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Chiesa di San Bartolomeo – Giarratana

san bartolomeo

La chiesa esisteva già nel 1308-1310, citata tra quelle che pagavano la decima alla Santa Sede. Fu distrutta dal terremoto del 1693,  l’altare fu salvato dalle macerie e ricostruito nella nuova Chiesa.

La volta della navata centrale conserva affreschi realizzati dal sacerdote Gaetano Distefano, incorniciati da stucchi a motivi floreali del Gianforma, allievo del Serpotta. I tre dipinti della volta hanno per tema: la discesa di Mosè dal Sinai, la Trasfigurazione, la Cananea. Sull’altare maggiore, all’interno dell’imponente cappella realizzata nel 1935 su progetto dell’ing. Sciuti di Catania, era custodita una statua del patrono san Bartolomeo seduto in trono, insieme al baldacchino della seconda metà del Settecento (Al momento della visita in cui sono state effettuate le foto allegate alla presente scheda la statua non era presente, ci ripromettiamo di aggiornare la presente scheda quando avremo notizie che la statua di S. Bartolomeo è stata ricollocata nell’altare maggiore). Dietro la cappella, e in parte coperto da questa, si trova il dipinto con la Gloria di San Bartolomeo. La cappella andò a sostituire il vecchio altare in legno, sulla sua sommità trovano posto le statue della Fede e della Carità opere di Mario Moschetti, (Roma 1879 – Catania 1960).

Dalla vecchia chiesa distrutta provengono anche una statua lignea di S. Antonio e due. La nuova chiesa, fu ricostruita nella parte meridionale del nuovo centro abitato. I lavori per la sua costruzione iniziarono pochi mesi dopo il terremoto, ma i lavori si protrassero fino al secolo XIX°. Fu infatti completata nel 1819 e consacrata il 29 settembre 1872 dal vescovo di Noto Mons. Benedetto La Vecchia. L’attuale basilica ha un’imponente facciata in stile tardo barocco suddivisa in tre ordini architettonici, il superiore dei quali è costituito dalla cella campanaria (facciata a torre). Sul cornicione è incisa la dedicazione dell’edificio al patrono san Bartolomeo. Davanti alla facciata si trova un’ampia e ripida scalinata, che contribuisce a dare slancio all’intero edificio, impreziosita da colonne portanti con capitelli corinzi.

L’interno è a tre navate, separate da colonne doriche La basilica, custodisce il corpo della martire Ilaria, dono del pontefice Alesssandro VII ai principi Settimo Calvello, signori di Giarratana.

Le due navate laterali portano rispettivamente alla Cappella del Santissimo Sacramento o del SS. Cristo alla Colonna e alla Cappella della Madonna del Carmelo.

La chiesa custodisce inoltre le tele eseguite da Marcello Vieri negli anni 1795-1796 (Madonna del Carmelo tra due Santi e Madonna del Buon Consiglio con san Vincenzo Ferreri).

Altre tele presenti nella chiesa sono: “Il martirio di San Bartolomeo”  e “il Martirio di san Giovanni Battista” .

Gli altari laterali sono opera dell’artigiano calatino Placido Privitera che li realizzò negli anni 1857-1859. La cappella laterale sinistra del Santissimo Sacramento, o di Cristo alla colonna, si presenta ornata di stucchi e conserva un altare marmoreo, proveniente dalla distrutta chiesa barocca. La cappella laterale destra conserva una statua neoclassica della Madonna del Carmelo.

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: Ignazio Caloggero

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Web, Regione Sicilia

Nota esclusione responsabilità

 

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