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Mito di Efesto – Vulcano

Efesto - Vulcano

Efesto per i Greci è il dio del fuoco e dei metalli, abile fabbro e protettore della metallurgia, fu identificato dai Romani con Vulcano. E’ considerato figlio di Era e di Zeus ma, secondo una tradizione, Era lo generò da sola per invidia nei confronti di Zeus che aveva generato Atena senza l’aiuto di nessuna donna. Efesto è un dio che, a differenza delle altre divinità, non si può considerare bello, anzi è, tra gli dei, il più brutto, oltre ad essere zoppo. Diverse sono le spiegazioni mitiche relative alla sua infermità. Una delle tante, narra che Efesto fosse zoppo sin dalla nascita e che Era, vergognandosi del figlio, decidesse, nella sua grande magnanimità, di sbarazzarsene buttandolo dall’alto dell’Olimpo [1]. Il povero Efesto cadde nell’Oceano, ma fu raccolto e salvato da una divinità marina di nome Teti e da sua figlia Eurinome. Cresciuto e diventato esperto inventore e fabbro, si volle vendicare della madre, allora, costruì un trono d’oro, con catene che imprigionavano chiunque vi si sedesse, poi lo spedì alla madre che, ignara del sortilegio, vi si sedette, rimanendo così imprigionata. L’unico che conosceva il segreto per liberare la dea era, ovviamente, Efesto, che, nonostante fosse stato richiamato dagli dei dell’Olimpo per liberare Era, si rifiutò, non riusciva a perdonare alla madre il gesto che aveva compiuto alla sua nascita. Per convincerlo fu inviato Dioniso che lo fece ubriacare e lo condusse sull’Olimpo a cavallo di un asino. Qui Efesto accettò di liberare la madre, ma in cambio pretese di sposare Afrodite. Il matrimonio tra il più brutto degli dei e la divinità più bella dell’Olimpo non poteva certo essere dei più felici, infatti ben presto Afrodite, iniziò una tresca amorosa, all’insaputa del marito, con il più aitante Ares. Avvisato del tradimento dal dio sole Helios, che dall’alto tutto vede ma che non si fa gli affari suoi, Efesto preparò una rete invisibile e la sistemò sul letto di Afrodite. Quando Ares si unì nuovamente ad Afrodite, proprio sul più bello, la rete si richiuse immobilizzando i due amanti e impedendo loro qualsiasi movimento. Efesto chiamò a raccolta tutti gli dei dell’Olimpo, facendo loro vedere lo spettacolo dei corpi nudi e intrappolati dei due amanti e suscitando grande ilarità. Appena liberata, ad Afrodite non rimase che scappare via  per la vergogna.

Efesto (Vulcano) - Marmo di Guillaume Coustou - Museo del Louvre Parigi

Efesto (Vulcano) – Marmo di Guillaume Coustou – Museo del Louvre Parigi

Efesto predilige i vulcani, che utilizza come officine e ha, come aiutanti, i Ciclopi. Abile costruttore di armi, è a lui che Teti si rivolge per far forgiare le armi che serviranno ad Achille.

In Sicilia la presenza dell’Etna favorì, da parte dei primi coloni, l’introduzione del culto di Efesto che fu associato (e forse sovrapposto) a quelo di Adrano, personificazione del vulcano Etna.

Luoghi indicati nel registro LIM della Regione Sicilia (Luoghi dell’Identità e della Memoria)  – Settore “Luoghi degli dei e divinità minori:

  • Isola di Vulcano (Messina)  
  • Vulcano Etna (Catania) 

Scheda dettagliata e indicazioni bibliografiche sulla nostra pagina tratta dallo studio di Ignazio Caloggero (Culti e Miti dell’Antica Sicilia):
Efesto – Vulcano

Visita la Banca Dati del Patrimonio Culturale Immateriale siciliano  per conoscere altri beni immateriali

Visita Data Maps Heritage: Insieme delle Banche dati del Patrimonio Culturale siciliano   per conoscere altre banche dati (natura, barocco, archeologia, beni materiali e molto altro ancora)

etna

 

Venere e Vulcano - Giovanni Battista Tiepolo - 1758-60
Venere e Vulcano – Giovanni Battista Tiepolo – 1758-60

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