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Storia di Sicilia
2 I Primi Popoli: 2.6 I Fenici

Molto prima che i greci colonizzassero in modo massiccio la Sicilia, i Fenici ebbero modo di abitarla, limitandosi, perlomeno nelle fasi iniziali, ad una forma di precolonizzazione. Solo in seguito, verso l’VIII sec. a.C., passarono ad un tipo di insediamento stabile,  fondando alcune città.

Fenici

I Fenici, popolazione semitica, si stanziarono in tempi antichissimi nell’omonima regione sulla costa mediterranea. Il loro territorio può essere fatto corrispondere ad una lunga e stretta fascia che partendo dal nord del Libano finisce sino in Israele, limitata dal Mediterraneo ad Ovest e dai fiumi Oronte e Giordano ad Est. Probabilmente provenivano dal deserto arabo o dalle isole del Golfo Persico [1].

La regione fenicia era per sua natura accidentata, non facilitando quindi le comunicazioni interne e favorendo invece la costituzione di tante città-stato dotate di una certa indipendenza politica (Tripoli, Biblo, Tiro Sidone), ciò pero favorì anche una serie di invasioni di popoli stranieri, Assiri (IX sec a.C,) Babilonesi (574 a.C.), Persiani(538) e Macedoni.

I Fenici erano  esperti nella navigazione e nel commercio, erano anche dediti alla pirateria, e si espansero in occidente fondando colonie in Africa, Italia meridionale, Sardegna e Spagna meridionale,  qualcuna delle città da loro fondate ebbe in seguito  storia a parte (basti  pensare a Cartagine ed alle guerre puniche). Uno dei punti cardine per il commercio dei fenici era proprio quello delle stoffe di cui erano esperti nella colorazione, ottenenuta grazie ad un processo di macerazione di molluschi, questa loro caratteristica ebbe un peso così notevole da far si che il rosso porpora delle vesti da loro colorate ne identificasse l’intero popolo. Infatti in greco venivano indicati con il nome di Phoinikes ed in greco Phonix [2] significa “rosso porpora”, da esso deriva il latino poeni ed infine punicus che in seguito indicò i fenici d’occidente ed in particolar modo i Cartaginesi.  I Fenici furono gli inventori dell’alfabeto, essi introdussero 22 segni, ognuno dei quali rappresentava un determinato suono, esso però non comprendeva ancora i segni delle vocali che furono in seguito aggiunte dai greci (36.51).

Se in occidente, la regione da cui provenivano i fenici era conosciuta come Fenicia, in Oriente ed in particolare dai fenici stessi, la  regione era chiamata Canaan e cananei gli abitanti. Ed infatti Canaan compare nei testi siriani dell’antica Ebla già nel III millennio a.C., nel II millennio a.C. compare nei testi egiziani,  mesopotamici  e nella Bibbia per indicare le regioni e le popolazioni preisraelitiche. Sabatino Moscati [3] (24.194) fa notare che la stessa connessione che esiste in greco tra phoinikes e phoinix esiste anche tra il nome Canaan ed il nome comune accadico kinakhu che significa rosso porpora.

I fenici dovettero venire in Sicilia a partire dal XII sec a.C., infatti è riconosciuto che nel Mediterraneo vi fu una espansione micenea che arriva fino al XII sec a.C. (24.201) ed una espansione greca che parte dal VIII sec a.C. e non è verosimile pensare che l’espansione fenicia stia proprio in mezzo alle due fasi. Che la presenza fenicia sia da anteporre a quella greca lo si può dedurre dalle parole dello storico Tucidide [4]  che ricorda che i fenici abitavano lungo tutto il perimetro dell’isola dopo aver occupato i promontori e le isolette adiacenti per favorire il commercio con i siculi, ma che all’arrivo in massa dei greci abbandonarono la maggior parte del loro territorio ritirandosi nel settore nord-occidentale nelle città di Mozia, Solunto e Panormo presso gli Elimi loro alleati.

I ritrovamenti archeologici avvenuti sino ad ora, fanno pensare ad una presenza fenicia di portata significativa solo a partire dalla seconda metà del VIII sec a.C. e ciò in concomitanza con l’arrivo dei greci. Probabilmente fu proprio l’arrivo dei greci a spingere i fenici a ritirarsi in più stretti confini e a creare dei centri stabili di occupazione. Tracce di presenza fenicia risalenti al X IX sec a.C. potrebbero essere viste, come ha rilevato L. Bernabò Brea [5],  nell’adozione da parte di culture indigene, di elementi di provenienza fenicia. La scoperta comunque avvenuta nel 1956 al largo di Sciacca di una statuetta di bronzo che riproduce il dio fenicio  Reshef [6] (Melkart) è datata tra il XIV ed il XIII sec a.C., fa pensare che la marina fenicia frequentasse i paraggi di Selinunte nel periodo che potrebbe essere proprio il XII XI sec a.C. che coincide con quello del crollo  dell’impero miceneo. 

Tra le città di origine fenicia abbiamo Mozia, Palermo e Solunto 

Mozia

Tofet di Mozia

Bisognerebbe comunque distinguere in Sicilia tra espansione fenicia, riferendosi ai fenici d’oriente ed espansione punica, riferendosi ai fenici d’occidente, infatti ben presto la storia di quella che era una colonia fenicia, Cartagine, si discosta da quella della madrepatria, espandendosi a sua volta e fondando altre sottocolonie, tra cui Ibiza nel 654 a.C.(23.113). Probabilmente i legami che tenevano stretti Cartagine alla madrepatria andavano via via sciogliendosi con la crescita della potenza militare di Cartagine. Verso la metà del VI secolo a.C., la città africana estese il suo dominio sulle città fenicie della Sicilia.     

Solunto (Monte Catalfano – PA)

[1] Enciclopedia Storica Zanichelli.

[2] Sabatino Moscati: La Civilta’ Mediterranea p. 193

[3]Sabatino Moscati: La Civilta’ Mediterranea p. 194

[4] Tucidide VI.2

[5]  Sabatino Moscati: La Civilta’ mediterranea. p. 160

[6] Sabatino Moscati: La Civilta’ Mediterranea.  p. 262

 

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Storia di Sicilia  di Ignazio Caloggero

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