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La Sicilia tra Storia, Miti e Leggende – Vol. 1: Dalla Preistoria ai Fenici


(Foto © Ignazio Caloggero)

Autore: Ignazio Caloggero – ISBN: 9788894321951 ISBN-A: 10.978.88943219/51

Pagine: 231  (E-Book pdf) (il libro potrà essere scaricato contestualmente all’acquisto)

Formato: Ebook: Pdf, ePub e Kindle (per Amazon); © 2018 Centro Studi Helios srl

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Descrizione

Un modo diverso di raccontare la Storia. Il libro cerca di coniugare, nei limiti del possibile, un certo rigore scientifico con le tradizioni orali e con le leggende del passato, così come le raccontavano Diodoro Siculo, Tucidide, Pausania, Plutarco, Di Blasi o scrittori come Omero e Virgilio. Questo perché in qualsiasi leggenda è presente al suo interno un fulcro, anche piccolo, di verità storica; lo hanno dimostrato, in più di una occasione, i ritrovamenti archeologici. E’ il caso della leggenda di  Minosse re di Creta, venuto in Sicilia alla ricerca del fuggitivo Dedalo, che nasconde tracce dell’influenza Egea in Sicilia, conosciuta da oltre 2000 anni ma che solo adesso, grazie all’archeologia, possiamo affermare che al suo interno esiste un bocciolo di verità storica.

Il primo a credere che nelle leggende si nascondesse un pizzico di verità, e a dimostrarlo al mondo, fu un tedesco, Enrico Schliemann, che, seguendo con puntiglio le indicazioni topografiche dell’Iliade, scoprì nel 1873 i resti di Troia.

Il Primo volume riguarda l’arco temporale che va dalla preistoria, partendo dal paleolitico, a quello che vede l’influenza dei fenici.

 

Pantalica – Necropoli Nord (Foto © Ignazio Caloggero)

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Sommario:

  1. I PRIMI ABITATORI DELL’ISOLA. 10

1.1 Cronologia protostorica. 10

1.2 Paleolitico e Mesolitico. 13

1.2.1 Sentimenti religiosi e sepolture nel paleolitico e nel mesolitico. 20

1.2.2 Arte nel Paleolitico e nel Mesolitico. 24

Arte Parietale. 24

Arte Mobiliare. 31

1.2.3 Siti archeologici del Paleolitico e del Mesolitico. 33

1.3 Neolitico. 36

1.3.1 Neolitico e nascita dell’agricoltura in Sicilia. 36

1.3.2 Religiosità e sepolture nel periodo neolitico. 41

1.3.3 Arte nel neolitico. 44

Arte Religiosa e Ornamentale. 44

La Ceramica. 47

1.3.4 Elenco dei siti neolitici. 52

1.4 Età dei Metalli. 56

1.4.1 Sviluppo della metallurgia. 56

Età del Rame. 56

Età del Bronzo. 60

Età del Ferro. 61

1.4.2 Età dei metalli e sviluppo sociale e culturale. 62

Eneolitico. 62

Bronzo antico. 64

Bronzo medio. 68

Bronzo recente e finale. 68

1.4.3 Sepolture durante l’età dei metalli. 73

1.4.4 Sentimenti religiosi durante l’età dei metalli. 80

Religiosità ed età dei metalli 80

Demetra e Persefonone. 83

  1. I Primi Popoli. 90

2.1  La Sicilia e le Regioni del Mediterraneo Orientale. 90

Dedalo e Minosse. 95

2.2  Popolazioni Leggendarie. 101

2.2.1 Lotofagi 101

2.2.2 Ciclopi (Giganti). 103

Polifemo. 106

Encelado e nascita della Sicilia. 109

2.2.3 Feaci 111

2.2.4 Lestrigoni 112

2.3  Sicani. 113

2.4  Siculi. 117

Dafni 121

Adrano. 123

I Palici 125

2.5 Elimi 131

2.6 Fenici 136

2.7 Sacrifici umani 140

Sacrifici edilizi 140

Truvature e sacrifici efilizi 146

2.8 Religioni di Origine orientale. 149

2.8.1 Baal 151

2.8.2 Tanit 154

2.8.3 Iside. 157

2.8.4 Serapide. 165

3 I primi centri urbani. 166

3.1 Centri urbani di origine sicana. 168

3.2 Centri urbani di origine sicula. 173

3.3 Centri urbani di origine elima. 182

3.4 Centri urbani di origine fenicia. 185

3.5 Le Ible di Sicilia. 188

Quante erano le Ible di Sicilia?. 188

Le tre Ible. 189

Pantalica, una quarta Ibla?. 190

3.6 Il Culto di Ibla. 192

3.7 Pantalica. 196

Il sito. 196

Visitare Pantalica. 198

Tavola cronologica. 213

Il Progetto Heritage Sicilia.. 214

Bibliografia.. 217

 

Di seguito l’introduzione tratta dal libro:

Introduzione

Come ho già avuto modo di dire nell’Introduzione di un altro mio lavoro “Culti e Miti dell’Antica Sicilia”, non appartengo alla categoria degli storici, non ho la presunzione di sostituirmi a loro, ma amo la mia terra, le sue bellezze e la sua Storia. Inolte ho una grande voglia di trasmettere agli altri questa mio profondo amore per la Sicilia. Lo faccio attraverso un progetto “Progetto Heritage Sicilia” iniziato alcuni anni fa e che mi accompagnerà credo, per il resto della mia vita. Sono cosciente dei miei limiti, scrivere di Storia, Archeologia, Folklore senza essere “accreditato” non è sempre presunzione o usurpazione di spazi altrui, ma desiderio di fare partecipe il prossimo delle cose belle di cui si viene a conoscenza.

Sono convinto che oltre al giusto spazio per chi racconta in modo elegante e semanticamente corretto la Sicilia come terra di mafia, di ingiustizie e di malessere sociale, ci sia anche spazio per chi decide di descrivere, anche se a volte in modo sgrammaticato e ingenuo, ciò che di bello ci circonda.

Questo lavoro si intreccia con altri lavori da me affrontati che riguardano la Sicilia, per individuare gli autori e le opere da me consultati vi rimando alla Bibliografia.

A volte la storia, soprattutto quelle delle fasi iniziali, è giunta a noi dopo un processo di elaborazione, conseguenza spesso, dei metodi orali usati dagli antichi, per tramandare gli eventi, dove spesso la storia era leggenda, e la leggenda era la storia. Si sa come ogni oratore nel raccontare eventi, spesso più grandi di lui, ami mettere la sua impronta personale al racconto, in qualche modo ciò gli permette di farne parte, di essere anche lui protagonista della storia che sta raccontando; questo ha fatto sì che noi oggi conosciamo l’alba della nostra storia con sfaccettature diverse, a seconda delle origini, delle influenze politiche e della fantasia degli antichi scrittori. Dove non esistevano elementi a sufficienza per ricostruire un evento, spesso un pizzico di fantasia metteva tutto a posto.

Il rigore scientifico a cui siamo abituati ai nostri giorni, può rendere sospette alcune pagine di storia scritte dagli storici di allora, quali Diodoro Siculo, Tucidide, Pausania, Plutarco e Di Blasi ma bisogna tener conto che al di là della veridicità storica, i loro testi spesso sono le uniche testimonianze del passato che sono giunte sino a noi. A questi storici aggiungerei anche scrittori come Omero e Virgilio che hanno spesso messo in simbiosi storia e leggenda.

Sono convinto che in qualsiasi leggenda è presente al suo interno un fulcro anche piccolo di verità storica, lo hanno dimostrato in più di una occasione i ritrovamenti archeologici. Che Minosse re di Creta sia venuto in Sicilia alla ricerca del fuggitivo Dedalo, può essere messo in dubbio, ma che nella zona che la leggenda vuole sia stata da lui visitata, siano state trovate tracce dell’influenza Egea molto tempo prima che si parlasse di colonizzazione greca è fuori dubbio, eppure la leggenda è conosciuta da oltre 2000 anni e solo adesso, grazie all’archeologia, possiamo dire che al suo interno esiste un bocciolo di verità storica.

Forse gli aneddoti relativi alle paure e alla mania di persecuzione del tiranno Dionisio di Siracusa, possono sembrare esagerati, e forse lo sono, bisogna però riconoscere che questi aneddoti rispecchiano la paura che i dittatori di tutti i tempi hanno avuto di rimanere vittime della stessa strategia di morte da loro voluta. Come non trovare poi, elementi in comune tra il crudele tiranno di Agrigento Falaride e un Bokassa dei nostri tempi, ambedue si dice si cibavano di carne di bambini. Forse ciò è vero, o forse è solo il frutto che viene fuori quando la psicologia di massa si risveglia dal torpore della dittatura, e come per farsi coraggio amplifica il male del tiranno da abbattere facendone un prototipo di mostro. Ed infine, se qualcuno rimane scettico di fronte alle crudeltà raccontate da Diodoro durante una razzia dei punici, in cui ai cadaveri venivano tagliate le mani per farne collane, le teste dei nemici venivano appese ai giavellotti e in cui donne, bambine e bambini venivano stuprati, è bene che ricordi cosa è successo in Iugoslavia qualche anno fa, dove le donne, quelle sopravvissute, hanno portato nel grembo il segno delle violenze serbe e dove al posto dei giavellotti si usano le baionette dei fucili come supporto per le teste dei vinti.

Il primo a credere che nelle leggende si nascondesse un pizzico di verità, e a dimostrarlo al mondo, fu un tedesco, Enrico Schliemann, nato nel 1833, di famiglia molto povera, interruppe gli studi molto presto perché suo padre non aveva i mezzi necessari, per fare il garzone in una drogheria, da piccolo aveva letto l’Iliade di Omero ed il suo sogno era la scoperta dei resti della città di Troia. Come può un povero garzone di bottega pensare di arrivare a tanto? eppure lui lo pensava, non solo, credeva in quel sogno, nonostante la vita tutti i giorni gli gridava sulla pelle, la realtà in cui chi, per sorte, vive di duro lavoro. Eppure, chi nonostante questo, riesce a sognare, ha un minimo di speranza di realizzare i suoi sogni. Iinfatti, Enrico da garzone che era, riuscì prima ad aprire una piccola attività commerciale, poi via via aiutato dalla sorte e dalla sua capacità nel commercio, riuscì ad accumulare una fortuna, per cui a 40 anni si ritirò ricchissimo per dedicarsi alle ricerche archeologiche. Schliemann era un autodidatta, eppure questo non gli impedì, (seguendo con puntiglio le indicazioni topografiche dell’Iliade) di scoprire nel 1873 i resti di Troia. Un sogno, apparentemente irrealizzabile, si era avverato.

Ritengo che sia possibile vedere ogni racconto leggendario, come contenente due verità, la prima, quella più esterna, è spesso il vestito con cui la fantasia dell’uomo veste una verità, a volte, storica. Più è la fantasia, più i vestiti esterni nascondono la verità storica. Se vogliamo giocare un po’ anche con la nostra fantasia, possiamo pensare ad un fiore al cui interno è nascosto un piccolo bocciolo di verità storica, spesso grazie alla pazienza di alcuni uomini, e ad un pizzico di fortuna (che non guasta mai), il fiore più grande apre i suoi petali, a volte solo un poco, lasciando intravedere solo una parte del bocciolo; a volte l’apertura è completa, regalando la visione del bocciolo in tutto il suo splendore, altre volte invece, i petali sono destinati a non aprirsi mai, ed il bocciolo nascosto dentro, non sarà  purtroppo visto mai.

Il primo capitolo si riferisce alla protostoria della Sicilia. Sicuramente ognuno di noi si sarà posto almeno una volta nella vita, la domanda su quale è l’origine dell’umanità e su come vivevano i nostri progenitori. La storia dell’uomo intesa nel senso più ampio del termine, non può essere ricostruita partendo unicamente dalla documentazione scritta. Quando la scrittura fece la sua comparsa nella Terra, questa era già abitata dall’uomo da qualche milione di anni. Generalmente si vuole distinguere il periodo storico documentato da racconti scritti da quello preistorico che precede la conoscenza della scrittura.

È difficile effettuare una divisione cronologica tra i due periodi, anche perché la scrittura fece la sua comparsa in tempi differenti nelle varie regioni della terra; in medio Oriente era conosciuta nel 3000 a.C, ma in molte altri parti del mondo arrivò molto tempo dopo, in Egitto nel 2300 a.C., in Grecia nel XV sec. a.C., in Italia nel VIII sec. a.C. e in Germania meridionale nel I sec. d.C. Per avere indicazioni utili sugli aspetti della vita quotidiana, ma anche della religiosità e dell’arte degli uomini preistorici gli studiosi si sono appoggiati all’archeologia, alla paleontologia ed anche alla geologia che hanno permesso uno studio comparato delle sepolture e dei corredi annessi, dei siti abitativi, delle arti rupestri e mobiliari della preistoria.

Il secondo capitolo riguarda i primi popoli e se è vero che le leggende nascondono sempre un pizzico di verità, è giusto annoverare tra questi anche quelli dovuti alla mitologia omerica: Lotofagi, Ciclopi, Feaci e Lestrigoni. Seguono gli altri popoli presenti in Sicilia prima dell’arrivo dei greci: Sicani, Siculi, Elimi ed infine i Fenici. Il secondo capitoli contiene anche la descrizione dei principali miti e delle leggende legate a questi ultimi popoli.

Il Terzo e ultimo capitolo di questo primo volume, riguarda i primi centri abitativi, distinguendoli tra centri urbani di orifine sicana, sicula, elima e fenicia.

La Sicilia tra Storia, Miti e Leggende. Dalla Preistoria ai Fenici

La Sicilia tra Storia, Miti e Leggende. Dalla Preistoria ai Fenici

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