascino (Enna), Borgo Domenico Borzellino (Monreale), Borgo Antonio Bonsignore (Ribera). L’operazione fallì per molte cause, oltre ovviamente allo scoppio della guerra: la carenza di infrastrutture, la scarsa disponibilità dei contadini a lasciare i centri abitati di origine, la mancanza di terreni da appoderare, non avendo proceduto ad alcun esproprio. Infatti gli unici terreni espropriati furono di proprietà inglese, nella ducea di Nelson tra Maniace e Bronte dove fu fondato il Borgo Caracciolo, oggi abbandonato. Alcuni borghi non vennero mai utilizzati ed attualmente risultano praticamente tutti in stato di abbandono ed alcuni, anche pregevoli come architettura, ormai ruderi (Borgo Lupo, Borgo Schirò). Altri borghi vennero realizzati da altri enti e soggetti locali. Un caso a parte fu Mussolinia di Sicilia, oggi Santo Pietro, frazione del comune di Caltagirone, un progetto ampiamente pubblicizzato (Mussolini pose la prima pietra) e mai completato a seguito di vicende grottesche che hanno sollevato l’interesse di narratori come Sciascia e Camilleri.

Elenco insediamenti in Sicilia:

  • Borgo Callea detto poi Borgo Tumarrano, Borgo Pasquale – Fraz. di Cammarata
  • Borgo La Loggia, Villaggio Mosè – Frazioni di Agrigento
  • Borgo Burrainiti – Provincia di Agrigento
  • Villaggio Villanova – Fraz. di Villarosain provincia di Enna
  • Borgo Guttadauro (abbandonato), Borgo Gurgazzi – Butera
  • Borgo Manfria– Gela
  • Villaggio Santa Barbara– Provincia di Caltanissetta
  • Libertinia – Ramacca
  • Borgo Ventimiglia – Caltagirone
  • Borgo Ingrao, Borgo Ciclino – Provincia di Messina
  • Borgo Manganaro – Vicari
  • Villaggio Grottamurata, Borgo Filaga, Fellamonica, Borgo Riena (abbandonato), Borgo Margana – Provincia di Palermo
  • Villaggio Bellolampo– Palermo
  • Borgo Capparini – Monreale
  • Borgo Castagnola, Borgo Piano Cavaliere, Borgo Pizzillo, Borgo Roccella – Contessa Entellina
  • Borgo Angelo Rizza (oggi abbandonato) – Carlentini
  • Borgo Regalmici – Castronovo di Sicilia
  • Borgo Fiumefreddo – Siracusa
  • Borgo Binuara – Trapani
  • Borgo Livio Bassi – C.da UmmariTrapani
  • Borgo Amerigo Fazio – Trapani
  • Borgo Badia- Buseto Palizzolo
  • Borgo Bruca – Buseto Palizzolo
  • Borgo Runza – Mazara del Vallo
  • Borgo Recalmigi – Castronovo di Sicilia
  • Borgo Sferro– Paternò
  • Villaggio Pergusa– Enna
  • Santo Pietro– Caltagirone
  • Borgo Lupo– Mineo
  • Borgo Giuliano – San Teodoro
  • Borgo Portella della Croce (Tra Prizzi e Vicari)
  • Borgo Petilia– Caltanissetta
  • Borgo Giacomo Schirò(Monreale, nei pressi di Corleone; disabitato)
  • Borgo Vicaretto – Castellana Sicula
  • Borgo Baccarato– Aidone
  • Borgo Antonio Cascino – Enna
  • Borgo Domenico Borzellino – Monreale
  • Borgo Antonio Bonsignore– Ribera
 

(Fonte scheda: Wikipedia)

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

Nota esclusione responsabilità

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