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Guida alla Villa Romana del Casale

sala bikiniLa Villa del Casale è una villa tardo-romana i cui resti sono situati pochi km (circa 4) da Piazza Armerina, in contrada Casale, sulla strada provinciale per Barrafranca. La Villa si trova ai piedi del monte Mangone, fu edificata intorno al III o IV secolo d.C
su un area già occupata sin dal IIsec. da una “villa rustica” e al centro di un abitato rurale nell’ambito di un esteso latifondo.  La struttura è stata costruita seguendo l’andamento del terreno per cui risulta strutturata a terrazze su tre diversi livelli e si sviluppa su una superficie di circa 4.000. Nel Dicembre del 1997, la Villa è stata inserita nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Cenni Storici e breve descrizione

villa del casaleLa Villa fu edificata intorno al III o IV secolo d.C su un area già occupata sin dal II sec. da una “villa rustica” e al centro di un abitato rurale nell’ambito di un esteso latifondo. La Villa, o parti di essa, anche se con con vari adattamenti funzionali furono abitate anche in periodo arabo (X-XI sec) e normanno (XI-XII sec.) Il Villaggio medievale in cui risiedeva la Villa che nel frattempo aveva preso il nome di Plàtia venne distrutto nel 1160-61 e ricostruito dopo pochi anni nell’attuale sede di Piazza Armerina. La Villa fu abbandonata e di essa non rimasero altro che ruderi, anche se nelle vicinanze, non dovettero scomparire del tutto, insediamenti abitativi di tipo agricolo. Nel XV secolo era presente un centro conosciuto come Casale, da cui la Villa ha preso l’attuale nome. I ruderi della Villa erano visibili ai tempi di  Jean Pierre Houel che visito la Sicilia nel 1776-1779 e che ebbe modo di rappresentare i ruderi in uno dei suoi acquarelli. Dopo i primi scavi del 1812 (Sabatino del Muto) e del 1881 (Luigi Pappalardo), una prima campagna di scavi fu condotta nel 1929 da Paolo Orsi, che scoprì il primo mosaico (le fatiche di Ercole), e una seconda, condotta a varie riprese dal 1935 al 1939 da Giuseppe Cultrera, sotto il patrocinio di Biagio Pace, mise in luce tutto il triclinio con l’antistante portico ellittico. Ma i veri scavi che hanno messo in luce la gran parte della Villa avvennero nel (1950-54), sotto la direzione di Gino Vinicio Gentili. Negli anni 70 i restauri che portarono al sistema di copertura in plexiglas progettato dall’arch. Franco Minissi. Lo scavo è da considerarsi ancora incompleto, perché restano da scoprire le dipendenze della villa che sono sepolte ancora nei dintorni. Negli ultimi anni è in corso, a cura della missione di scavo dell’Università La Sapienza di Roma diretta dal prof. Patrizio Pensabene, una campagna di scavo nella zona sud, che ha messo in luce un antico abitato d’epoca medioevale. Nel 2006 inizia una seconda fase di restauro che prevede la sostituzione della copertura precedente. Nel 2012 la Villa è stata riaperta al pubblico, anche se alcuni locali non sono ancora del tutto visitabili.

La Villa, presenta quattro nuclei connessi tra di loro:

* ingresso monumentale a tre arcate con cortile poligonale (1-2);

* complesso termale (3-10);

* corpo centrale della villa, organizzato intorno ad una corte a peristilio quadrangolare, dotata di giardino con vasca centrale (11-31);

* Triclinio preceduta da un peristilio ovoidale circondato a sua volta da un altro gruppo di vani (33, 34, 36);

Molte delle sale della residenza presentano il pavimento con mosaici figurati in tessere colorate.

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© Centro Studi Helios

 

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