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Storia di Sicilia
3 I Greci: 3.1.1 Inizio della colonizzazione greca in Sicilia

 Quando si parla dell’arrivo dei greci in Sicilia, viene sovente citata la data del 735 a.C, anno della fondazione di Naxos da parte di Teocle capo di quella che da molti è considerata la prima colonia greca arrivata in Sicilia. Eppure, come ho avuto modo di sottolineare, ancora prima dei fenici era presente nell’isola l’elemento minoico prima e miceneo dopo, basti ricordare la grande quantità di materiale di cultura egea trovato a Thapsos. Inoltre ritrovamenti archeologici avvenuti in Sicilia e nella penisola dimostrano che già nel IX e VIII sec a.C. avvenne una frequentazione di tipo pre-coloniale attribuita probabilmente ad esploratori greci il cui obbiettivo era forse l’acquisto di merci indigene, presumibilmente metalli[1]. Tali frequentazioni, ebbero il significato di strumento esplorativo utile alla conoscenza di luoghi e di popolazioni, conoscenze utilizzate in seguito dai coloni.

S. Angelo di Muxaro: Coppa d’oro 

Quali furono i motivi che diedero inizio alla colonizzazione greca nella sua forma più massiccia? Non credo che basti da sola l’ipotesi dell’apertura di vie commerciali, in quanto questo non giustifica una presenza stabile e imponente come fu quella greca. Certamente vi fu una fase di precolonizzazione simile a quella fenicia in cui i motivi erano la costruzione di roccaforti di appoggio al commercio. Questa fase fece da battistrada al movimento coloniale vero e proprio che avvenne solo a partire dal VIII sec a.C. Tale movimento aveva come scopo principale la ricerca di terre da coltivare, infatti la crescita della popolazione greca di quel periodo rese necessaria l’importazione del grano da regioni più fertili, come le rive del Mar Nero [2]. Si vennero ben presto a creare le condizioni ideali per un fenomeno migratorio di massa, seppure in forme militarmente organizzate e controllate da città madrepatria. La regione particolarmente interessata a questo fenomeno fu il meridione d’Italia ed in particolare modo la Sicilia.

La colonizzazione della Sicilia, è caratterizzata da una fase iniziale in cui le fondazioni erano promosse da città della Grecia, in una fase successiva, furono le stesse città greche di Sicilia a promuovere le fondazioni di altre sottocolonie nell’isola.

Megara Iblea

È possibile individuare due filoni principali colonizzatori in relazione alla matrice etnica che caratterizzava le nuove colonie. La parte nord-occidentale dell’isola fu interessata al fenomeno Calcidese, in cui i greci erano prevalentemente Ioni provenienti da Calcide in Eubea, (Naxos, Lentini, Messina, Catania), l’altro filone era prevalentemente costituito da popolazione Dorica proveniente da Corinto (Siracusa, Megara Iblea, Camarina, Selinunte). La partenza dei coloni avveniva per iniziativa di una o più città di madrepatria. Spesso la partenza era preceduta da un viaggio a Delfo dove veniva interpellato l’oracolo di Apollo, che indicava l’ecista, cioè il capo che doveva guidare la colonia. Questo era quello che spesso veniva fatto credere ai coloni, in realtà quasi sempre venivano avvallate scelte già decise precedentemente, anche se in molti casi, Delfi svolse funzioni arbitrali in presenza di controversie.         

Perseo che uccide la medusa da un tempio di Selinunte

I vincoli che legavano i nuovi coloni alle città di origine erano molto saldi specie in materia di religione. Per le grandi feste religiose i coloni inviavano delegazioni nelle città da cui erano partite le colonie, ed in caso di pericolo la città madre era sempre un rifugio sicuro per i coloni che lo richiedessero. Era consuetudine[3] che se una colonia a sua volta fondava delle sottocolonie, l’ecista della nuova colonia venisse chiamato dalla madre patria. La guerra tra una colonia e la propria città di origine era rara e considerata disdicevole, un pò meno raro era invece che una colonia ne divenisse concorrente nel commercio.

L’arrivo dei coloni fu a volte accompagnato da rapporti amichevoli con gli indigeni, i cui capi a volte (come forse avvenne per Megara Iblea), concedettero la terra ai nuovi arrivati e favorirono buone relazioni con i coloni  (forse per motivi economici e di prestigio nei confronti delle loro comunità), ma spesso (come avvenne per Siracusa) tale arrivo non fu molto gradito agli indigeni che osteggiarono i coloni, anche se quasi sempre furono alla fine costretti a indietreggiare cacciati via dai nuovi arrivati più forti e militarmente organizzati. Spesso l’inizio fu caratterizzato da una fase precaria di insediamento e solo dopo si arrivava ad avere una sede definitiva (vedi i fondatori di Megara Iblea) molto spesso a scapito della popolazione indigena che era costretta a indietreggiare verso l’interno.

L’arrivo dei primi coloni è raccontato in modo semi leggendario e alquanto colorito dagli antichi storici. Bisogna comunque considerare che tali storie pur nella loro fantasiosa esposizione e spesso inattendibilità storica, costituiscono in una certa misura la sola testimonianza che abbiamo di quel periodo, racchiudendo al loro interno una qualche componente di verità storica che altrimenti non sarebbe arrivata sino a noi, inoltre spesso l’archeologia moderna a dato dei riscontri effettivi a questi racconti.

Secondo la tradizione storiografica, l’ateniese Teocle,  in uno dei suoi viaggi navali, fu spinto da una tempesta verso le coste siciliane, si innamorò del luogo, per cui nacque in lui il desiderio di ritornarvi con un’intera colonia. Non riuscendo a convincere gli ateniesi si rivolse ai Calcidesi ottenendo la guida di una colonia a cui si aggregarono un gruppo di megaresi provenienti dalla città di Megara greca. Arrivati in Sicilia fondarono la città di Naxos, dando inizio alla colonizzazione greca dell’isola. Per la storia era l’anno 735 a.C.

Inizio della colonizzazione greca in Sicilia

Naxos

Si sà che la zona di Naxos fu abitata sin dai tempi del neolitico,  come dimostrano i resti di abitazioni appartenenti all’età del bronzo.

Teocle dovette trovare un’opposizione indigena, e probabilmente i siculi dopo aver lottato i Calcidesi si ritirarono sulle pendici del Monte Tauro dove effettivamente è stata trovata una necropoli sicula.

[1] Città Sepolte p. 583 (Enciclopedia Archeologica)

[2] Carl Grimberg :Storia Universale V1 p.302.

[3] Tucidide: La Guerra del Peloponneso (libri I-VIII) p. 447)

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Storia di Sicilia  di Ignazio Caloggero

 

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