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Arte Orafo-Argentiera Palermitana

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Palermo, PA, Italia
257 Via Vittorio Emanuele Palermo Sicilia 90133 IT

Arte Orafo-Argentiera Palermitana

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Inserimento scheda: Heritage Sicilia 

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Scheda tecnica elaborata da: Regione Sicilia – Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana – CRicd: Centro regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione e filmoteca regionale siciliana

N. Prog.
148
Bene
Arte Orafo-Argentiera Palermitana
Libro
REI – Libro dei saperi
Data approvazione
12-04-2011
Categoria
Saperi
Provincia
Palermo
Località
Piazzetta Meli, Via dell’Argenteria Nuova
Comune
Palermo
Denominazione locale
Quadrilatero delle maestranze
Notizie Cronologiche
La maestranza degli Orafi e degli Argentieri di Palermo viene istituita il 12 maggio del 1447 su volere di Alfonso il Magnanimo, Re di Castiglia, Aragona e Sardegna con l’introduzione del marchio di garanzia dell’argento, l’aquila con le ali rivolte verso il basso e la sigla RUP (Regia Urbs Panormi). Il marchio venne introdotto con lo scopo di proteggere il compratore dalle frodi e garantire la lega dell’argento, infatti, ogni anno un argentiere ricopriva la carica di console degli orafi e un orafo quella degli argentieri. La carica di console durava dal giugno dell’anno di elezione a quello successivo, mantenendo sempre lo stesso punzone anche nel cambiare dell’anno. I consoli con i loro punzoni garantivano la qualità della lega dell’argento con cui era realizzata l’opera, dalla quale prelevavano un campione; gli argentieri con i loro marchi, caratterizzati dalle iniziali del loro nome e cognome e talora da un segno distintivo, se ne dichiaravano artefici.
Nel 1715 il marchio viene sostituito con l’aquila con le ali rivolte in alto in linea con lo stemma del nuovo sovrano Vittorio Amedeo di Savoia, re di Sicilia dal 1713. Dal 1758 con l’Editto del Viceré Fogliani il marchio di garanzia viene apposto anche sugli oggetti in oro e sui gioielli, fino a quel momento privi di marchiatura.
Nella seconda metà del XVIII secolo viene redatto il manoscritto dei Capitoli della professione degli orefici e argentieri di questa felice e fidelissima città di Palermo, testo ritrovato da Maria Accascina nei primi del ‘900 presso la Biblioteca Comunale, e rielaborato e approfondito dai recenti studi di Silvano Barraja.
La maestranza viene soppressa il 13 marzo 1822. Nel 1826 Francesco I, con Regio Decreto, il 14 aprile stabiliva le nuove norme per bollare l’oro e l’argento attraverso l’istituzione delle Officine di Garanzia, ufficio preposto alla punzonatura degli oggetti in oro e argento. I marchi dovevano essere tre, quello del fabbricante (l’orafo o l’argentiere), quello del Saggiatore (che sostituiva la figura del console) e quello di garanzia costituito dalla testina di Cerere accompagnata da un numero relativo alla caratura del metallo, uguale per tutta la Sicilia. Scomparivano così non solo l’aquila di Palermo, ma anche gli altri punzoni delle diverse maestranze di orafi e argentieri della Sicilia.
Si devono a Gioacchino Di Marzo nel XIX secolo e a Maria Accascina nel XX i primi pionieristici studi sull’argomento.
Ricorrenza
Data
Dal 12 Maggio 1447 al 13 Marzo 1822 (maestranza storica)
Occasione
 
Funzione
Tradizionale
Attori
Eredi dell’antica maestranza palermitana
Partecipanti
 
Descrizione
In Sicilia storicamente il settore dell’Arte Orafa e Argentiera drappresenta una realtà fortemente connotata. Lungo un percorso di millenni, sono state acquisite e tramandate conoscenze, ancora utilizzate quotidianamente, che grazie alla dimensione artigianale conservata a Palermo, risultano ancora applicate e applicabili consentendo la commissione di pezzi unici o piccole serie senza i vincoli e i parametri della produzione industriale. Tutto risulta da un’eccezionale combinazione di eventi che hanno tenuto a debita distanza l’industrializzazione del settore e hanno favorito una stretta correlazione con il territorio, conservando parte della localizzazione di botteghe e strutture della filiera (fonditori, tornitori, cesellatori, incisori) all’interno del centro storico, spesso sugli stessi assi viari.
Il capoluogo della Sicilia vanta non poche preziose rarità. Si trovano qui numerose botteghe e alcune fabbriche di argentieri, capaci ancora oggi di offrire prodotti raffinati per concezione ed esecuzione manuale, perpetuando senza soluzione di continuità un’arte che risale alla preistoria. Questo aspetto è testimoniato dalle ricche collezioni dei musei locali, come quello archeologico, intitolato ad A. Salinas, o la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis o, ancora, i numerosi Musei Diocesani. L’Università di Palermo ha creato l’Osservatorio delle Arti Decorative in Italia, che svolge da tempo un accurato lavoro di catalogazione e divulgazione di questo patrimonio, continuando l’opera di una grande studiosa del settore, Maria Accascina. Infine la Scuola Orafa Arces, nella quale si sono formati nuovi maestri artigiani, giovani con idee innovative ai quali i vecchi maestri hanno pazientemente trasmesso i trucchi del mestiere.
La produzione artistica degli orafi e argentieri del palermitano si caratterizza per la permanenza e la prosecuzione del mestiere di “bottega” dell’orafo e dell’argentiere, oggi ancora vivo grazie al “sapere” di anziani maestri presenti per lo più nell’area del Centro Storico di Palermo.
Nell’organizzazione del lavoro di bottega vige la separazione delle fasi di lavorazione che va dalla preparazione di tutto il materiale necessario (lamine, fili, grani e brasature) alla vera e propria creazione (lavorazione, rifinitura e lucidatura).
Le tecniche principali dell’Oreficeria e dell’Argenteria ancora presenti delle botteghe palermitane si distinguono in principali (formatura) e in secondarie (rifinitura, decorazione) e sono: fusione a cera persa che prevede la colata del metallo fuso in una cavità lasciata libera da un modello realizzato in cera; fusione a matrice dove il metallo liquefatto ad altissima temperatura viene colato dal crogiolo all’interno di una matrice che riproduce in negativo l’oggetto che si vuole ottenere; sbalzo e cesello che sono tecniche decorative dei metalli senza asportazione di materiale, che creano volumi attraverso una deformazione ottenuta con ceselli (sbalzo) o imprimono il disegno lavorando dal diritto (cesello);granulazione (oreficeria) che consiste nel decorare saldando, su un pezzo predisposto, minuscole sfere di metallo prezioso in modo da ottenere disegni anche complessi; filigrana che impiega filo ridotto in modo da ottenere una treccia sottilissima, che sarà successivamente schiacciata; brasatura(oreficeria)/saldatura (argenteria): una brasatura forte tradizionale (lega Au+CU+AG) e una soluzione brasante liquida (con materiale d’apporto ridotto in maniera infinitesimale); incastonatura (oreficeria), che consiste nell’assemblaggio delle pietre preziose sul supporto metallico mediante l’uso del bulino da incastonatura; limatura e lucidatura (oreficeria/argenteria), azione volta a raffinare l’oggetto mediante spazzole, carte abrasive o lime di diverso formato.
Tra i maestri attivi nel panorama palermitano si ricordano, solo per citarne alcuni, l’argentiere Antonino Amato, l’argentiere Piero Accardi, l’argentiere Emilio Marchesini, il cesellatore Benito Gelardi, l’orafo Giuseppe Amodeo, l’orafo Pietro Maniscalco, il gioielliere Giorgio Fecarotta, il gioielliere Silvano Barraja.
 
Confronta schede:
Bibliografia
Accascina, Maria. 1974. Oreficeria di Sicilia dal XII al XIX secolo. Palermo: S.F. Flaccovio.
 
Accascina, Maria. 1976. I Marchi delle argenterie e oreficerie siciliane, Busto Arsizio (MI): Bramante.
 
Barraja, Silvano. 2011. I Marchi degli argentieri e orafi di Palermo, 2º edizione, Palermo 2011.
 
Bucco, Gabriella. 1996. Le tecniche orafe in Italia fra tradizione e progresso tecnologico, in Gioielli in Italia. Temi e problemi del gioiello italiano dal XIX al XX secolo, atti del convegno a cura di Lia Lenti e Dora Liscia Bemporad, Venezia: Marsilio.
 
Di Natale, Maria Concetta. 1999. Le arti decorative dal Quattrocento al Seicento, in Storia della Sicilia, vol. IX Arti figurative e architettura in Sicilia, Catania.
 
Di Natale, Maria Concetta. 2008. Gioielli di Sicilia, 2º edizione, Palermo: S.F. Flaccovio.
 
Di Natale, Maria Concetta. 2010. Ori e argenti del Tesoro della Cattedrale di Palermo, in Maria Concetta Di Natale e Maurizio Vitella, Il Tesoro della Cattedrale di Palermo, Palermo: S.F. Flaccovio.
 
Di Natale, Maria Concetta, a cura di. 1989. Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, Milano: Electa.
 
Di Natale, Maria Concetta, a cura di. 2001. Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, Milano: Edizioni Charta.
 
Di Natale, Maria Concetta e Vincenzo Abbate, a cura di. 1995. Il Tesoro nascosto. Gioie e argenti per la Madonna di Trapani, Palermo: Novecento.
 
Grasso, Santino e Maria Concetta Gulisano, a cura di. 2008. Argenti e Cultura Rococò nella Sicilia centro-occidentale. 1735-1789, Palermo: S.F. Flaccovio.
 
Maltese, Corrado e Maria Concetta Di Natale, a cura di. 1973. Le tecniche artistiche, Milano: Edizioni Mursia.
 
Musolino, Grazia. 1995. Repertorio dell’oreficeria votiva nelle chiese eoliane un contributo catalografico, in Atlante dei Beni Storico Artistici…delle Isole Eolie, Messina: Edas.
 
Vitiello, Luigi. 1995. Oreficeria moderna. Tecnica e pratica, Milano: Hoepli.
Sitografia
 
Filmografia
 
Discografia
 
Note
Il 24 gennaio 2009 è stato creato ufficialmente il Comitato «Festa di S. Eligio» su forte stimolo dell’Argentiere Piero Accardi, composto da esponenti di varie realtà cittadine, per farsi carico degli aspetti organizzativi relativi alla tradizionale messa e per promuovere il progetto di ripristino della omonima Chiesa, luogo di riunione e di lavoro dei rappresentanti delle due maestranze dal ‘600.
Dal 1995 al 2014 è stata attiva a Palermo la Scuola di Formazione per orafi e argentieri del Collegio Universitario Arces, in cui hanno insegnato come docenti alcuni fra i migliori maestri di quest’arte operanti a Palermo. La Scuola si è occupata della formazione degli post-diploma e post-laurem, portando avanti l’idea di un nuovo ruolo dell’artigiano specializzato, proponendo un forte collegamento con le Istituzioni Scolastiche, Istituzioni Universitarie e le Botteghe artistiche dei maestri affermati (Mostra delle AllieveAntichi mestieri a Natale, Palazzo Steri Palermo 2012-2013).
Di recente apertura nel panorama formativo palermitano è la Monreale School of Arts & Crafts che nasce in continuità ideale con la “Scuola Orafa di Palermo” per la memoria dell’artigianato dei preziosi.
Autore Scheda
Chiara Dell’Utri
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