Vallone di Piano della Corte (ITA060007)

Tipologia sito: ZSC – Zona Speciale di Conservazione 

Codice: ITA060007 – Ettari: 450

Descrizione:

Il sito è un vallone ben inciso nella zona collinare dei Monti Erei.Esso, esteso per 458.71 Ha, ricade interamente entro il territorio del Comune di Agira. I suoli
sono argillosi e calcareo argillosi, su substrati costituiti da argille e calcari gessosi della serie evaporitica del messiniano. Per brevi tratti e limitatamente al
fondovalle si hanno suoli alluviali limosi-argillosi.Il clima dell’area è Mesomediterraneo secco superiore, secondo il criterio di Rivas Martinez adattato alla Sicilia da
Brullo & al. (1996).Il sito comprende vari habitat territorialmente ben separati in base all’acclività e alle conseguenti vie preferenziali di deflusso delle acque
meteoriche. Vi si distinguono l’alto e basso vallone, il fondo-vallone, i fianchi vallivi, le aree di bordo.a)Il fondo vallone della parte alta (a quote più elevate) si
caratterizza per le sue eccezionali ripisilve della tipica foresta a galleria a Salici e Pioppo nero, con olmo, frassino, sambuco, etc. (codifica 92A0);b)Sempre nella
stessa area, ma a contatto meno diretto con le acque, in ambienti fangosi e nitrificati (probabilmente da contatto con adiacenti aree coltivate) si insediano saliceti
con presenza di Populus alba, provviste di un corteggio di specie del Paspalo-Agrostidion (tra cui per es. Polypogon viridis) (codifica 3280);c)Ancora nell’area
nelle parti più asciutte si insediano querceti caducifogli a Quercus virgiliana e Quercus amplifolia certamente riconducibili alla classe Quercetea ilicis (codifica
9340), in una delle sue facies di adattamento al clima sub-mediterraneo;d)Nella parte del fondovalle che si trova a quote più basse la vegetazione delle foreste a
galleria a Salici e Pioppi è del tutto sostituita dai Tamariceti (codifica 92D0) con Tamarix africana e T. gallica afferenti al Tamaricetum gallicae Br.-Bl & O. Bolòs
1957 del Tamaricion africanae (Classe Nerio-Tamaricetea Br.-Bl & O. Bolòs 1957);e)Sempre nella parte bassa, laddove si accumulano cloruri provenienti dal
dilavamento delle argille circostanti, è insediata in piccole aree una vegetazione molto impoverita, ma sicuramente riconducibile alla Juncetalia maritimi, data la
presenza di Juncus acutus L. e Scirpoides holoschoenus subsp. australis (Murray) Soják (codifica 1410);f)Sui fianchi vallivi e in tutta la parte alta del vallone, a
microclima arido, si insediano spesso con struttura a mosaico aspetti riferibili agli ampelodesmeti (con Ampelodesmos mauritanicus (Poir.) T. Durand & Schinz),
come pure laddove la salinità è più accentuata formazioni alo-nitrofile a pulvini con Salsola oppositifolia e Capparis ovata dei Pegano-Salsoletea (codifica 1430),
nonché radi cespi di Chamaerops humilis (codifica 5330);g)Infine fuori dalle zone propriamente umide, negli spazi lasciati aperti da arbusti e fanerofite, si
osservano estensive formazioni effimere afferenti ai Thero-Brachypodietea (codifica 6220). Per gli aspetti non effimeri si hanno con questa stessa codifica
formazioni dei Lygeo-Stipetea con associazioni dominate da Lygeum spartum, riconducibili forse soltanto a una e precisamente al Lygeo-Lavateretum
agrigentinae.

Per la sua ubicazione in un’area intensamente coltivata e per la presenza di acqua, l’area rappresenta una stagione di rifugio per la flora e la fauna selvatica. È
inoltre unico caso per la Sicilia centrale una formazione riparia a Salici e Pioppi in ottime condizioni di conservazione quale quella di Piano della Corte. Il suo
valore è maggiormente accresciuto dal fatto che essendo il fondovalle fortemente drenato non si ha permanenza di acque in deflusso per lunghi periodi. Il
raggiungimento di falde ipogee, anche se non profonde, da parte degli apparati radicali delle essenze legnose fa sì che la vegetazione si mantenga vitale anche
durante i periodi estivi di marcata aridità e pertanto rende il Sito di grande importanza naturalistica, educativa e scientifica.Il sito presenta una caratteristica fauna
degli ambienti umidi riparali. Tutto ciò rende il SIC di grande importanza naturalistica, educativa e scientifica.

 

 

Fonte: Ministero dell’Ambiente Formulario Natura 2000

Dati ministeriali: Formulario Natura 2000

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

Nota esclusione responsabilità

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