Foce del Fiume Belice e dune limitrofe (EUAP0375)

Tipologia sito
RNO = Riserva Naturale

Codici WDPA/EUAP: 13177 EUAP0375

  • Ex Province interessate: Trapani, Agrigento
  • Comuni interessati:  Castelvetrano, Menfi
  • Ente Gestore: Provincia di Trapani
  • Istituzione: DD.AA.RR. n.83 del 14.03.84 e succ. (30.05.87 / 02.07.88)

Descrizione:

La riserva ha un’estensione territoriale di circa 130 ettari denominata zona A (riserva) alla quale si aggiungono altri 140 ettari, classificati come zona B in quanto area della preriserva. La riserva naturale della foce del fiume Belice è un’area lacustre costiera estesa per oltre 5,0 km sulla costa meridionale della Sicilia e bagnata dal Canale di Sicilia, tra Marinella di Selinunte e il promontorio di Porto Palo, mentre all’interno è delimitata dalla linea ferroviaria Castelvetrano-Sciacca, sospesa dal 1986. Qui sbocca in mare il fiume Belice dopo un corso di 77 chilometri. Esso nasce all’interno della Sicilia a Piana degli Albanesi ed ha andamento stagionale. La foce ha zone depresse che periodicamente vengono inondate dall’acqua salmastra. Il litorale è sabbioso ed è costellato di piccole dune che si spostano sotto l’azione dei venti. L’ultimo tratto del fiume, penetra all’interno della riserva seguendo un percorso quasi rettilineo per poi distendersi parallelamente al litorale e, dopo aver formato un’ultima ansa, si getta nel mare. La riserva è stata istituita, soprattutto, per favorire la conservazione e la ricostituzione delle formazioni dunali, della flora e della fauna tipiche degli ambienti sabbiosi. Essa comprende ambienti diversi: le dune, la foce deI fiume con la tipica vegetazione palustre e, nella parte più interna, la macchia mediterranea sempreverde.

Flora

Le piante che si possono osservare, per la maggior parte erbacee, sono dotate di particolari organi sotterranei (bulbi e rizomi) per accumulare e ritenere acqua, nelle parti aeree presentano accorgimenti che permettono di limitare la traspirazione.
La flora presente è di tipo palustre e comprende varie specie endemiche oltre a specie proprie dei suoli paludosi. Fra le specie presenti si ricordano il giglio di mare (Pancratium maritimum), la canna (Arundo donax), il giunco, lo zigolo, il ravastrello (Cakile maritima), l’acacia, la santolina (Santolina chamaecyperissus), l’erba medica marina (Medicago marina), la scilla marittima (Urginea maritima), il tamericio (Tamarix gallica) e il papavero cornuto (Glaucium flavum).
Molte di queste specie sono pioniere, riescono, cioè, a colonizzare le dune, operandone la fissazione e rendendole consolidate per il successivo insediamento di arbusti e di erbe.
Le dune, divenute stabili, diventano utili per l’ecosistema costiero, ostacolando i venti carichi di salsedine e impedendo l’avanzata della sabbia verso l’interno.
Nella parte più interna, denominata preriserva, sul lato sinistro del fiume, si innalza un pendio su cui cresce una macchia sempreverde, caratterizzata dalla presenza di specie vegetali tipiche del paesaggio mediterraneo, come l’olivastro (Olea europaea), il lentisco (Pistacia lentiscus), l’euforbia arborea (Euphorbia dendroides), il cappero (Capparis spinosa), l’asparago spinoso (Asparagus acutifolius), il carrubo (Ceratonia siliqua) e la palma nana (Chamaerops humilis).

Fauna

La riserva ospita una ricca avifauna, sia di tipo stanziale sia migratorio. Fra le specie presenti si ricordano il martin pescatore, l’airone cenerino, il fratino, la folaga, la gallinella d’acqua, il gabbiano, l’anatra, la ghiandaia ed il cuculo.
Vi si trovano anche invertebrati quali molluschi bivalvi e alcuni rettili come il ramarro, la lucertola e la biscia dal collare. Sulle dune sabbiose trovano il loro ambiente ideale alcune specie di artropodi quali gli ortotteri Brachytrupes megacephalus e Ochrilidia sicula, il coleottero Pimelia grossa e lo scarabeo Geotrupes marginatus.
Periodicamente si verifica la presenza di tartarughe marine (Caretta caretta) che in questa zona depositano le uova.

(Fonte testo: Wikipedia)

Siti Natura 2000 associati:

 

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto e video: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Web 

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

Nota esclusione responsabilità

 

 

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