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308 Piazza Pretoria

Piazza e Fontana Pretoria – Palermo

Piazza Pretoria detta anche Piazza della Vergogna.
Dal XVIII secolo al 1860, la fontana fu considerata la rappresentazione della municipalità corrotta, e i palermitani soprannominarono la piazza, anche per la nudità delle statue, Piazza della Vergogna. Al centro della piazza si trova la Fontana Pretoria (1554), opera di Francesco Camilliani, che occupandone gran parte dell’estensione caratterizza fortemente il Piano Pretorio. Tre dei quattro lati sono chiusi da edifici: il Palazzo Pretorio (sede del Comune) costruito nel XIV secolo e ristrutturato nel XIX secolo, la Chiesa di Santa Caterina (fine del XVI secolo), e due palazzi baronali: Palazzo Bonocore e Palazzo Bordonaro. Sul quarto lato la piazza scende con una scalinata su via Maqueda.
 
 
Fontana Pretoria
Piazza pretoria. Realizzata tra il 1552 e il 1555 dagli scultori toscani Francesco Camilliani e Michelangelo Nocchierino. La fontana inizialmente collocata all’interno del giardino di Palazzo di San Clemente a Firenze, fu infatti commissionata da Don Pedro de Toledo allo scultore fiorentino Francesco Camilliani, che la realizzò, in collaborazione con Michelangelo Naccherino, nel 1554. Nel 1573, alla morte di Don Pedro, il primogenito ed erede Don Garçia de Toledo la vendette al Senato palermitano, che decise di collocarla nella piazza su cui prospetta il Palazzo Pretorio. La Fontana Pretoria nel 1957.La fontana giunse a Palermo smontata in 644 pezzi. Per far posto alla monumentale realizzazione, concepita per un luogo aperto, vennero demolite diverse abitazioni, furono pensati alcuni adattamenti nella ricomposizione dei pezzi e ne vennero aggiunti altri. La cura della ricomposizione e dell’adattamento della fontana fu affidata nel 1574 a Camillo Camilliani, figlio di Francesco, che ultimò i suoi interventi nel 1581.[1] Per tutto il XVIII secolo e parte del XIX secolo fu considerata una sorta di rappresentazione della corrotta municipalità cittadina, che vide in quelle immagini il riflesso e i personaggi discutibili del tempo. I palermitani soprannominarono la piazza, anche per la nudità delle statue, Piazza della Vergogna. La fontana ruota attorno ad un bacino centrale circondato da quattro ponti di scalinate e da un recinto di balaustre ed è costituita da tre vasche concentriche da cui prende l’avvio il gioco d’acqua che viene versata dalla sommità da un Bacco. Distribuite all’interno di questa costruzione architettonica si trovano le statue che raffigurano gli dei dell’Olimpo e i fiumi di Palermo, Oreto, Papireto, Maredolce e Gabriele. Quest’ultima statua rappresentava il fiume toscano Mugnone, famoso nelle novelle di Boccaccio. La parte centrale è circondata dalle raffigurazioni scultoree di varie divinità mitologiche

Inserimento scheda: Heritage Sicilia
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