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Storia di Sicilia
2 I Primi Popoli: 2.7.2 Città di origine sicula

Principali località di origine sicula:

Centuripe.

( Kentoripa) A 35 km. a nord-ovest di Catania, dove si trova l’attuale Centuripe, sorgeva l’antica cittadina sicula di Centuripe, a confermare l’ipotesi che il centro sia di origine siculo, sarebbero alcune tombe appartenenti all’età del ferro, ed alcune iscrizioni in lingua sicula tra cui una incisa in un vaso di terracotta conservato a Karlsruhe in Germania, e forse databile al V sec.a.C.[1].  L’epoca del vaso indicherebbe che anche in periodo ellennistico la città mantenne un’impronta sicula.

La leggenda vuole che Enea prima di arrivare in centro Italia, passasse da queste parti e portasse con se un’alleato di nome Lanoios che poì in Italia fondò Lanuvio, ed infatti a queste considerazioni, Roma, Lanuvio e Centuripe erano considerati da parentela mitica, che portò Roma, durante la sua occupazione della Sicilia, a proteggere Centuripe, e a favorirne lo sviluppo economico e Culturale. Centuripe fu più volte distrutta, dopo la sua ultima distruzione attuata da Carlo D’Angiò nel 1232, la città fu nel 1548 ricostruita sul sito dell’antica Centuripe, cancellando quindi l’antica struttura, rimanendo solo sparsi quà e là alcuni resti dell’antico abiitato.

                         

Noto.

Sarebbe la città in cui nacque Ducezio, Re siculo che capitanò la ribellione delle città sicule contro i greci di Sicilia (451 a.C.). conosciuta anche come Neeton o Neaiton, si trovava sul sito di Noto vecchia distrutta dal Terremoto del 1693. Nel luogo sono stati trovati delle tombe appartenenti al periodo siculo ad indicare che effettivamente esisteva un centro siculo prima che il centro venisse ellennizata

Meneo.

Meneo (o Menaion), era situata nei pressi dell’attuale Mineo, la cittadina sarebbe stata fondata da Ducezio nel 495 a.C., vi visse fino suo trasferimento a Palike.

Palike.

Fondata nel 453 a.C. da Ducezio, vicino al santuario dei Palici presso Palagonia, fu eretta da Ducezio a capitale delle città confederate nella Lega Sicula. Nel Luogo sono stati trovati, oltre al santuario, resti di abitazioni che vanno dall’età del bronzo fino al VII sec. a.C.[2], i resti indicano che la città era fortificata.

                         

Nome.

Dalle fonti letterarie[3], risulta che nel 451 a.C. vi era accampato Ducezio con il suo esercito, dove raggiunto dall’esercito siracusano, fu definitivamente sconfitto. Secondo il Di-Blasi[4] il sito non doveva essere lontano da Amestrato (Mistretta).

                         

Caleacte.

Sarebbe la città fondata da Ducezio, una volta tornato dall’esilio di Corinto in cui era stato mandato dopo la sua sconfitta avvenuta nel 451 a.C. ad opera dei siracusani. Il sito dovrebbe corrispondere  a quello dell’attuale cittadina di Caronia in provincia di Messina a metà strada circa tra Cefalù e Capo D’orlando.

 

Tiracia.

(Trinacria) Così come Palike era considerata la capitale delle città sicule confederate contro i greci di Sicilia, e proprio questo fatto farebbe pensare che Tiracia sia la stessa che Palike. Tiracia fu  l’unica che dopo la morte di Ducezio osò continuare  a ribellassi a Siracusa[5] per cui fu da questi nel 440 a.C. distrutta. 

                         

Eloro.

Secondo il Solarino[6] Eloro fu edificata dai siculi, anche se dagli scavi recenti, risultano reperti archeologici non anteriori al VIII sec a.C. quindi non anteriori al periodo della colonizzazione greca della Sicilia. Eloro, anticamente Heloros sorgeva nei pressi di Noto Marina poco a nord della foce del Fiume Tellaro, anch’esso anticamente chiamato Heloros.

                         

Zancle.

(Messina) Prima ancora dell’arrivo dei greci, il sito corrispondente all’attuale Messina doveva essere occupato, ciò è testimoniato dal ritrovamento dei resti di un villaggio dell’età del bronzo ed anche dal fatto che Zancle sarebbe un nome siculo che significa ‘falce’ nome giustificato dalla particolare forma del porto.

                         

Erbesso.

Sembrerebbero che ci siano state due Erbesso una Sicana presso Agrigento, l’altra sicula posta tra Siracusa e Lentini[7], per la prima si è voluto localizzarne il sito nei pressi di Siculiana Marina una località non lontana da Siculiana in provincia di Agrigento (C17a), questo fatto non armonizza certo con l’ipotesi che invece vorrebbe che i resti trovati a Siculiana siano quelli della cittadina sicula di nome Siculi, d’altra parte il nome favorirebbe la seconda ipotesi, per cui o si vuole pensare che la sicana Erbesso fosse vicino alla sicula Siculi, oppure si potrebbe accettare l’ipotesi che nel luogo indicato vi fosse una Erbesso sicana ma che una volta conquistata dai siculi abbia poi preso da questi il nome. Per quando riguarda invece la Erbesso nel territorio Siracusano, Il Fazello vuole che occupasse lo stesso sito di Pantalica, ma come vedremo, parlando delle Ible di Sicilia, questa località è forse da assegnare ad una delle Ible. Comunque una Erbesso non lontana da Siracusa doveva esserci, questo lo si può dedurre dal racconto di Diodoro Siculo (lib. xxxx cioè  ricavalo da 39.212), egli racconta che Erbesso fu assediata dal Tiranno di Siracusa Dionisio nel 403 a.C.

                         

Erbita.

Non doveva essere lontana dalle cittadine sicule Caleacte e Alesa, un tiranno di questa città di nome Arconida aiuto Ducezio nella fondazione di Caleacte nel 448 a.C.[8], doveva essere ben difesa se nel 403 a.C. riuscì a resistere all’assedio posto dal Tiranno di Siracusa  Dionisio, tanto che questi alla fine dovette desistere e far pace con Erbita, dopo questi fatti, secondo il racconto di Diodoro (39.217),  il Tiranno di Erbita Arconida fondò un’altra città il cui nome era Alesa. A sentire Cicerone (Verrine lib. III.120), questa cittadina era un ricoo centro agricolo sino a quando, sotto il governorato romano di Verre, a causa di una feroce politica fiscale, gran parte dei coltivatori abbandonò le proprie terre, contribuendo ad  un veloce decadimento  della città.

                         

Alesa.

Il sito è stato localizzato in prossimità di Tusa (ME), non lontano dal mare, (a otto stadì secondo il racconto di Diodoro Siculo[9]) fondata nel 403 a.C. dal Tiranno di Erbita Arconida, fu per questo chiamata Alesa Arconida per distinguerla dalle altre città con lo stesso nome, (la cosa sarebbe confermata dal ritrovamento di alcune monete che portano questo nome). Secondo altre testimonianze riportate sempre dallo stesso Diodoro, Alesa sarebbe stata fondata dai cartaginesi, dopo la pace avvenuta tra il cartaginese Imilcone ed il siracusano Dionigi. Durante l’occupazione romana, la città ebbe un trattamento di favore dai romani che la considerarono ‘città liberà cioè esente dal pagamento di tasse[10]. A riprova dei buoni rapporti intercorsi tra Alesa e Roma vi sarebbe una statua, trovata nel luogo[11], dedicata al romano Caminis Niger, alla cui base è una dedica da parte di quattro navi da guerra (rispettivamente Halaesa, Kaleakte, Herbita e Amestratos)

 

Amestrato.

La dedica sotto la statua trovata a Tusa, sulla costa settendrionale della Sicilia, indica che il sito non doveva essere molto lontano dalla città di Caleacte, Alesa e Erbita, ed difatti, attualmente, non lontano da Tusa esiste la cittadina di Mistretta, che in una cartina del 1600[12] (specifica meglio la cartina), è ancora chiamata con il nome di Amestrata, è quindi plausibile pensare che da Amestratos o Amestrato si sia passati a Amestrata ed infine all’attuale Mistretta.

                         

Agira.

Conosciuta anche come Agyrion, era la patria dello storico Diodoro Siculo che vi nacque ai primi del I secolo a.C., tra Leonforte e Regalbuto, esiste una cittadina di nome Agira, che nella cartina del 1600 sopra citata è chiamata Agirone, si vuole ritenere che l’antica patria di Diodoro, stia sotto la cittadina moderna di Agira. Questa cittadina così come Erbita ed altre cittadine siciliane fu impoverita dalla pesante pressione fiscale ad opera del governatore romano Verre[13].                    

 

Motyon.

Si è voluto individuare il sito dell’antico centro fortificato con l’attuale località Vassallaggi, non lontano da S. Cataldo (AG) l’antico centro secondo il racconto di Diodoro[14], fu nel 451 a.C.  conquistato dal siculo Ducezio capo della lega sicula che si ribellò ai greci, e poi riconquistato dagli Agrigentini e Siracusani ponendo fine alla rivolta.  Gli scavi hanno individuato delle tombe a forno della prima età del bronzo oltre a delle ceramiche indigene. Dai resti si riscontra, a partire  dal VI secolo a.C. un’ellenizzazione  del centro da attribuire con ogni probabilità alla vicina Agrigento.

 

Assoro.

Non lontano da Leonforte in Provincia di Enna, esiste un piccolo borgo di nome Assoro, la cui origine deve essere molto antica. E’ ricordata dallo storico Diodoro Siculo (lib. XIV.58)  a proposito della spedizione Cartaginese  avvenuta nel 396 a.C. In quell’occasione  le città sicule, eccetto la città di Assoro, si allearono con i cartaginesi.

Inessa.

(Inesso). La cittadina sicula non doveva essere molto lontana da Centuripe, citata dagli storici Tucidide e Diodoro, in essa vi si rifugiarono i mercenari cacciati da Catania dalla coalizione formata dai Siculi di Ducezio e da Siracusa, trasformarono il nome in Etna che avevano precedentemente dato anche a Catania quando era sotto il loro controllo[15]. Durante la  disastrosa spedizione ateniese in Sicilia del 413 a.C. Inessa fu tra le poche città sicule che parteggiò per Siracusa[16].

                         

Mendolito.

in questa località, non lontano da Adrano, sono stati trovati dei resti di un abitato in pietra la cui datazione e tipologia ed alcune iscrizioni sicule[17], farebbero pensare ad un ignoto centro siculo, è stato trovato un grande ripostiglio di bronzi, considerato tra i più importanti d’Italia a partire dalla fine dell’VIII sec a.C. l’abbandono del centro siculo avvenuto verso il V sec a.C. e forse da connettere con la fondazione della vicina Adrano da parte dei Greci. 

                         

Mactorion

Il sito è stato individuato nell’entroterra gelese a M. Bubbonia, sul luogo sono stati trovate delle tombe a camera con del materiale sia indigeno (VIII sec a.C.), sia greco del VII e VI secolo a.C. conservato al museo archeologico di Gela.

 

 Lago di Dissueri.

Sulla statale 17bis tra Gela e Niscemi, si può prendere la statale 190 che porta al lago di Dissueri, un bacino artificiale su cui arriva il fiume gela, in questa zona esiste una necropoli preistorica con tombe a forno come quelle di Omphake e quindi tipiche delle popolazioni sicule, databili nell’età del bronzo finale dal XIII al IX sec a.C.  non si sa comunque a quale centro sicano o  siculo corrispondesse.

 

Note: non sempre è netta la distinzione tra le località di origine sicana da quelle di origine sicula,   pertanto alcune delle località di seguito indicate potrebbero avere un origine antecedente a quella dei siculi e appartenere quindi al periodo sicano.

SICULE

Leontinoi (Lentini) 

 

Abacaenum (Tripi) 

Akis Saturnia (Acicastello) 

Altavilla Milicia 

Avola 

Balate 

Barrafranca 

Bidi (Vizzini) 

Bidio (Calatabiano)

Capitium (Capizi) 

Capodarso 

Castel di Judica 

Castroreale 

Echetele (Grammi chele) 

Erbesso (Grotte)

Floridia 

Galati Mamertino 

Halaisa

Halicyae (Salemi) 

Hybla Heraia 

Hippana (Prizzi) 

Isia (Linguaglossa) 

Ispa (Ispica) 

Kakyron 

Kamarina 

Località Altobrando 

Mojo Alcantara 

Naro 

Neai (Noto) 

Pettineo 

Piraino 

Polizzi Generosa 

Realmese 

Realmonte 

Scicli 

Sortino 

Tissa (Randazzo) 

Zancle 

Ziz (Palermo) 

Xiphonia (Acireale)

 

[1]              (15.342) (37.35)Filippo Coarelli: Guide Archeologiche – La Sicilia.

[2]              (15.203)Filippo Coarelli: Guide Archeologiche – La Sicilia.

[3]              (39.70)

[4]              (14.110)Giovanni E. Di-Blasi: Storia del Regno di Sicilia.

[5]              (39.90)

[6]              (5.94.I) Raffaele Solarino: La Contea Di Modica

[7]              (5.95.I)Raffaele Solarino: La Contea Di Modica

[8]              (15.165)Filippo Coarelli: Guide Archeologiche – La Sicilia.

[9]              (39.217)

[10]            Cicerone, Verrine lib. III.13

[11]            (15.394)Filippo Coarelli: Guide Archeologiche – La Sicilia.

[12]            (C41)

[13]            Cicerone, Verrine. lib III.67-74)

[14]            (Diodoro Siculo XI.91)

[15]            (Diodoro Siculo XI.76) (29.45.II)

[16]            (Tucidide VI.94).

[17]            (15.339).Filippo Coarelli: Guide Archeologiche – La Sicilia.

 

 

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Storia di Sicilia  di Ignazio Caloggero

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