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Storia di Sicilia
3.1 I Greci – 3.1.4 I Sicelioti o Greci di Sicilia

Tra le città fondate o comunque colonizzate dai greci abbiamo:

Selinunte, fondata dai Megaresi un secolo dopo la fondazione di Megara Iblea.

Gela fondata da coloni provenienti da Rodi e Creta (690 a.C.) Agrigento (582 a.C) fu invece una sottocolonia di Gela.

Secondo lo storico Tucidide (lib. VI.2) Akray che si trova nei pressi di Palazzolo Acreide, era una sottocolonia fondata da Siracusa nel 664 a.C.. Gli scavi archeologici sembrano confermare la presenza di coloni greci a partire dal VII sec a.C, ma il materiale restituito risulta molto più antico, appartenente addirittura al paleolitico Superiore.  E’ stata pure trovata una necropoli con tombe a grotticelle della tarda età del bronzo.

Un’altra sottocolonia siracusana è Casmena, fondata dai siracusani verso il 644 a.C. La città era stata identificata in passato con varie località tra cui Scicli e Comiso. I ritrovamenti archeologici avvenuti tra il 1922 ed il 1931 fanno ora pensare che il sito giusto sia quello di Monte Casale un pianoro isolato a 830 m. sul livello del mare a 12 km a ovest di Palazzolo Acreide.

Altra colonia Greca fu Camarina, non lontano dalla foce del fiume Ippari, che il Solarino definisce fenicia. La città fu colonizzata da Siracusa nel 589 a.C., a capo della colonia furono Dascone e Menecolo.  dopo le esplorazioni di Paolo Orsi, gli scavi sono ripresi nel 1958 ed hanno messo in luce numerosi resti tra cui molte anfore greche e fenicie.

La città  di Camarina si estendeva su tre colline, le due minori dette oggi Eracle e di casa Lauretta e quella principale Cammarana. Una palude attorniava, a partire da oriente, la città[1].

E a proposito di quello che veniva chiamato ” Lacus Camarinensis ” citato anche da Virgilio[2], si racconta che durante un periodo di grande siccità la peste colpì la città, gli abitanti credettero che la palude favorisse in qualche modo la calamità, consultarono l’oracolo di Apollo se fosse il caso di prosciugarlo. L’oracolo rispose che ciò non doveva essere fatto, ma gli abitanti vollero lo stesso eseguire l’opera di prosciugamento, la peste terminò ma poco dopo l’invasione del nemico facilitato dall’assenza dell’antica barriera naturale, fece pentire amaramente gli abitanti di non aver accettato il consiglio dell’oracolo.

Altre sottocolonie furono Callipoli ed Eubea, la prima fu una sottocolonia di Naxos di incerta localizzazione e distrutta nel 495 a.C. dal tiranno di Gela  Ippocrate[3]. La seconda fu una sottocolonia di Lentini ed il sito di questa città non doveva essere molto lontana da Lentini stessa.

Ben presto l’espansione greca fu tale per cui gran parte della Sicilia fu sotto il controllo dei greci, non sempre gli indigeni furono cacciati dal luogo in cui vivevano, a volte i greci si limitavano a posizionarsi nelle vicinanze di un abitato indigeno mantenendo rapporti piu o meno amichevoli con gli abitanti, ciò è dimostrato in parte dalla presenza di necropoli greche vicino ad insediamenti rimasti indigeni. Questo fu forse il caso di Ragusa, dove è stata trovata una necropoli greca fuori l’abitato di quella che forse era l’antica Ibla Herea. A volte vi fu invece una fusione se non totale almeno parziale delle due culture arrivando ad ottenere quello che vennero poi chiamati Sicelioti o greci di Sicilia, anche se, tra le due culture fu senz’altro quella greca a prevalere.

La presenza greca portò in molte parti ad una graduale ellenizzazione dei territori occupati, con l’introduzione del sistema politico delle ‘polis’ cioè città stato con parte di territorio annesso, che spesso rivaleggiarono tra di loro. Dove l’ellenizzazione incontrò una maggiore resistenza fu invece nella Sicilia occidentale occupata da Elimi e Sicani che favorirono invece i rapporti con i Fenici-Punici.

[1]   Solarino Raffaele: La Contea di Modica (1885) I. p.135

[2]Eneide lib III.

[3] Giovanni E. Di.Blasi: Storia del Regno di Sicilia (1844) Vol, 1 p.350

 

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Storia di Sicilia  di Ignazio Caloggero

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