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Mito di Orione

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Mito di Orione

Fontana di Orione – Messina

Secondo la mitologia greca, Orione è un cacciatore gigantesco ed un grande costruttore di opere. Il suo culto deve avere origini molto antiche, personaggi con le stesse caratteristiche, infatti, si ritrovano in molti popoli. La leggenda di Orione, inoltre, è ricchissima di varianti, e questo a testimonianza delle molteplici influenze che subì il suo culto, in base ai popoli e al periodo.

Orione è generalmente ritenuto figlio di Poseidone e di Euriale, la figlia di Minosse. Sulla sua nascita esiste un’altra versione secondo la quale Zeus, Poseidone ed Ermes chiesero ed ottennero ospitalità da un certo Irieo. Per ringraziarlo acconsentirono ad esaudire un suo desiderio, quello di avere un figlio, visto che la tarda età glielo impediva. Gli dei, allora, riempirono con la loro urina un otre fatto di pelle di toro sacrificato, e chiesero ad Irieo di sotterrarlo; dopo 10 mesi dall’otre nacque Orione, il gigante cacciatore.

Così come per la nascita, anche sulla vita e la morte di Orione esistono diverse varianti. Generalmente è considerata la dea Artemide l’artefice della morte di Orione. Secondo alcuni Artemide uccise Orione per salvare le Pleiadi, sue accompagnatrici, inseguite da Orione che le voleva violentare. Secondo altri, Orione tentò di violentare la stessa Artemide che diresse contro di lui uno scorpione che lo uccise pungendolo sul tallone. Per aver reso questo servizio alla dea, lo scorpione fu trasformato in costellazione e lo stesso avvenne per Orione: ecco perché la costellazione di Orione viene eternamente inseguita da quella dello Scorpione. Secondo un’altra versione, invece, Artemide era effettivamente innamorata di Orione che condivise con lei la passione per la caccia, ma Apollo, il fratello gemello di Artemide, volle porre fine con l’inganno a quel legame: vedendo da lontano sul mare un piccolissimo punto che altro non era che la testa di Orione, sfidò Artemide ad una gara di tiro a segno. Artemide, infallibile con la sua freccia, vinse la gara uccidendo involontariamente il suo amato.

Secondo quanto riferito da Diodoro Siculo (lib.IV.85), il mito di Orione era diffuso sullo stretto di Messina; il nostro eroe costruì per Zancle, re della città che aveva il suo nome (l’attuale Messina), il porto. Un’altra sua fatica fu la formazione del promontorio Peloro e l’innalzamento su questo, di un tempio dedicato al dio del mare Poseidone.

Non si trovano altre notizie sul culto di Orione in Sicilia, ma il particolare raccontato da Diodoro farebbe pensare che questo mito fosse stato importato dall’Eubea, da cui provenivano i colonizzatori di Messina, e che tale culto non sia riuscito, in seguito, a diffondersi nell’isola.

Diversamente avvenne per il culto di Artemide, personificazione femminile della caccia. In ogni caso bisogna tenere presente che, anche nella mitologia greca, Orione, in quanto mortale, era considerato meno degno di attenzione rispetto alla dea immortale Artemide e che l’uccisione di Orione da parte di Artemide potrebbe, in un certo senso, idealizzare proprio la soppressione del culto di Orione e la sopravvivenza di quello di Artemide.

Luoghi indicati nel registro LIM della Regione Sicilia (Luoghi dell’Identità e della Memoria)  – Settore “Luoghi degli dei e divinità minori:

  • Porto di Messina (Messina)  

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