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Festa della Madonna della Lettera

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Messina, ME, Italia
Molo Norimberga Messina Sicilia 98122 IT

Festa della Madonna della Lettera

 Secondo la tradizione San Paolo, giunto a Messina per predicare il Vangelo, convertì molti cittadini  e quando nel 42, San Paolo si accingeva a tornare in Palestina, alcuni messinesi chiesero di accompagnarlo per poter conoscere la Madonna di persona. Così una delegazione di messinesi si recò in Palestina con una missiva, nella quale i molti concittadini convertiti alla fede di Cristo professavano la loro fede e chiedevano la protezione di Maria.

Maria, in risposta alla missiva, inviò indietro una sua lettera, scritta in ebraico, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli custodita adesso presso il Duomo di Messina ed esposta nel giorno del Corpus Domini incastonata nell’albero di un piccolo galeone costruito in argento, che rappresenta uno degli esempi della protezione della Madonna per Messina.

Il culto della Madonna della Lettera, si affermò solo nel 1716, anno in cui il monaco Gregorio Arena portò a Messina una traduzione dall’arabo della lettera di Maria. Da allora la città di Messina celebra la festa il 3 giugno, con una affollata processione del fercolo argenteo della Madonna. Il testo della lettera consegnata alla delegazione di messinesi recita:

“Umilissima serva di Dio,
Madre di Gesù crocifisso,
della tribù di Giuda,
della stirpe di Davide,
salute a tutti i messinesi
e Benedizione di Dio Padre Onnipotente.
Ci consta per pubblico strumento che voi tutti con fede grande
avete a noi spedito Legati e Ambasciatori,
confessando che il Nostro Figlio,
generato da Dio sia Dio e uomo
e che dopo la sua resurrezione salì al cielo:
avendo voi conosciuta la via della verità
per mezzo della predicazione di Paolo apostolo eletto
per la qual cosa benediciamo voi e la vostra città
della quale noi vogliamo essere perpetua protettrice.

Da Gerusalemme 3 giugno anno 42 di Nostro Figlio. Indizione 1 luna XXVII “

La frase Vos et ipsam Civitatem benedicimus (“Benediciamo voi e la vostra Città”) è oggi scritta a caratteri cubitali alla base della stele della Madonnina sul braccio estremo del porto di Messina.

Da notare che la data indicata nel testo della lettera è incongruente, dal momento che a quel tempo non esisteva la datazione cristiana.

Fonte: wikipedia

Inserimento scheda: Heritage Sicilia 

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Scheda tecnica elaborata da: Regione Sicilia – Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana – CRicd: Centro regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione e filmoteca regionale siciliana

N. Prog. 117
Bene: Festa della Madonna della Lettera
Libro: REI – Libro delle celebrazioni
Data approvazione: 19-05-2008
Categoria: Festa patronale
Provincia: Messina
 
Comune: Messina
 
Notizie Cronologiche
L’episodio, tramandato dalla tradizione e dalla fede, legato alla festa della Madonna della Lettera, risale al 42 d.C., anno in cui un gruppo di messinesi, in rappresentanza dell’intera città, convertitasi al cristianesimo grazie alla predicazione di San Paolo, si recò in Terra Santa per rendere omaggio alla madre di Cristo, ancora in vita. Qui, accolti dalla Madonna il 3 giugno, ricevono una lettera in cui Ella assicura in eterno la sua protezione alla città. L’8 settembre dello stesso anno, i messinesi tornano in patria.
Il culto dei messinesi alla Madonna della Lettera si sviluppa nel XVI secolo, la data fissata per la festa era inizialmente l’8 settembre, in ricordo del rientro dell’ambasceria.
Il 30 luglio 1636 un atto del Senato di Messina fissa ufficialmente al 3 giugno la data della festa, facendo riferimento, quindi, alla data in cui avvenne la visita alla Madonna.
Nel 1716, quando il basiliano Gregorio Arena portò a Messina la traduzione della presunta lettera scritta dalla Madonna (traduzione da un codice arabo, appartenuto al vescovo di Mardin e, a sua volta avuto dal patriarca di Antiochia, Ignazio) la Madonna della Lettera venne eletta ufficialmente Patrona della città e da allora la festività del 3 Giugno divenne più solenne.
Ricorrenza: Annuale
Data: 3 Giugno
 
Funzione: Devozionale
Attori: Le confraternite della diocesi di Messina nei loro abiti tradizionali sfilano composte in due file ai lati della processione.
Partecipanti: Comunità locale, turisti
Descrizione
Ogni anno, il 3 giugno, la città di Messina ricorda la consegna della Sacra Lettera alla delegazione di Messinesi in visita alla Madonna, rinnovando la devozione alla loro Patrona. Viene portato in processione il reliquiario contenente i capelli con i quali la Madonna (secondo la tradizione) legò la Sacra Lettera e una statuetta argentea posta su una vara, anch’essa d’argento. La processione si snoda per un percorso di circa 3 km tra le vie della città, preceduta da tutte le confraternite della diocesi, in abito tradizionale disposte su due file.
Durante la settimana antecedente la festa, tutti i giorni alle 13:00, le campane della città suonano per ricordare ai cittadini l’ora del rientro in patria dell’ambasceria alla Madonna.
In occasione della festa, il dipinto posto sull’altare maggiore della cattedrale, raffigurante la Madonna con il Bambino, viene ricoperto dalla cosiddetta Manta d’oro, sostituendo quella in argento che ricopre quotidianamente il dipinto. La Manta è la riproduzione in oro cesellato delle vesti della Madonna e del Bambino.
Bibliografia
Messina : Assessorato alla pubblica istruzione. 1992. Feste, fiere, mercati. S.d. Messina: EDAS.
Sitografia
 
Filmografia
 
Discografia
 
Note
La piccola vara processionale è realizzata in argento cesellato e la sua fattura risale al 1626. Su di essa, probabilmente, prima veniva posto solamente il reliquiario contenente il Sacro Capello della Madonna, oggi vi è posta anche una statuetta argentea, alta soli 90 cm, realizzata dal devoto Nunzio Magliani nel 1902.
Il reliquiario oggi portato in processione costituisce l’unico esempio esistente in Sicilia di lampada in cristallo di rocca con scanalature alternate di tipo dorico e ionico. È di forma piramidale con base tonda in argento dorato con piccole foglie, sormontata da una croce in bronzo dorato di epoca tarda. Di autore ignoto, il reliquiario (lampada) risale al X, XIII o forse al XV secolo.
(Scheda OA: 1900058782 – Reliquiario (Lampada) –  Autore della scheda: C. Ciolino)
 
Il dipinto raffigurante la Madonna con il Bambino posto sull’altare maggiore del duomo di Messina è un olio su tavola, riproduzione del XX secolo, ad opera di Adolfo Romano, dell’originario andato perduto nell’incendio del 1254. La Madonna è rappresentata a mezzo busto, su fondo dorato, con il Bambino benedicente sulle braccia. Giornalmente è ricoperto con una manta d’argento, sostituita con la ricca manta in oro soltanto il 3 giugno, in occasione della festa.
(Scheda OA: 1900058612– Dipinto raffigurante La Madonna con il Bambino –  Autore della scheda: C. Ciolino)
 
La Manta d’oro (160 x 98 cm) delinea le vesti della Madonna e del Bambino con una raffinata lavorazione in cesello d’oro che riproduce le pieghe e i ricchi tessuti secenteschi, quali damasco e broccato. L’opera risale al XVII secolo: come si può leggere nell’iscrizione su di essa riportata, fu iniziata nel 1661 e terminata nel 1668 da «Innocenzo Mangani, argentiere scultore architetto fiorentino». Nel corso del tempo è stata impreziosita ulteriormente da gioielli, pietre e smalti, donati da nobili e arcivescovi in segno di devozione alla Madonna della Lettera. È custodita nella stanza del tesoro della cattedrale intitolata alla Madonna Assunta.
(Scheda OA: 1900058765 – Manta  – Autore della scheda: C. Ciolino)
 
La Sacra Lettera: la verità storica della lettera scritta dalla Madonna ai Messinesi, nel tempo è stata smentita e poi confermata. Sicuramente l’originale della lettera non esiste più; nel tempo pare sia andata perduta, ma ne resta traccia in alcuni documenti storici, nell’iconografia legata all’episodio dell’incontro con la Madonna, oltre che nella tradizione. La lettera fu scritta in ebraico o arabo antiocheno, con caratteri siriaci, in seguito tradotta in greco e poi in latino da Costantino Lascari. Di certo Messina ricorda questo evento e soprattutto la protezione promessa dalla Madonna in molte occasioni. Per citare qualche esempio: la statua posta all’ingresso del porto raffigura proprio la Madonna con un braccio alzato nell’atto di benedire la città mentre nell’altra mano tiene la lettera. Ai piedi della statua sono riportate le parole che chiudevano la Sacra Lettera: Vos et ipsam civitatem benedicimus. Mentre tra le scene che alle 12:00 di ogni giorno animano l’orologio del Duomo, ve n’è una che raffigura l’ambasceria alla Madonna.
Autore Scheda: Mariangela Riggio
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