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Unnamed Road

Casino Grande dei Monti Climiti

Il Casino Grande dei Monti Climiti è una delle più grandi ed interessanti tenute feudali della Provincia di Siracusa che, anche se ormai ridotta ad un rudere e abbandonata a se stessa, rimane un luogo molto affascinante da visitare magari compiendo un’escursione presso l’altopiano dei Monti Climiti collocati tra i territori comunali di Priolo Gargallo, Solarino, Sortino e Melilli. Si può raggiungere dalla S.P. 76 Floridia – Priolo da due punti diversi; il primo andando in direzione della “Masseria Italia” e da qui seguire la strada che sorge attorno al bacino superiore della centrale elettrica dell’Anapo proseguendo fino ad un sentiero posto esattamente a nord della grande vasca che ci conduce presso la grande tenuta; oppure sempre dalla S.P. 76 proseguiamo dritto fino ad una traversa in cui è posta l’indicazione per l’Azienda Agricola Barbagallo imboccandola e, dopo aver chiesto indicazioni al personale della ditta, è possibile seguire un sentiero posto nel retro dell’azienda che ci conduce presso la masseria feudale, raro esempio di costruzione rurale in stile barocco. Oggi gran parte della masseria (utilizzata dopo la perdita del feudo da parte della famiglia Beneventano occasionalmente come magazzino agricolo o come grosso rifugio per il gregge) è puntellata perchè è ad alto rischio di crollo e buona parte dei suoi locali interni sono preclusi ai visitatori perchè la struttura ormai è pericolante; questa tenuta feudale andrebbe restaurata (e magari destinata ad uso turistico – culturale) per preservarla e fare in modo che possa tornare allo splendore di quando venne costruita o quanto meno resa fruibile e visitabile.

La tenuta feudale venne fatta costruire dal baroni Beneventano del Bosco a partire del 1740 inglobando un preesistente insediamento rurale. Il progetto di questa masseria lo si deve all’architetto buccherese Michelangelo Di Giacomo.

Si presenta come un insediamento di tipo fortificato formato dall’edificio principale (la masseria vera e propria) e da altri edifici posti nei suoi paraggi. L’accesso alla tenuta è consentito da un grande portico ormai diroccato nella cui chiave di volta è posto un mascherone grottesco sopra il quale si ergeva una torretta (di cui rimane in piedi solo il prospetto anteriore) caratterizzato da una finestrella triangolare a vertici arrotondati. Sulla sommità della torretta (al cui interno sono visibili ancora le postazioni di guardia) sono collocati tre obelischi piramidali ormai compromessi.

A destra dell’ingresso vi è l’accesso ad un magazzino – stalla mentre a sinistra vi è posta la bella chiesetta che fungeva da “Cappella” per i proprietari del feudo e anche per i “Massari” che vi lavoravano. Il prospetto presenta un’elegante facciata delimitata da due grossi pilastri; l’ordine inferiore possiede un elegante portale arcuato sopra il quale è posta una finestra circolare circondata da un elegante rosone (tra il portale e il rosone vi era posto il bassorilievo raffigurante lo stemma araldico della famiglia Beneventano del Bosco, che molto probabilmente è andato o distrutto oppure è stato staccato e trafugato altrove); la parte sommitale presenta la celletta campanaria sormontata da un timpano triangolare. L’interno della chiesa ad unica navata possiede tracce di affreschi decorativi mentre degli altari rimane ben poco. La volta ormai crollata era adornata da un grande affresco raffigurante “Santa Lucia col Cristo Risorto”.

L’interno della masseria possiede il grande cortile interno detto “Bagghiu” in cui si affacciavano le stalle per i cavalli, i magazzini e i palmenti principali (ala sinistra), la residenza elegante della famiglia Beneventano del Bosco (ala centrale) raggiungibile da una rampa di scale e recante eleganti verande e gli alloggi dei “Massari” (ala destra). Tutti questi edifici sono contraddistinti da eleganti portici. Al centro del cortile è posto un pozzo collegato a vari serbatoi in cui venivano immagazzinate le acque piovane.

Adiacenti al Casino Grande vi sono gli edifici che fungevano da foresteria, da stalla per bovini, ovini, suini, il pollaio nonchè un vasto caseggiato che al suo interno aveva palmenti di vario tipo e addirittura un caseificio per la produzione di formaggi.

Fonte della scheda sito internet: http://sudestsicilia.altervista.org

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Web 

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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