Tu sei qui: Home » Monumenti » Castello di Venere - Erice

Castello di Venere - Erice

Verified
castellodivenere.jpg
Erice, TP, Italia
Piazza San Giovanni Erice Sicilia 91016 IT

Castello di Venere – Erice

castello di venere

Tratto dal sito del comune di Erice : http://www.comune.erice.tp.it/minisitocastello/

Il mito della Venere Ericina 
Le origini di Erice – Iruka per gli Elimi, Erech per i Cartaginesi, Eryx per Greci e Romani – certe quale città elima, risalgono probabilmente ai Sicani e, da sempre, sono indissolubilmente legate al culto della Dea:
prima ancora che fosse dedicato dai Fenici ad Astarte, quello che fu il “thémenos”, il santuario di Afrodite, il tempio di Venere Ericina, era già il luogo della dea dell’amore. Un luogo che avrebbe attirato su questa vetta popolazioni da ogni parte del Mediterraneo e dove, secondo Diodoro Siculo, Erice, figlio di Bute. uno degli argonauti di Giasone, e di Afrodite stessa, aveva eretto il tempio dedicato alla propria madre e fondato la città.
Nel corso del tempo, il culto della Venere ericina, a cui i marinai di passaggio erano particolarmente devoti grazie anche alle bellissime Ierodule, giovani prostitute sacre alla dea dispensatrice di voluttà, crebbe insieme alla sua fama e alla sua ricchezza: Tucidide fa riferimento a “i doni fatti alla Dea, anfore, coppe e ricche masserizie…” dai pellegrini e Diodoro Siculo attribuisce a Dedalo, fuggito da Creta, la creazione di un ariete d’oro dedicato ad Afrodite. In ogni caso, è chiaro che un luogo come Erice, in una posizione geografica del tutto privilegiata per l’ampissima visuale, oltretutto fortificato e protetto efficacemente, dovesse assumere il potere che l’interesse dei popoli che si succedettero attribuirono al santuario-fortezza.
Tra questi i Romani, che, sconfitti i Cartaginesi, si “appropriarono” del luogo e del culto della Venere, da tempo diffuso in molte città mediterranee, ricostruirono il tempio sulle rovine lasciate dalla guerra, riportando Erice agli antichi splendori, e fecero erigere a Roma, prima, un piccolo tempio sul colle Capitolino e, nel 181 a.C., uno più grande presso Porta Collina, dedicati alla dea ericina. La considerazione dell’Impero per Erice fu tale da stabilire di porre, a protezione del thémenos ericino, una guarnigione di soldati e che le città più fedeli della Sicilia dovessero sostenere anche economicamente il culto. Addirittura, la città e il suo territorio verranno citate da Virgilio che scrive di come Enea si fermò in questi luoghi e volle seppellire vicino al santuario il padre, Anchise, prima di veleggiare per il Lazio dove fondò Roma: questo mito legò, quindi, di “parentela” elimi e romani, entrambi discendenti da Venere, madre sia di Enea che di Erice…
A lei, contribuendo ad arricchire il tesoro del tempio, offrirono doni governatori, magistrati, alti militari fino a che, diminuiti i traffici marittimi e con essi la solidità economica della Sicilia, il culto, già impoverito dal fatto di essere praticato in quello che era divenuto un centro militare, fu debellato dall’avanzare del cattolicesimo.
Dopo il periodo romano, quello del massimo splendore, ad Erice si succedettero bizantini, saraceni – con questi ultimi si chiamò Gebel al Hamid – e normanni: Ruggero d’Altavilla battezzò il borgo e il territorio Monte San Giuliano, in onore del Santo che era intervenuto, a cavallo e con una muta di cani, a dare man forte ai suoi soldati contro gli arabi. Che con rimpianto lasciarono la rocca e, soprattutto, le donne di Venere: “che Allah il misericordioso le faccia schiave dei Musulmani” scrisse, nel 1185, Ibn Giubayr.

Il Castello Normanno 
Sui resti del santuario, i Normanni edificarono il loro castello, fulcro di un sistema difensivo che comprendeva le torri del Balio – da “Bajulo”, come era chiamato il magistrato che rappresentava il re e che risiedeva con la sua corte nel castello – che ne costituiscono le fortificazioni avanzate. Il castello, costruito sulla rupe del thémenos nel XII secolo, era collegato al piano, più basso, delle torri, da un ponte levatoio, poi sostituito dalla gradinata che ancora oggi si percorre per raggiungerlo. Al suo interno sono stati rinvenuti – e, anche, purtroppo, perduti – elementi architettonici a supporto del percorso storico, essenzialmente riferibili alla ricostruzione medievale della fortezza, in cui erano stati riutilizzati anche frammenti dell’antichissimo santuario, e alla riedificazione del tempio in epoca romana.

Il giardino e le torri del Balio 
Dopo il definitivo decadimento dal ruolo di fortezza del castello, delle antiche torri normanne restavano soltanto ruderi e la spianata su cui i cartaginesi avevano eretto le prime fortificazioni era abbandonata all’incuria. Sul finire dell’Ottocento, il conte Agostino Pepoli concluse con l’amministrazione della città un accordo secondo il quale avrebbe bonificato a proprie spese l’intera area e ricostruito le torri, che sarebbero rimaste di sua proprietà. Risultati dell’intraprendenza del ricco e colto mecenate furono, dunque, la riedificazione della torre pentagonale, distrutta nel XV secolo, e della cortina merlata a protezione dell’area interna, nonché la realizzazione del giardino pubblico “all’inglese” del Balio. Quest’ultimo, insieme alla torretta che Pepoli fece costruire sul versante di nord-ovest della rupe del castello, – oggi, dopo anni di abbandono, in attesa di restauro e destinata alla nuova funzionalità di “Osservatorio per la Pace” – è indiscutibilmente, uno dei simboli di Erice.

Informazioni sulla accessibilità

Se hai informazioni sul grado di accessibilità del bene culturale segnalato, puoi fornire il tuo contributo informativo, vai alla pagina “Turismo Accessibile” per saperne di più. 

Nel fornire informazioni può essere utile dari indicazioni su:

  • orari di apertura
  • informazioni turistiche sul luogo o distribuzioni di supporti informativi
  • parcheggi riservati o nelle vicinanze
  • accessibilità esterna (possibilità di vedere il bene da vicino, utile per i beni architettonici)
  • accessibilità interna (rampe, ascensori, ostacoli interni, ecc)
  • Mappa tattile se presente
  • Servizi igienici a norma per disabili
  • servizio di ristorazione, eventualmente anche per celiaci
  • altre informazioni utili a valutare il grado di accessibilità complessiva
castellodivenere.jpg 4 years ago
  • You must to post comments
Showing 1 result
Rating
Featured/Unfeatured
Claimed/Unclaimed
Showing 1 - 40 of 810 results
Share