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Storia di Sicilia
1 La Sicilia Preistorica
1.2.2: Religiosità e Sepolture nel Periodo Neolitico

Dea Uccello Nel periodo Neolitico (6.000-35000 a.C), nelle manifestazioni religiose prevalgono ancora gli aspetti “naturalistici”, inevitabilmente lo sviluppo dell’agricoltura si ripercuote sui sentimenti religiosi. E’ probabile che il culto relativa alla fase totemistica venga adesso ad interessare non solo gli animali ma anche alcuni vegetali necessari al sostentamento dell’uomo.

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Dea Uccello dei Balcani

mnajdra-3000-a-cDea Madre maltese

Il culto della dea madre subisce delle trasformazioni, diventando anche la dea dell’agricoltura, protettrice dei raccolti, la stessa terrà è associata al concetto di madre. Alla “madre terrà” è presto associato il maiale, che viene probabilmente sacrificato in suo onore nelle festività che avvengono in periodi particolari come la semina o la mietitura. Il ritrovamento di Statuette femminili nella Grotta dell’Uzzo (Trapani), nella grotta delle Stufe di S. Calogero (Agrigento) e Piano Vento (Agrigento)  si rifanno al culto della dea madre; in particolare per le ultime due il culto è da riferirsi probabilmente a uno dei tanti aspetti della dea madre, la dea Uccello.

deauccellosancaloggero015Idoletto con testa a maschera di uccello Metà del V millennio a.C – Grotta delle Stufe di S. Caloggero (Agrigento) 3

Nel periodo neolitico i sacrifici umani non sono più riconducibili al cannibalismo rituale ma viene legato anche ad alcune forme di rituali magici. Una forma particolare di sacrificio umano che si diffonde probabilmente nel neolitico è quello relativo ai cosiddetti “sacrifici edilizi” in cui, in occasione di nuove costruzioni, sotto le strutture del nuovo edificio venivano seppellite delle vittime. Ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di sacrifici edilizi presso i popoli preistorici dell’Europa. La barbara usanza fu lentamente abbandonata, o comunque sostituita con simulacri che facevano assumere al rito un carattere puramente simbolico. In Italia, nel territorio di Praglia presso i Colli Euganei, sotto le strutture di un villaggio neolitico, è stata rinvenuta una sagoma in legno di persona[1]. Secondo alcuni archeologi ciò sarebbe la testimonianza che in alcune zone il sacrificio edilizio assunse un carattere meno cruento, a differenza di altre dove, invece, tale costume fu mantenuto sino ad epoca storica.

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Ifigenia condotta al sacrificio nell’affresco pompeiano della Casa del Poeta Tragico

polissenaSacrificio di Polissena, sgozzata da Neottolemo in memoria del padre Achille (Iliade).

Le sepolture neolitiche non si differenziano moltissimo da quelle paleolitiche, avvenivano per inumazione, quasi sempre in fosse poco profonde oppure nelle cosiddette “ciste litiche”, recipienti a forma di scatola che venivano seppelliti nel terreno. Il cadavere spesso veniva deposto coricato sul fianco sinistro e con le gambe rannicchiate, quasi a ricordare la posizione fetale[2]. Si è voluto rappresentare, con questa posizione, il ritorno alla madre, dove la madre è in questo caso la terra generatrice della vita.

amanti_mantova_2I cosiddetti “Amanti di Mantova” due scheletri risalenti al Neolitico rinvenuti nel 2007 

Iniziano a comparire le prime deposizioni collettive, anche se il neolitico è caratterizzato ancora da una sepoltura a carattere individuale.

[1] Vincenzo Manzini: Sacrifici umani e omicidi rituali nell’antichità p.2

[2] Jacques Hergoun: Il mediterraneo occidentale pag. 24.

[3] Prima Sicilia – alle origini della società siciliana- a cura di Sebastiano Tusa – 1997 Regione Siciliana Vol.II Fig. II.7 II

[4] Prima Sicilia – alle origini della società siciliana- a cura di Sebastiano Tusa – 1997 Regione Siciliana Vol.II Fig. III.6 II

 

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Storia di Sicilia  di Ignazio Caloggero 

 

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