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La Pasqua siciliana nel Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia (REIS)

La Pasqua siciliana nel Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia (REIS)

Sono 17 i comuni siciliani che fino ad adesso vedono riconosciute le loro iniziative in occasione della Pasqua, nel registro del Patrimonio Immateriale Regionale REIS. In realtà molti altri luoghi potrebbero ambire a questo riconoscimento, visto che i Riti della settimana Santa sono sostanzialmente presenti, ormai da molti secoli, in quasi tutti i comuni della Sicilia con con significativo coinvolgimento della popolazione. 

Elenco dei beni riconosciuti nel REIS:

  • Settimana Santa e Vare a Caltanissetta e San Cataldo – CL (I Misteri)
  • Settimana Santa a Biancavilla – CT (a sira dei tri Misteri)
  • Processione del Venerdì Santo a Enna – EN
  • Settimana Santa a Barrafranca – EN 
  • Settimana Santa e Giunta di Pasqua – Aidone – EN
  • Settimana Santa a Ispica – RG
  • Celebrazioni e Riti della Settimana Santa a Scicli – RG  
  • Settimana Santa a Ragusa Ibla – RG
  • Rappresentazione del Venerdì Santo a Vittoria – RG  (I parti ro Signuri)
  • Sacre Rappresentazioni della Settimana Santa a Capaci (PA)
  • Processione dei Misteri del Venerdì Santo a Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
  • Archi di Pani (San Biagio Platani) – AG
  • Festa di li Schietti di Terrasini (PA)
  • Festa della Diavolata ed Angelicata ad Adrano  – CT (I Diavulazzi i Pasqua)
  • Fanfara dei Giudei San a Fratello (ME)
  • Festa del Cristo Re Risorto a Scicli – RG (Festa di l’Omu vivu o ‘u Gioia)
  • Canto Religioso: La Santa Cruci a Riesi – CL 
  • Lu Signuri di li Fasci a Pietraperzia – EN 

Di seguito una breve descrizione estratta, quando esistente dalle schede tecniche regionali, dei beni inseriti nel REIS. Per maggiori informazioni accedete, alle schede inserite nella Banca Dati del Patrimonio Immateriale di Sicilia

 

La Settimana Santa e Vare a Caltanissetta e San Cataldo (I Misteri)

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La processione della Real Maestranza, che ha luogo il Mercoledì Santo, dalle origini settecentesche, fu dichiarata reale nel 1806 per volere di Ferdinando IV di Borbone che, in visita alla città, impressionato dall’imponenza del corteo, concesse alla Maestranza il titolo di “Reale”.
Fonti storiche sulla processione delle Varicedde del Mercoledì pomeriggio attestano un origine agli inizi del XX secolo. Nel 1923, alcune famiglie offrirono un contributo per la realizzazione dei 19 gruppi scultorei che andarono ad accrescere il nucleo originario costituito da 10 Varicedde.
Più antica è, invece, l’origine della processione del Giovedì Santo. Questa deriva dall’antica cerimonia delle Cinque Barette (o Casazza) eseguita dalla Congregazione di S. Filippo Neri, che in quella stessa notte usciva dalla propria sede, con cinque piccoli gruppi statuari, per visitare i sepolcri della città. Dal XVII secolo la celebrazione dei Misteri ha luogo a Caltanissetta. In origine le Vare erano soltanto sette ma col tempo si ampliarono fino divenire quattordici nella seconda metà dell’Ottocento, quando si decise di concedere i gruppi statuari alle principali maestranze cittadine. A partire dal 1882, la celebrazione vede un rafforzamento dell’interesse della comunità locale, con la committenza da parte degli Zolfatari di Gessolungo di un nuovo gruppo monumentale, la Veronica, come atto di ringraziamento allo scampato pericolo. Da quel momento altri gruppi vennero realizzati o rinnovati per volere di privati.

La scheda sulla Banca Dati del Patrimonio Immateriale di Sicilia 

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Settimana Santa – Biancavilla (a sira dei tri Misteri)

Dei riti della Settimana Santa di Biancavilla sono attestate le notizie storiche riguardanti la processione del Venerdì Santo, meglio conosciuta come “a sira dei tri Misteri“. Questa locuzione nasce per indicare i tre gruppi di statue che inizialmente erano portati in processione: l’Ecce Homo, il Cristo alla Colonna e il Cristo morto.
La processione nacque, presumibilmente, intorno alla seconda metà del 1600, in seguito alla fondazione della prima arciconfraternita cittadina del SS. Sacramento. Secondo la tradizione era questa che portava in processione l’attuale statua lignea del Cristo morto, le cui braccia mobili lasciano presagire che in origine il simulacro venisse usato per la deposizione del Cristo dalla Croce all’interno dell’attuale teca che lo contiene. Le altre due statue furono realizzate dallo scultore e sacerdote locale Placido Portale prima del 1727, anno della sua morte. Gli altri gruppi statuari dell’Addolorata, del Cristo che porta la croce, del Gesù all’orto, della Pietà e della Torcia furono introdotte nella processione con il passare dei secoli.
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Processione del Venerdì Santo a Enna – EN
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La Processione del Venerdì Santo è l’apice dei riti pasquali ad Enna. Per le vie della città, tutta saliscendi e vicoli tortuosi, sfilano in silenzio circa duemilacinquecento confrati incappucciati, dotati di torce e ceri ad illuminare suggestivamente il percorso. Oltre agli ennesi, moltissimi devoti e turisti arrivano in città per assistere alla grande processione. Non a caso, la Processione del Venerdì Santo di Enna è considerato un evento sacro a richiamo turistico internazionale e la Settimana Santa di Enna è un bene protetto dall’Unesco.
I riti sacri vengono avviati dalla celebrazione della “Passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo” che si tiene al Duomo e in tutte le chiese parrocchiali. Essa consiste nella “Liturgia della Parola” che ha il suo culmine nella lettura del brano evangelico della “Passione del Signore” secondo Giovanni. Segue l’Adorazione della Croce.
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La Settimana Santa a Barrafranca – EN 
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La Settimana Santa di Barrafranca presenta un ricco programma di manifestazioni religiose di carattere molto suggestivo ed antico. La prima di queste si svolge la sera del Mercoledì Santo con la rappresentazione vivente ed itinerante del processo a Gesù, la condanna a morte e la crocifissione, chiamata A Vasacra (Via Crucis). Poi, la sera del Giovedì Santo i fedeli si recano in visita alle chiese per l’adorazione del SS. Sacramento collocato nei tradizionali “Repositori”, detti i Sabburca. Il Venerdì Santo è sicuramente il giorno della Settimana Santa più ricco di eventi: la mattina si svolge la processione della Madonna Addolorata, vestita di nero e posta su un baldacchino di velluto e fiori, portato a spalla solo da ragazze; la sera, al termine della celebrazione liturgica della “Adorazione della Croce”, si svolge l’emozionante processione del fercolo del SS. Crocifisso, chiamato dalla gente del luogo U Trunu, preceduto da un’urna contenente il Cristo morto e dalla Madonna Addolorata.
La Settimana Santa barrese si conclude la domenica di Pasqua, quando le campane suonano a festa per annunciare l’incontro del Cristo risorto con la Madonna e gli Apostoli (i Santoni). Tale incontro viene chiamato “La Giunta” (A ggiunta).
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Settimana Santa e Giunta di Pasqua – Aidone – EN
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Il rito della Settimana Santa di Aidone, in particolare il rito della Domenica di Pasqua, si svolge da secoli nella piazza principale della città e consiste in un vero e proprio atto scenico di ispirazione religiosa che si vuole far risalire agli anni della Controriforma, durante il XVII sec., quando la Sicilia, sotto l’influenza spagnola, fu protagonista di un forte processo di ricristianizzazione della popolazione. Infatti, sono numerose sono le somiglianze con analoghe manifestazioni religiose andaluse della Spagna che prevedono la presenza di questi veri e propri giganti.
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 Settimana Santa a Ispica – RG
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Le origini della Settimana Santa ispicese risalgono con probabilità al IV secolo dopo Cristo, quando la tradizione vuole che un crocifisso in legno fosse venerato nella Chiesetta di Santa Maria della Cava, ancora oggi esistente. Sulla scia di questo racconto, l’odierno simulacro del SS. Cristo ingloba il volto e le mani di quel Crocifisso, scampate alle distruzioni iconoclaste. L’opera lignea fu nel tempo accostata ad un gruppo a tre statue con macchinetta argenteo-dorata, ad opera dell’artigiano di Noto, Francesco Guarino.
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Celebrazioni e Riti della Settimana Santa a Scicli – RG  
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Diverse sono le notizie storiche riguardanti i riti della Settimana Santa di Scicli, festa molto sentita e partecipata da tutta la popolazione, le cui prime notizie risalgono alla prima metà del XVII secolo. Fin dal passato, come oggi, la festa della Pasqua a Scicli aveva il suo centro nella chiesa di S. Maria la Nova e si svolgeva in quattro tappe: lo svelamento del simulacro del Cristo Re Risorto alla fine della veglia nella notte tra il Sabato e la Domenica di Pasqua, la Sacra rappresentazione la Domenica mattina, la processione eucaristica, la processione con le statue del Cristo Risorto e di Nostra Signora della Pietà.
 
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Settimana Santa – Ragusa Ibla – RG

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La scheda sulla Banca Dati del Patrimonio Immateriale di Sicilia

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Rappresentazione del Venerdì Santo a Vittoria – RG (I parti ro Signuri)

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Il fervore dei fedeli caratterizza lo stato d’animo dei partecipanti ai riti del Venerdì Santo di Vittoria.
La mattina, per le vie della cittadina ragusana, si svolge la processione del Cristo morto insieme al simulacro di S. Maria Addolorata, organizzata dalla congregazione del SS. Crocifisso dal 1657, tramandandola e mantenendola complessivamente inalterata nei tempi. Questo primo momento devozionale viene a concludersi con la rappresentazione della “scesa della croce“, nota alla popolazione locale come “I partiro Signuri”.
Scenografia della sacra scena è il tempietto a otto colonne e di forma circolare detto “Calvario”, decorato con maioliche raffiguranti le scene della passione e morte di Cristo, nel quale avevano accompagnato il simulacro del Cristo morto portato in processione la mattina. Il dramma della passione, recitato in dialetto popolare, venne ad arricchire la processione storica dal 1669. Gli attori, vestiti in abiti d’epoca, recitano i 450 versi endecasillabi sciolti che compongono lo scritto “Il dramma sacro del Venerdì Santo” del marchese Alfonso Ricca, ancora oggi in uso.
 

 

 
Sacre Rappresentazioni della Settimana Santa a Capaci (PA)
Sacre Rappresentazioni della Settimana Santa
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Processione dei Misteri del Venerdì Santo a Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
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La processione dei Misteri, gruppi statuari che rappresentano alcuni salienti episodi della Passione di Cristo, è presumibilmente di derivazione spagnola e risalente al XVI sec.
Nel 1835, i due paesi della provincia messinese, Barcellona e Pozzo di Gotto, si unirono in un unico comune mantenendo per ognuno la propria tradizionale processione. Ancora oggi, infatti, il Venerdì Santo hanno luogo due processioni similari di cui quella di Pozzo di Gotto risulta più antica, mentre quella di Barcellona è più recente, in quanto compare per emulazione della precedente ed è databile al 1871, quando, per iniziativa della chiesa di San Giovanni, alcune famiglie di Barcellona decisero di finanziare la realizzazione delle varette (così vengono denominati i gruppi statuari).
 
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Archi di Pani (San Biagio Platani) – AG

L’origine della festa si colloca alla metà del Seicento, epoca della fondazione del paese. In origine la tradizione sembrerebbe avere avuto luogo dall’uso di appendere ciambelline di pane (cudduri) ai balconi perché fossero benedette al passaggio della Madonna e del Cristo Risorto.

Ogni anno, la domenica di Pasqua, nel piccolo paese dell’agrigentino, si celebra una sfida fra i devoti della Madonna, che fanno capo alla confraternita del Santissimo Sacramento e i devoti del Cristo morto che fanno capo alla confraternita del Santissimo Rosario. La competizione consiste nell’allestimento di enormi impalcature che fanno da sfondo architettonico all’incontro fra la Madre e il Figlio Risorto nel giorno della Pasqua. Lungo il corso principale del paese, dove sorge la Chiesa Madre da cui usciranno le statue, sono allestiti due archi monumentali che dividono lo spazio circostante in due distinte aree di pertinenza. Gli archi sono realizzati su strutture vegetali di ferule e canne e rivestiti di pani, agrumi, foglie di alloro, datteri, fiori e rosmarino. La loro preparazione ha inizio alcune settimane prima, trasformando il paese in un grande cantiere dove gli uomini si dedicano alle grandi impalcature, mentre le donne realizzano gli elementi figurativi. Lungo la superficie di queste grandiose e spettacolari architetture effimere si susseguono una serie di quadri figurativi con soggetti sacri. Prevalgono le figure zoomorfe: pesci e farfalle, aquile e galletti, colombe e agnelli ma non mancano gli angeli, gli astri, i cuori e gli ostensori. Su questi quadretti realizzati in pane a bassorilievo, un soggetto ricorrente è la facciata della Chiesa Madre. Per dare maggiore lucentezza alle composizioni, i pani vengono lustrati di un bianco luminoso, ottenuto dall’impasto di albume e zucchero e prendono il nome di murmurati. Essi sono sistemati sugli archi sopra un fitto strato di ciambelle cotte senza albume, in mezzo a garofani e altri fiori rossi. Lunghissime sequenze di arance incorniciano le composizioni. Altri pani raffigurano episodi biblici e scene della Via Crucis, ma anche rosoni e medaglioni che riproducono le quattro stagioni, nidi di rondine con vero muschio all’interno, pagliai con i basamenti di pietra a secco, grappoli d’uva e cesti di frutta. Di pane sono i capitelli delle colonne e lo stesso stemma del Comune che campeggia in alto sui prospetti architettonici.

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Festa di li Schietti di Terrasini (PA)

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La Festa di li schietti, si svolge la Domenica di Pasqua, e consiste nell’alzata nel palmo di una sola mano, di un melangolo, aranciu airu (arancio amaro), albero scelto sia per la sua resistenza che per le proprietà taumaturgiche e mediche, del peso di circa 50 chili, come prova della prestanza fisica dei suoi portatori. Il vincitore sarà quello che avrà tenuto in alto il fusto per il maggior tempo possibile. I partecipanti indossano il tipico costume siciliano costituito da pantaloni e gilet di velluto nero, camicia bianca, foulard rosso, dei pon pon rossi che fungono da cravatta e un berrettino rosso.

La scheda sulla Banca Dati del Patrimonio Immateriale di Sicilia

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Festa della Diavolata ed Angelicata ad Adrano  – CT (I Diavulazzi i Pasqua)

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La rappresentazione del dramma risale al Settecento, secolo in cui Don Anselmo Laudani redasse l’opera. L’Angelicata, che rappresenta la seconda parte dell’opera, viene messo in scena solo dal 1980.

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Fanfara dei Giudei San a Fratello (ME)

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San Fratello è stata fondata integrando gli abitanti greco-latini con immigrati venuti al seguito dei lombardi provenienti da Casale Monferrato con Adelaide o Adelasia degli Aleramici, dall’Alto Novarese, dalla Francia e dalla Lombardia, nel XII secolo. In questa cittadina dei Nebrodi permangono immutati diversi elementi di antica origine, quali il dialetto gallo-italico, rituali di natura pagana, carnevalesca e cristiana. Ad esempio nel periodo della Settimana Santa – uno più ricchi di manifestazioni che conciliano il drammatico momento della passione del Cristo con quello gioioso della Resurrezione – a San Fratello, a celebrare l’attesa della Resurrezione troviamo una manifestazione unica nel suo genere, ovvero la “Fanfara dei Giudei”. Condotta nei giorni di Mercoledì, Giovedì e Venerdì Santo, la festa di origine profana, rievoca il momento in cui i Giudei percossero e condussero il Cristo al Calvario. Sull’origine della festa gli studiosi non sono concordi, definendo “i giudei” ora come fautori di una “diavolata” o “ridda infernale” (Pitrè), ora come “figuranti disturbatori” derivanti dalle sacre rappresentazioni medievali (Rubino – Cocchiara).

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Festa del Cristo Re Risorto a Scicli – RG (Festa di l’Omu vivu o ‘u Gioia)

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Pur non avendo notizie precise sull’origine della festa del Cristo Re Risorto di Scicli, un decreto episcopale fornisce una data in cui era già in uso portare in processione una statua del Cristo Risorto, si tratta del 16 aprile 1688 e si parla di una licenza per poter svolgere la processione del SS. Sacramento nel giorno di Pasqua da S. Maria La Piazza fino alla Chiesa di S. Maria La Nova dove sarebbe avvenuta la benedizione, seguita, dalla traslazione della statua del Cristo Risorto. Stando alle autorizzazioni per le processioni, una statua del Cristo Risorto doveva esserci fino al 1693, ma dovette andare distrutta nel terremoto poiché a partire dal 1694 non se ne hanno più notizie. Dopo il terremoto infatti si svolgerà per diversi anni soltanto la processione del SS. Sacramento.
Ad una processione del Cristo Risorto si fa nuovamente riferimento nel 1731; ci sarebbero dunque due simulacri precedenti a quello portato in processione oggi; il primo riferimento alla statua attuale si rintraccia all’interno di un inventario relativo al passaggio di consegne tra collegiata e amministrazione dell’eredità Busacca del 24 dicembre 1799, di cui la statua faceva parte.

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Canto Religioso: La Santa Cruci a Riesi – CL 

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Documenti notarili del Comune di Riesi attestano la presenza di confraternite laicali impegnate nella diffusione delle lamentanze già a partire dall’inizio del Settecento.
Le squadre di lamentatori erano fortemente legate alle confraternite fino a quando, nella seconda metà dell’Ottocento, con la scomparsa di queste ultime, iniziarono ad essere formate da persone di ogni ceto, compresi contadini e soprattutto solfarai, i quali a partire dal 1850 e per quasi un secolo e mezzo furono gli organizzatori dell’evento festivo.
Alcuni riferimenti storici e bibliografici indicano quanto fosse importante questa festa per i solfarai, i quali si autotassavano sulla paga di marzo per celebrare a spese loro la festa del Venerdi Santo con musiche, mortaretti, illuminazioni e lunghe processioni. Si può individuare infatti una connessione tra la manifestazione del rito sacro della cerca, incessante ricerca del figlio per le strade del paese da parte dell’Addolorata, e la pericolosa attività dei solfarai, che costringeva le donne a vivere dei momenti di disperazione dopo i disastri che accadevano nelle miniere, in cerca di informazioni sui loro figli e mariti. Il Venerdì Santo inoltre era l’unico giorno feriale dell’anno in cui i solfarai non scendevano nelle miniere.

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Lu Signuri di li Fasci a Pietraperzia – EN 

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I documenti e le fonti che trattano le origini della processione del Venerdì Santo di Pietraperzia sono scarse e frammentarie.
Lo storico Frà Dionigi nella sua “Relazione critico-storica della prodigiosa invenzione d’un immagine di Maria SS. comunemente chiamata della Cava di Pietrapercia” pubblicata nel 1776 parlando della Chiesa del Carmine e della confraternita Maria SS. del Soccorso scriveva “quell’altro (altare) del SS. Crocefisso di antichissima Religione nel Pubblico, specialmente ne’ giorni di Parasceve, quando si gira per questa Patria in processione; non sia di minor magnificenza” attestando che il culto del Crocifisso sia databile a quella data.
Tuttavia i primi documenti che attestano la processione a Pietraperzia, reperibili nell’Archivio di Stato di Palermo, sono databili al 1828 e al 1839. Nel primo documento si concede alla Confraternita di Maria Santissima del Soccorso il permesso di eseguire la processione del Venerdì Santo nelle ore pomeridiane: “[…]ch’essendo solita farsi la processione del SS.mo Crocifisso nel Venerdì Santo di dopopranzo di ogni anno, che sortendo dalla chiesa de’ Padri del terz’ordine gira per le strade di quella Comune dalle ore 22 sino alle ore 24, rappresentando la figura del Calvario per la memoria de’ fedeli […]“. Nel secondo si accorda un ulteriore permesso nell’eseguire la processione del Crocifisso facendolo seguire dal fercolo di Maria Santissima Addolorata.
Ulteriori dati che contribuiscono a ricostruire la storia della processione sono la lastra di rame, realizzata dall’artista pietrino Cosimo Adamo, e diversi documenti che costituiscono parte integrante dell’archivio della confrazia. Attraverso questi è possibile affermare che dopo il 1860 la processione di Lu Signuri di li fasci esisteva più o meno come è attualmente rappresentata.

La scheda sulla Banca Dati del Patrimonio Immateriale di Sicilia

Tutte le foto sono state prese dal web

Nota esclusione responsabilità

 

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