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Arcipelago delle Eolie – area marina e terrestre (ITA030044)

Tipologia sito:  ZPS: Zona di Protezione Speciale   

Codice: ITA030044- Ettari: 41887

L’Arcipelago delle Eolie localizzato nel Tirreno meridionale risulta costituito da sette isole principali e da numerosi isolotti, tutte di origine vulcanica. Si tratta di complessi vulcanici quaternari di cui Panarea rappresenta la più antica manifestazione, mentre Vulcano e Stromboli sono le isole più recenti, con vulcani ancora attivi. L’edificio vulcanico più elevato è quello di Salina (962 m), mentre le quote delle altre isole si aggirano tra 420 m e 918 m. Le isole sono nel complesso più o meno accidentate con versanti spesso piuttosto ripidi e in molti casi inaccessibili, mentre le coste si presentano perlopiù rocciose con falesie talora a picco sul mare. I litorali ciottolosi sono abbastanza frequenti mentre più rari sono i litorali sabbiosi. In alcune isole l’apporto di materiale clastico da parte di eruzioni più o meno recenti determina la formazione di sciare sabbiose molto acclivi o di breccai con depositi di materiale grossolano. L’unico esempio di pantano salmastro si osserva a Salina contrada Lingua. Sotto il profilo climatico le isola dell’Arcipelago sono interessate da un bioclima termomediterraneo sub-umido, con precipitazioni medie annue di circa 600 mm e temperature medie annue che si aggirano intorno ai 18 ° C.Le superfici meno acclivi erano state in passato terrazzate e utilizzate per scopi agricoli. Attualmente molte di queste aree risultano abbandonate e sono state riconquistate dalla vegetazione arbustiva naturale. Infatti gran parte della superficie delle isole dell’Arcipelago risulta ricoperta da arbusteti bassi o da macchia alta. Le formazioni boschive sono piuttosto rare e rappresentate da piccoli lembi localizzati in aree rocciose o molto impervie. Si tratta perlopiù di leccete acidofile termofile in cui Quercus ilex, in genere dominante, si accompagna ad Erica arborea, Pistacia lentiscus, Cytisus villosus, ecc., o di querceti caducifogli a Quercus virgiliana ed Erica arborea. Molto diffusi sono gli arbusteti ricchi in cisti, erica, calicotome, citiso, nei quali spesso domina Genista tyrrhena, o più raramente Cytisus aeolicus. Sui costoni rocciosi normalmente si localizza una macchia ad Euphorbia dendroides e Olea oleaster, che viene sostituita sulle pareti più o meno verticali da comunità casmofile ricche in endemismi. Lungo la fascia costiera sono frequenti aspetti alofili rupicoli a Limonium minutiflorum che vengono sostituiti nei tratti più interni da garighe a Helichrysum litoreum. Nelle stazioni più dregradate si osservano praterie perenni ad Hyparrhenia hirta e praticelli effimeri. Le sette isole principali dell’arcipelago delle Eolie sono formate da rocce vulcaniche che al di sotto della superficie delle acque formano una grande varietà di ambienti con grotte e falesie. La maggior parte dei fondali che circondano le isole sono rocciosi e scendono velocemente verso profondità elevate. Su tali substrati è presente la tipica zonazione bentonica di substrato roccioso, caratterizzata dalla successione batimetrica di popolamenti a Cystoseira (Giaccone, 1969; Giaccone et al., 1999). Estese praterie di Posidonia oceanica si trovano sia su fondi rocciosi e detritici, presentando la caratteristica struttura a mosaico, che su fondi mobili dove appare ben strutturata (Pessani et al., 1984). Nelle zone sotto costa caratterizzate da sabbia e fango si trovano popolamenti a Cymodocea nodosa. Inoltre le isole sono interessate da fenomeni di vulcanismo secondario che si manifestano attraverso la fuoriuscita di miscele gassose composte principalmente da CO2 e H2S che condizionano l’insediamento dei popolamenti vegetali (Giaccone, 1969; Acunto et al., 1995).

Importante rotta migratoria per rapaci e cicogne che interessa lo stesso flusso migratorio dello stretto di Messina. Significativo è inoltre il passaggio, in particolare in periodo autunnale, dei passeriformi; abbondanti sono Turdidi e Silvidi.Tra i nidificanti le presenze più rilevanti sono rappresentate dalle colonie di Falco della regina, allocate sulle falesie rocciose, in più isole. Tra i passeriformi di rilievo la presenza della Magnanina. Notevole è inoltre il contingente di specie di invertebrati endemiche dell’arcipelago e talora note soltanto per una o poche isole. Lo stato di conservazione degli habitat può essere ritenuto soddisfacente.L’Arcipelago delle Eolie ha nel suo complesso un notevole valore naturalistico per la presenza di numerose specie endemiche e rare, alcune delle quali rientranti nell’allegato II della direttiva Habitat, come pure per la localizzazione in esse di comunità vegetali esclusive in quanto legate ad habitat molto peculiari. A causa della loro origine vulcanica queste isole presentano anche un rilevante interesse paesaggistico dovuto soprattutto alla spettacolare geomorfologia dei rilievi, spesso aventi una tipica struttura conica di notevole altezza, alla presenza di vulcani attivi, di versanti con falesie molto acclivi, di sciare sabbiose, di scogliere inaccessibili, di aree interessate da vulcanesimo secondario, con fanghi, acque termali e fumarole. Nelle isole si trovano anche diverse entità che nell’area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico, a loro volta menzionate nell’elenco riportato nella sezione 3.3 (D).L’arcipelago delle Isole Eolie rappresenta uno dei pochi siti in Sicilia dove i popolamenti a Cystoseira sp.pl. si presentano ben strutturati e sono rimasti inalterati a differenza di altre aree del settore orientale del Mediterraneo in cui si osserva una netta regressione soprattutto dei popolamenti di infralitorale medio ed inferiore (Alongi et al. 2004).

 

 

Fonte: Ministero dell’Ambiente Formulario Natura 2000

Dati ministeriali: Formulario Natura 2000

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

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