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Fondali del Plemmirio (ITA090030)

Tipologia sito: ZSC – Zona Speciale di Conservazione 

Codice: ITA090030 – Ettari: 2423

Descrizione: 

L’area marina protetta “Plemmirio” rappresenta un importante sito di notevole interesse naturale e paesaggistico caratterizzato, dal punto di vista geomorfologico,
da un complesso sistema di faglie che interessa la piattaforma calcarenitica della Maddalena, e che condiziona la morfologia dell’ambiente marino. La presenza
di una ricca e diversificata flora e fauna bentonica è testimoniata da numerosi habitat prioritari ed endemismi, tra cui le praterie di Posidonia oceanica e le

biocenosi del coralligeno, che in quest’area sono ben rappresentate. La complessità dei fattori geomorfologici e di quelli idrodinamici, caratterizzati dall’influenza
delle correnti intense dello Stretto e di quelle di provenienza atlantica, concorrono dunque al costituirsi di un ambiente complesso e di particolare ricchezza
naturale in termini di biodiversità, di specie a rischio e di habitat prioritari.Gli habitat bentonici e le biocenosi inclusi nell’area marina protetta risultano ben
conservati. In particolare l’habitat 8330 nel mesolitorale presenta 12 grotte semisommerse che sommate alle altre grotte sommerse semioscure e oscure presenti
nell’infralitorale e nel circalitorale, ricoprono complessivamente circa il 1% della superficie del sito proposto come SIC marino.Relativamente alla tipologia e alla
morfologia di questi fondali, ci troviamo di fronte a una morfologia omogenea, con costoni che degradano dolcemente fino ai 20 – 30 metri dove insistono le
praterie di Posidonia oceanica ; questo è il caso del golfo di Terrauzza, lungo il versante sud – occidentale, e di quello prospiciente la rada di Massolivieri, lungo il
versante nord – orientale. Ripide pareti rocciose che nell’arco di poche decine di metri dalla costa sprofondano oltre i 50 metri di profondità sono presenti attorno a
Capo Murro di Porco. I primi risultati di un recente studio dell’ISPRA nelle acque del Plemmirio hanno confermato l’effetto riserva sulle specie ittiche che risultano
con maggiori biomasse, taglie e diversità specifica nelle zone a maggior protezione. In particolare, nella zona A vi è una presenza, non riscontrabile nelle altre
aree, della cernia rossa Mycteroperca rubra.
4.2 Quality and importance
Sulla base dei criteri di definizione di vulnerabilità, dei dati relativi allo studio delle biocenosi e all’analisi degli usi antropici nell’area sono state individuate due
aree a scarsa vulnerabilità (SV), che nonostante siano soggette a notevole pressione antropica sono caratterizzate da biocenosi estese e ben strutturate grazie
alla loro elevata resilienza, due aree a vulnerabilità intermedia (IV), nelle quali non è possibile prevedere la reazione ad eventuali influenze sfavorevoli,
nonostante la presenza di un limitato impatto antropico ed infine un’area a vulnerabilità elevata (EV), che anche se scarsamente antropizzata, presenta delle
biocenosi ben strutturate, ma che a causa delle caratteristiche geomorfologiche dei fondali, hanno un’estensione molto limitata.

Dati ministeriali: Formulario Natura 2000

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

Nota esclusione responsabilità

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