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Fondali del Golfo di Custonaci

Tipologia sito: SIC – Sito di Interesse Comunitario 

Codice: ITA010025 – Ettari: 4443

Descrizione: 

Il golfo di Custonaci ricade sulla larga piattaforma continentale della Sicilia occidentale, il cui panorama geologico è caratterizzato da calcari dolomitici del Terziario, alternato a tufo calcarenitico conchigliare del Quaternario. I rilievi di Monte Cofano e di Monte S. Giuliano costituiscono punto di riferimento, delle piane di Bonagia e del Cofano, delle morbide colline interne. Il Monte Cofano avanza nel mare formando ad est il Golfo del Cofano, conca naturale sulla quale si affaccia la piana di Castelluzzo, ed il Golfo di Bonagia ad ovest che si apre sull’omonima ampia pianura calcarea chiusa ad ovest dal rilievo di Monte S. Giuliano.La morfologia della costa è articolata dalla presenza di numerose insenature, punte e promontori, falesie, scarpate rocciose, pianori calcarei e spiagge strette limitate da scarpate di terrazzo.L’area sommersa è in generale coperta da un’importante posidonieto, e in ampi tratti prospicienti le segherie e le cave di marmo, in funzione dell’apporto dei residui di lavorazione, si sono instaurate facies di sedimentazione caratterizzate da specie galenofile e psammofile.Il tratto di costa alla base del monte Cofano è caratterizzato per tutto l’infralitorale dalla biocenosi ad Alghe fotofile con dominanza della successione a Fucales (Cystoseira spp.), con la cintura a Cystoseira amentacea var. stricta a bordare il mesolitorale; a volte tali Feoficee sono vicariate da alghe tipiche di ambienti ben illuminati, quali Padina pavonica ed Acetabularia acetabulum, che si insediano sempre su substrato duro. A maggiore profondità segue una vasta prateria a Posidonia oceanica, che si impianta prevalentemente su roccia e che oltre la batimetrica dei 30 metri è sostituito da concrezionamenti a precoralligeno e coralligeno, particolarmente ricche di alghe quali Halimeda tuna e Flabellia petiolata e filtratori.Nel settore più prossimo al centro abitato di Bonagia la biocenosi fotofila è sostituita dalle sabbie fini ben calibrate che in alcune aree si estendono sino alle batimetriche dei 25 metri.Tra le emergenze naturalistiche dei fondali del Golfo di Custonaci sono da evidenziare: il marciapiede a vermeti, la fascia ad Astroides calycularis, gli anfratti sommersi ed i popolamenti sciafili e le praterie di Posidonia oceanica. Il marciapiede a vermeti, costruzione biogena dovuta al gasteropode sessile Dendropoma petraeum, si presenta particolarmente estesa e con un ottimo livello di strutturazione, soprattutto lungo la fascia costiera in prossimità del Monte Cofano. La fascia ad Astroides calycularis, madreporario coloniale termofilo, in regressione in molte aree del Mediterraneo, tappezza le cavità in ombra dell’infralitorale immediatamente sotto il marciapiede a vermeti. Sia Dendropoma petraeum che Astroides calycularis rientrano tra le specie in pericolo o minacciate di estinzione per il Mediterraneo. Le grotte superficiali e l’intenso carsismo sono l’aspetto paesaggistico più espressivo della natura carbonatica dei substrati della fascia costiera dell’area. La presenza di rocce calcaree inoltre incrementa l’insediamento delle larve meroplanctoniche e la formazione di rifugi occupati da una ricca fauna endolitica. Le praterie di Posidonia oceanica, habitat prioritario, rappresentano la biocenosi più importante in quanto sono particolarmente abbondanti e distribuite in maniera piuttosto continua su tutti i fondali dell’area, mostrando limitate zone in erosione, con distribuzione prevalentemente continua, e impiantata più che altro su roccia e matte.La prateria mostra un limite inferiore principalmente di tipo progressivo con colonie isolate su fondo roccioso a profondità comprese tra 31-36 m o sabbioso tra 34-38 m. Talvolta il limite è di tipo netto da substrato a 32 m con la prateria impiantata su roccia che s’interrompe quando il fondale diventa sabbioso. La base sommersa del monte Cofano forma, a 500 m al largo, gli “orli del Cofano” profondi circa 35 m e detti “Secche del Saraceno”, una antica linea di costa oggi sommersa. Sulle sue pareti un tempo si pescava il corallo rosso lavorato dagli artigiani trapanesi. I fondali antistanti sono rocciosi e ripidi e su qualche spuntone roccioso, in profondità, si può trovare ancora qualche colonia di corallo.

L’intera area riveste un’importanza notevolissima dal punto di vista biologico e ambientale. Nei fondali, X Back to top X Back to top svariate sono le specie animali che figurano nelle liste di specie da proteggere, come previsto da convenzioni nazionali ed internazionali. La presenza di vaste praterie di Posidonia oceanica, importante area di nursery per le specie ittiche, insieme alla fascia ad Astroides calycularis, ed alle concrezioni rappresentate dal marciapiede a molluschi vermetidi (Dendropoma petraeum) completano le peculiarità di questo ambiente.

Fonte: Ministero dell’Ambiente Formulario Natura 2000

Dati ministeriali: Mappa Ministeriale  Formulario Natura 2000

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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