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Festa dell'Immacolata

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Termini Imerese, PA, Italia
Via Manzoni Termini Imerese Sicilia 90018 IT

Festa dell’Immacolata

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Inserimento scheda: Heritage Sicilia 

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Scheda tecnica elaborata da: Regione Sicilia – Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana – CRicd: Centro regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione e filmoteca regionale siciliana

N. Prog. 89
Bene: Festa dell’Immacolata
Libro: REI – Libro delle celebrazioni
Data approvazione: 13-04-2007
Categoria: Festa patronale
Provincia: Palermo
Comune: Termini Imerese
 
Notizie Cronologiche
Il culto dell’Immacolata a Termini Imerese risale al seicento, fu nel 1623 che nella Chiesa Madre venne eretto un grandioso altare barocco, in stucco, legno e marmo, posizionato nel transetto sinistro su cui veniva raffigurata l’Immacolata Concezione con le mani giunte sul petto. L’anno dopo, nel 1624, venne fatto voto solenne dai giurati della città e dal popolo devoto: una lapide, posizionata sul muro sinistro accanto al portone centrale della Duomo, ne ricorda il patto, o meglio la garanzia che i termitani difenderanno sempre l’Immacolata Concezione di Maria.
La processione che si svolge tutt’ora alle 4:00 del mattino è tradizionalmente la più caratteristica: prima dell’arrivo della luce elettrica (anno 1905), il percorso della processione notturna era rischiarato da enormi fasci, legati ben stretti ed incendiati, di ampelodesma, ‘ddisa, pianta fibrosa che cresce abbondante sulle pendici del monte S. Calogero.
Nella veglia antecedente la processione notturna, si consumava ‘a favazza, costituita da una pasta lievitata, posta in una grande teglia precedentemente oliata, ricoperta abbondantemente di pomodoro maturo a pezzi, cipolla, caciocavallo a pezzi, acciuga salata, origano ed olio, preparata dalle massaie e cotta nei vari forni cittadini. Oggi alla favazza si aggiungono numerose e succulente pietanze e dolci caratteristici.
Per tutto il ‘900 il 29 novembre era considerato un giorno importante in cui tutti si ritrovavano ad affollare la Cattedrale di Termini, si svolgeva in tale data nelle ore pomeridiane il novenario solenne, consistente in una lunga omelia in cui il sacerdote, e spesso rappresentanti di ordini religiosi, parlavano delle grandezze e delle grazie che Maria dispensa. Questa tradizione fu istituita da Agostino La Nasa nel 1888, nacque come occasione durante la quale si raccoglievano i fondi per lo svolgimento della festività dedicata all’Immacolata. La chiesa per l’occasione del novenario veniva allestita con lunghi festoni di colore bianco azzurro, frangiate d’oro, che cadevano lungo le colonne della cupola centrale, altri festoni decoravano tutti i cornicioni e il preambolo dove risiedeva l’immagine della Madonna esposta solennemente sotto grandi e pregiati apparati.
Ricorrenza: Annuale
Data: 8 Dicembre
Occasione: Festeggiamenti in onore dell’Immacolata Concezione
Funzione: Devozionale/Patronale
Attori: Componenti del clero locale, portatori di fercolo appartenenti alle tre confraternite di S. Francesco Saverio, dell’Immacolata della Maggior Chiesa e dell’Immacolata di Porta Palermo, devoti.
Partecipanti: Devoti, comunità locale, turisti
Descrizione: Il popolo termitano ha da sempre uno stretto legame con la figura dell’Immacolata ed il suo culto è talmente radicato che non solo le famiglie termitane ma anche i discendenti degli emigrati lo coltivano ancora oggi. L’Immacolata, infatti, è la Patrona principale della città e si può affermare che tra le festività religiose è la più sentita ed attesa. In quasi tutte le chiese di Termini Imerese si venera un’immagine della Madonna sotto tale titolo e sono addirittura tre i simulacri che vengono condotti in processione l’8 Dicembre in giro per tutto il paese.
Le tre processioni cittadine che si svolgono tradizionalmente sono:
– la mattina dell’8, a partire dalle 4:00, il simulacro della Madonna della Neve, o Madonna di Notte, viene condotto dalla confraternita di S. Francesco Saverio, dal Santuario della Madonna della Consolazione, sito a Termini bassa, fino alla Cappella del S. Salvatore a Termini alta, nella quale entra intorno alle 8:30;
– a mezzogiorno, dal Duomo, sito a Termini alta, la confraternita dell’Immacolata della Maggior Chiesa, conduce il simulacro, realizzato nel 1799 dallo scultore Francesco Quattrocchi, fino alla Chiesa del Carmelo, a Termini bassa, in cui arriva intorno alle 14:30;
– la sera, a partire dalle ore 19:00, la confraternita dell’Immacolata di Porta Palermo conduce il simulacro, collocato in una cappella incastonata nell’antico muro di cinta della città nei pressi della Porta Palermo, a Termini bassa, fino alla Chiesa di S. Carlo, a Termini alta, terminando il suo percorso verso le 23:00.
Otto giorni dopo sono ripetute le processioni per riportare i simulacri alle loro rispettive chiese di appartenenza. Particolarmente seguita è la processione che riporta il simulacro al Duomo, nella piazza davanti la Chiesa del Carmine si radunano i fedeli con grosse torce accese in mano in attesa che venga fuori il simulacro dell’Immacolata, la lunga processione si avvia verso Termini alta: risale via Vittorio Emanuele, imbocca la monumentale scala di via Errante dove a rilento i portatori riescono a far salire il pesante fercolo e dopo la tradizionale corsa in via E. Setti Carraro e lo spettacolo pirotecnico al Belvedere, il simulacro viene richiuso all’interno della cappella al Duomo.
Durante i percorsi delle processioni sono eseguiti dei canti popolari tradizionali che tutti i fedeli intonano con profonda partecipazione ed intensa spiritualità, che si ripete per antica tradizione di generazione in generazione, una fede viva che accresce e arricchisce l’animo dei termitani che si rivolgono alla Vergine affinché li protegga e conceda loro serenità.
La devozione sincera e profonda per l’Immacolata si può riscontrare osservando l’enorme partecipazione di folla alle varie processioni e, soprattutto, quando il simulacro del Duomo viene estratto dalla cappella dove viene custodito tutto l’anno.
 
Bibliografia
Catanzaro, Giuseppe. 1997. La festa dell’Immacolata a Termini Imerese, il racconto del Novenario solenne. Bagheria: stampato a cura del Lions Club di Termini Imerese.
 
Catanzaro, Giuseppe. 2001. La festa dell’Immacolata a Termini Imerese, l’oro della Madonna. Bagheria:stampato a cura del Lions Club di Termini Imerese.
 
Giunta, Enzo. 2003. Il culto dell’Immacolata a Termini Imerese: attraverso la storia delle Confraternite Mariane. Termini Imerese: Creativa.
 
 
 
Note
Durante la festa viene recitata questa preghiera scritta agli inizi del ‘900 dal sacerdote Tommaso Giunta (1882-1976):
A Mmaculata
Virgini bedda, Matri Mmaculata
l’ultima ura di ‘sta vita amara
io vogghiu chi vi fussi cunsacrata,
pignu di fidi e di spiranza cara.
Vui siti la patruna e l’avvucata
senza difettu e senza nudda tara,
salva st’armuzza afflitta e scunsulata,
dammi pirdunu cu sintenza chiara.
Salva l’umanità, salvaci tutti,
lu poviru cunsola e l’ignuranti
e di l’amuri tuo dacci li frutti.
Dintra lu celu, ‘nsemmula a li santi
vinti e dispersi li terreni flutti,
Evviva! canteremu tutti quanti.
 
 
La pregevole scultura dell’Immacolata Concezione di Termini Imerese, in legno di cipresso, venne realizzata nel 1799 dal palermitano Francesco Quattrocchi, su modello della statua argentea della Cattedrale di Palermo. Nel 1888 il pittore termitano Giuseppe Culotta la ridipinse totalmente. Mentre nel 1995, a causa delle precarie condizioni in cui versava il simulacro e il fercolo, venne eseguito il restauro.
In passato, seguendo un rigoroso rituale di addobbo, si usava avvolgere l’intero manto della Madonna con pregevoli oggetti preziosi offerti dai fedeli; adesso questi doni, che nel corso degli anni hanno raggiunto un considerevole quantitativo ed un notevole valore economico e storico-artistico, sono custoditi nella Maggior Chiesa e sono esposti soltanto per particolari ricorrenze sotto attenta sorveglianza.
Nel 2004 viene effettuata una mostra sull’Immacolata nella Basilica di San Francesco d’Assisi a Palermo: lì la statua venne considerata come il supremo lavoro realizzato da Francesco Quattrocchi.
Autore Scheda: Maria Rosaria Paterno’

 

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