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225 Via Xiboli Caltanissetta Sicilia 93100 IT

Torrone di Caltanissetta, Turruni

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Prodotto inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT)

Tipologia PAT : Paste fresche  e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria

Area di Produzione

Scheda tecnica del prodotto agroalimentare tradizionale (P.A.T)

 

Territorio interessato alla produzione: Caltanissetta.

Descrizione sintetica del prodotto: Prodotto della pasticceria a pasta dura o friabile ricoperto o no di cioccolato.

Descrizione delle metodologie di lavorazione, conservazione e stagionatura: Ingredienti: mandorle (varietà tuono), pistacchi, miele, albume d’uovo, zucchero e sciroppo di glucosio; per le varianti di torrone ricoperto anche: pasta di cacao, burro di cacao, emulsionante lecitine di soia, aromi ed almeno il 55% di cacao. Lavorazione del torrone tradizionale: vengono cotti gli ingredienti mescolando, a fiammma bassa, per circa otto ore; le mandorle e i pistacchi vengono aggiunti nella fase finale della cottura. I torroni ricoperti o Fantasia si ottengono dalla macinazione del torrone tradizionale, le cui polveri vengono infornate a temperatura media, segue poi la fase di copertura. Nelle varianti Iolanda e Zara è presente un ripieno di pralines ottenuto dalla raffinatura di mandorle e zucchero fino a diventare crema. La variante Pepita è un torrone morbido a forma di piccoli quadratini, cui viene sovrapposta una mandorla intera fissata da una goccia di cioccolato. La variante Elena è croccante a forma di piccoli rettangoli di peso di circa 15 grammi. La variante Umberto è come Elena, ma di formato più grande. La variante Splendor è un torrone croccante a forma di piccoli cilindri del diametro di circa 1 cm. e della lunghezza di circa 6 cm., la cui lavorazione, fino agli inizi degli anni ’80, era interamente manuale.

Materiali e attrezzature specifiche utilizzate per la preparazione e il condizionamento: Per la cottura,  gli ingredienti vengono mescolati in una caldaia dal fondo di rame; l’impasto viene poi distribuito all’interno di telai di legno di forma rettangolare, dove viene steso e lavorato con mattarelli di legno (questa fase è detta incorporare, in dialetto intulare). Vengono aggiunti altri pistacchi tritati con la macchina raffinatrice.

Dopo il raffreddamento, il torrone viene estratto dai telai e porzionato a mezzo della macchina taglierina in pezzi da 50, 100, o 250 grammi. Fino agli inizi degli anni ’80, le operazioni di incarto e confezionamento erano manuali; oggi avvengono per mezzo di una macchina flowpack che effettua anche la chiusura sottovuoto. Per ottenere forme cilindrico-rettangolari, il macinato viene lavorato in appositi telai in legno chiamati canalette. Tutte le varianti di torrone, tradizionale e ricoperto, si conservano a temperatura ambiente e lontano da fonti di calore, disposte, su fogli di pergamino, all’interno di cassetti in legno, rettangolari, dal bordo alto, coperto da altro pergamino e da altro cassetto in legno.

Tutte le varianti di torrone vengono incartate in stagnole colorate o cellophane ed infine confezionate all’interno di contenitori in cartone o in latta.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura: I locali di lavorazione devono essere idonei ad ospitare i macchinari e le attrezzature, che risultano piuttosto ingombranti. I locali per la consevazione devono essere separati dai locali di lavorazione, adeguatamente freschi e relativamente asciutti, in quanto oltre il calore, anche l’umidità altera le caratteristiche organolettiche del torrone.

Elementi che comprovino che le metodologie siano state praticate in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni: Attestazione della Camera di Caltanissetta sull’attività di fabbrica di torrone esercitata da talune imprese di Caltanissetta dal 1895, delle quali una ha iniziato l’attività nel 1870 (prima della iscrizione alla Camera di Commercio). Documentazione fotografica e articoli vari di giornali. Elenco premi ed attestati ricevuti dal 1895, estremi di pubblicazioni varie.

Fonte Schede Pat: Regione Sicilia 

Scopri altri aspetti della Banca Dati Patrimonio Enogastronomico siciliano 

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Se vuoi invece conoscere tutte le banche dati del Patrimonio Culturale siciliano: Data Maps Heritage

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