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Piccola Guida al Turismo Esperienziale

Nota: i Concetti esposti in questo articolo sono stati rivisitati in quanto è stato introdotto il concetto di Offerta Esperienziale in senso lato (Experience)  ed Offerta Esperienziale in senso stretto (Full Esperience). Si rimanda quindi a : Per una corretta definizione di Turismo Esperienziale

Che cos’è il Turismo Esperienziale e come riconoscerlo. Differenza tra Turismo Esperienziale e Offerta Esperienziale.
di Ignazio Caloggero

In un articolo precedente “Quale Turismo per il Futuro” che vi invito a rivedere, ho ricordato le definizioni di:

  • Turismo,
  • Turista
  • Turismo Integrato
  • Turismo Sostenibile
  • Turismo Culturale

Ho anche fornito una prima definizione di “Turismo Esperienziale” e cercato di approfondire alcuni aspetti relativi al Turismo sostenibile, Culturale ed Esperienziale.

In questo articolo riparto da alcuni aspetti relativi al turismo Esperienziale che presenta, almeno per alcuni, punti non del tutto chiari. In particolare, cercherò di distinguere il concetto di Turismo Esperienziale da quello di “Offerta Esperienziale”, la differenza tra i due concetti, seppur sottile non è solo semantica ma sostanziale. Infine presenterò alcuni esempi per capire cosa è e cosa non è una offerta esperienziale. 

Che cos’è il Turismo Esperienziale

La bibliografia di settore non fornisce una definizione formale è univoca di turismo esperienziale, propongo, partendo dalla definizione di turismo culturale fornita dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), la seguente definizione:

Turismo Esperienziale
“Il Turismo Esperienziale è una forma di turismo culturale che permette di immergersi nello stile di vita locale e in tutto ciò che ne costituisce l’identità e il carattere, soddisfa la ricerca dell’autenticità e dell’unicità dell’esperienza turistica, permette di acquisire esperienze multisensoriali e coinvolge a livello emotivo, fisico e intellettuale” 
(Ignazio Caloggero).

Analizziamo le singole parti della definizione di Turismo Esperienziale

  1. È una forma di turismo culturale che permette di immergersi nello stile di vita locale e in tutto ciò che ne costituisce l’identità e il carattere
  2. Soddisfa la ricerca dell’autenticità e dell’unicità dell’esperienza turistica
  3. Permette di acquisire esperienze multisensoriali
  4. Coinvolge a livello emotivo, fisico e intellettuale

 

  1. Il Turismo Esperienziale è una forma di turismo culturale.
    Il turismo culturale ha come sua motivazione principale la fruizione di beni culturali. Il bene culturale può ovviamente essere materiale (monumenti, chiese, musei, castelli, siti storici ed archeologici, ecc.) ma anche immateriale, nel suo senso più ampio e in accordo alla definizione di Patrimonio Culturale Immateriale fornita dalla Convenzione UNESCO di Parigi del 2003 che individua anche gli ambiti dell’attività umana con cui si manifesta tale patrimonio:
  1. Tradizioni e espressioni orali;
  2. Arti dello spettacolo;
  3. Pratiche sociali, riti e feste;
  4. Conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo;
  5. Artigianato tradizionale.

 Inoltre, ritengo che troverà molti di noi concordi che il turismo esperienziale “permette di immergersi nello stile di vita locale e in tutto ciò che ne costituisce l’identità e il carattere” se ciò è vero è altrettanto vero che questa frase è estratta dalla definizione di Turismo culturale fornita dalla Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), in conclusione: il Turismo Esperienziale è una forma di turismo culturale.

2) Il Turismo Esperienziale soddisfa la ricerca dell’autenticità e dell’unicità dell’esperienza turistica
L’autenticità e l’unicità dell’esperienza risiede proprio nella natura dell’offerta. L’offerta esperienziale non è una offerta seriale, di massa e impersonale. I prodotti ed i servizi, eventualmente inclusi nell’offerta turistica sono solo un aspetto indiretto, le componenti essenziali sono emozioni, sensazioni, capacità di far “sentire” e “scoprire” qualcosa di diverso dal solito, usi e costumi locali. L’offerta esperienziale è caratterizzata da una forte relazione umana che si viene a creare tra chi offre l’esperienza e chi la riceve.

3) Il Turismo Esperienziale permette di acquisire esperienze multisensoriali
Il Turismo Esperienziale è una forma di apprendimento, infatti permette di imparare qualcosa di nuovo attraverso il modello di apprendimento denominato “Apprendimento esperienziale” (Experiential Learning) che vede il coinvolgimento diretto e fisico nelle attività associate all’offerta turistica (Es: cucinare, vendemmiare, mungere, realizzare prodotti artigianali, ecc) e attraverso il coinvolgimento, se possibile, dei 5 sensi: vista, udito, gusto, olfatto e soprattutto, il tatto. I 5 sensi sono sicuramente coinvolti nelle offerte esperienziale legate alla enogastronomia, in altre, come ad esempio la realizzazione di manufatti artigianali il gusto potrebbe non essere stimolato ma rimane sicuramente una esperienza multisensoriale se vengono attivati tutti gli altri sensi e se si ha una reale e diretta partecipazione.

Nota: L’apprendimento esperienziale è un modello di apprendimento basato sull’esperienza diretta. Fu studiato da due grandi pedagogisti come John Dewey (1859-1952) e Jean Piaget (1896-1980) e dallo psicologo Kurt Zadek Lewin (1890-1947), ma si è diffuso grazie a David Kolb (1939) che, sulla base degli studi precedenti, ha sviluppato la “teoria dell’apprendimento esperienziale”. L’apprendimento esperienziale è visto come un processo di apprendimento costruito con l’esperienza e la scoperta, basato quindi su esperienze concrete dove la conoscenza viene creata attraverso la trasformazione dell’esperienza”.

4) Il turismo Esperienziale coinvolge a livello emotivo, fisico e intellettuale
Questo aspetto deriva in modo automatico dagli altri precedentemente descritti, la partecipazione diretta e attiva, imparare/scoprire qualcosa di nuovo, la capacità di comunicazione empatica che dovrebbe avere chi offre l’esperienza, il ricevere “sensazioni” sono la base per un reale coinvolgimento emotivo, fisico e intellettuale.  

Tipici elementi del turismo esperienziale:

  • Imparare qualcosa di nuovo attraverso il modello di apprendimento denominato “Apprendimento esperienziale” (Experiential Learning) 
  • conoscenza dei luoghi e degli elementi di identità e di unicità locali
  • creare un legame con le persone del luogo per ascoltare storie basate sulla loro reale esperienza
  • conoscenza delle tradizioni, dei costumi e dei prodotti tipici locali
  • presenza di un numero limitato di persone che contemporaneamente usufruiscono dell’offerta turistica esperienziale
  • personalizzazione dell’esperienza, anche in base alla personalità del turista che assume un ruolo centrale
  • mancanza di una organizzazione rigida nella fruizione dell’offerta turistica
  • capacità di sorprendere

Per parlare di turismo esperienziale e quindi di offerta turistica, è necessaria, la presenza di un turista. Tale affermazione può sembrare banale e ovvia, cercherò di dimostrare che forse non è così. L’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce un turista chiunque viaggi in paesi diversi da quello in cui ha la propria residenza abituale, al di fuori del proprio ambiente quotidiano, per un periodo di almeno una notte ma non superiore ad un anno, il cui scopo abituale sia diverso dall’esercizio di ogni attività remunerata all’interno del paese visitato.

Quindi un turista, effettuando almeno un pernottamento in una località diversa dalla propria residenza abituale, necessità di norma, anche di altri servizi di supporto necessari alla fruizione dell’esperienza, non necessariamente compresi nell’offerta esperienziale e non necessariamente forniti dagli stessi soggetti (ristorazione, ricettività, trasporti, visite guidate, ecc). 

Per cui ritengo opportuno distinguere tra Offerta Turistica Esperienziale e Offerta Esperienziale, la differenza tra i due concetti pur sottile, non è solo semantica ma sostanziale. L’offerta turistica comprende sicuramente al suo interno una o più offerte esperienziali, ma può, anzi, dovrebbe comprendere gli altri servizi di supporto citati precedentemente. L’esperienza può inoltre essere rivolta anche ai visitatori giornalieri, i cosiddetti “escursionisti”.

Propongo la seguente definizione:

 Offerta Esperienziale
È una esperienza multisensoriale, unica, autentica, basata sulle relazioni umane, che permette di apprendere qualcosa di nuovo e di approfondire la conoscenza di elementi di identità e di unicità locali.
(Ignazio Caloggero).

Nota: L’offerta Esperienziale è la principale componente che caratterizza il turismo esperienziale. La multisensorialità si concretizza attraverso il coinvolgimento diretto e fisico (partecipazione diretta). L’offerta esperienziale è da considerarsi quindi come una “esperienza concreta”.

La promozione territoriale dell’offerta turistica esperienziale dovrebbe essere inclusa all’interno di una offerta globale e integrata che comprenda anche altre forme di turismo (enogastronomico, naturalistico, sostenibile, balneare e culturale in senso lato) e di servizi turistici in genere (ricettività, ristorazione, trasporti ecc).

Alcuni esempi di Offerta Esperienziale

Per capire se ci troviamo di fronte ad una offerta esperienziale, dovremmo porci le seguenti domande:

  1. L’esperienza prevede una fase di apprendimento attraverso la partecipazione diretta e attiva?
  2. L’esperienza è realmente multisensoriale (coinvolgimento dei sensi: vista, udito, tatto, olfatto e laddove possibile, gusto)?
  3. L’esperienza presenta caratteri di unicità e autenticità?
  4. L’esperienza è basata sulle relazioni umane?
  5. L’esperienza permette di approfondire la conoscenza di elementi di identità e di unicità locali?.

Se la risposta è si a tutte e cinque le domande allora siamo sicuramente in presenza di una offerta esperienziale, secondo la definizione data.

Se la risposta è affermativa solo alle prime quattro domande si può ancora parlare di una generica offerta che vede in primo piano il concetto di esperienza, ma non rientra nella definizione di “offerta esperienziale” così come l’abbiamo definita, venendo a mancare un valore aggiunto costituito la conoscenza degli elementi di identità e di unicità locali.

Se la risposta è negativa ad almeno una delle prime quattro domande, difficilmente possiamo pensare di essere presente ad una offerta esperienziale.

Esempi

Degustazione di prodotti tipici

Piccola Guida al Turismo Esperienziale
Consideriamo il caso dell’offerta esperienziale del “pane condito” (pani cunzatu) realizzato secondo le antiche tradizioni contadine, tipico nei luoghi del meridione ed in particolare in Sicilia. Ipotizziamo che l’offerta permetta di vivere alcuni momenti salienti del processo di panificazione: impastamento, lievitazione, formatura e cottura a cui si aggiungono la fase di “cunzatura” e quella di degustazione del pane appena sformato e “cunzatu”, il tutto all’insegna della convivialità vissuta con il fornaio e le massaie che hanno organizzato l’offerta. 
Ipotizziamo inoltre che in alcune fasi è previsto l’intervento diretto dei partecipanti (Es. Impasto, Formatura, cottura, ecc) e che l’offerta preveda anche una lezione che illustri come si svolgevano, secondo la tradizione, le varie fasi della panificazione, si illustrano gli strumenti di lavoro, la scelta della legna, le tecniche di controllo del forno e di pulitura del pane a fine cottura. 

Nel caso appena citato sussistono tutti gli elementi che caratterizzano una offerta esperienziale: apprendimento esperienziale, unicità e autenticità dell’esperienza, partecipazione diretta, relazioni umane e conoscenza degli elementi di identità e di unicità locali. In questo caso possiamo effettivamente affermare che il partecipante “mette le mani in pasta” e sono coinvolti tutti e 5 i sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto. 

Se invece vengono a mancare alcuni elementi caratterizzanti l’esperienza, come la partecipazione diretta dei partecipanti e l’offerta si limita ad esempio alla semplice degustazione del pane appena sfornato non siamo in presenza di una reale offerta esperienziale.

A volte si assiste ad offerte enogastronomiche, chiamate “esperienziali” che si limitano alla semplice degustazione di prodotti tipici locali, dove viene a mancare la componente di apprendimento tramite la partecipazione diretta. In questi casi possiamo legittimamente parlare di offerta legata al turismo enogastronomico, che è sempre una forma di turismo culturale stimolante e di un certo interesse ma non di una offerta legata al turismo esperienziale. 

 Lavorazione della Ceramica

Ceramica artigianale
Consideriamo il caso di un maestro ceramista di Caltagirone, città famosa per l’arte centenaria della ceramica, che offre, all’interno del suo laboratorio, una lezione su come si realizzano degli oggetti in ceramica secondo la tradizione locale. La lezione prevede la partecipazione diretta dei partecipanti che realizzeranno un prodotto che porteranno con loro per ricordo. Inoltre, il maestro ceramista si premura di fornire alcuni cenni storici riguardanti la storia della ceramica, e illustra le tecniche, i colori, e le forme dei manufatti secondo la tradizione locale.

Anche in questo caso siamo in presenza di una offerta esperienziale concreta e multisensoriale, sono infatti coinvolti 4 sensi: vista, udito, tatto e olfatto

In mancanza di un apprendimento con la partecipazione diretta come è il caso di chi assiste in modo passivo alla descrizione di come si realizzano alcuni manufatti, viene a mancare uno dei principali presupposti che caratterizza l’offerta esperienziale. Ovviamente in quest’ultimo caso possiamo ancora parlare di offerta legata al turismo culturale.

Escursione naturalistica.


Consideriamo il caso di una escursione naturalistica (a piedi, in bicicletta o con altri mezzi). La semplice escursione naturalistica se non accompagnata da elementi ben precisi (apprendimento multisensoriale, caratteri di unicità e autenticità, relazioni umane e conoscenza degli elementi di identità e di unicità locali non può essere considerata offerta esperienziale ma può ancora essere considerata una offerta legata ad altre forme di turismo (Es naturalistico o sportivo).

Molto diversa è sicuramente la situazione in cui vengono inserite, all’interno della escursione naturalistica, momenti formativi esperienziali come potrebbe essere la raccolta di verdure spontanee (senape, cicoria, finocchietto selvatico, ecc.) accompagnate dalla spiegazione che permette di riconoscerle e altri aspetti che descrivono come possano essere legati alle tradizioni, eventualmente gastronomiche locali.

E’ possibile approfondire alcuni degli argomenti trattati nel volume: Qualità, Modelli Operativi e Competitività dell’Offerta Turistica

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Turismo Esperienziale, Culturale e Sostenibile
© Centro Studi Helios

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