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Villaggio preistorico dei Faraglioni

Il Villaggio dei Faraglioni sorge presso la punta settentrionale dell’isola su una spianata tirreniata a m 17 sul livello del mare, difeso da una possente muraglia rafforzata da tredici torri. Nel villaggio la Soprintendenza ha svolto diverse campagne di scavo, quelle degli anni 1974, 1975, 1977, 1980, furono interventi limitati, mi furono affidate dal Soprintendente prof. Vincenzo Tusa. Gli scavi, sebbene molto contenuti, rivelarono che il villaggio era stato realizzato secondo un piano urbanistico preordinato, certamente influenzato da contatti avuti col mondo miceneo.
Le “case” del villaggio sono delle capanne che ricordano i più evoluti pagliai siciliani; hanno forma ellittica ed anche quadrata con gli angoli arrotondati , talvolta con una panchina su un lato, un atrio, un magazzino. I muri raggiungono anche l’inconsueta altezza di circa un metro. Le campagne di scavo degli anni 1991, 1992, 1994, sono state affidate dal Soprintendente dr.ssa Carmela Angela Di Stefano al dr. Ross Holloway della Brown University. Altre campagne di scavo si sono svolte in questi ultimi anni con la direzione della dr.ssa Francesca Spatafora. L’interno delle capanne è disseminato di ceramica, di foggie diverse, in quantità che non ha confronti nel nostro territorio: teglie simili alla forma moderna, del diametro medio di cm 60 con un massimo di un metro. Orci di varie dimensioni, da cm 20 a cm 95. Tazze attingitoio con presa a staffa oppure con un lungo nastro con apice talvolta “cornuto”. Numerosi, pure, gli alari e corni fittili, probabilmente entrambi di uso votivo, e tant’altre forme. La forma vascolare più ricorrente è la tazza o coppa su alto piede a tromba, alta cm 40 circa, biansata, da questa si dipartono delle nervature modellate a volute che si sviluppano fino agli spazi intermedi. Questa forma assai tipica e molto elegante la proposi come simbolo di questo villaggio (Mannino,1997). Nel 1991 nel corso degli scavi nel villaggio accadde un episodio simile al noto ritrovamento delle teste di granito di Modigliani, scolpite da tre amici fiorentini rinvenute nel fosso mediceo. Alcuni burloni pensando di fare un interessante scherzo agli scavatori del villaggio, fecero in modo che nell’aria indagata si rinvenisse un reperto da loro foggiato, singolare, di eccezionale interesse, addirittura una piccola “statua femminile in tufo” gli scavatori rinvenuti in reperto pensarono ad un botros, cioè ad una fossa votiva e, conseguentemente il dr. Holloway pensò anche ad un santuario. Dopo la pubblicazione di un relativo saggio su “Sicilia Archeologica”, pervennero alla rivista tre immagini a colori del reperto “in corso d’opera”, prove inconfutabili di un falso sul quale gli organi competenti ancora non si sono pronunciati, e con il loro silenzio continuano a coprire una pessima collaborazione. Quei saggi furono ritenuti “sbancamenti” dal grande maestro della tradizione siciliana, Luigi Bernabò Brea nel corso di una conferenza per celebrare il gemellaggio Ustica-Isole Eolie. F°249 IV N.E., Isola di Ustica; UTM: UC42008735, Quota: m 18.

Fonte testo: Giovanni Mannino: Guida alla Preistoria del Palermitano – Elenco dei siti preistorici della provincia di Palermo – istituto Siciliani Studi Politici ed Economici)

Bibliografia e ulteriori documenti di approfondimento:

100)  PRIMA SICILIA – ALLE ORIGINI DELLA SOCIETA’ SICILIANA – volume primo a cura di Sebastiano Tusa Palermo 1997.

Ignazio Caloggero: La Sicilia tra Storia, Miti e Leggende. Vol. 1: Dalla Preistoria ai Fenici. Prima edizione 2018 – Edizione rivista e aggiornata del 2022

Ignazio Caloggero:

Storia di Sicilia – 1.4.1: Lo sviluppo della metallurgia

Storia di Sicilia – 1.4.2: Lo sviluppo sociale e culturale

Storia di Sicilia – 1.4.3: Le sepolture durante l’età dei metalli

Storia di Sicilia – 1.4.4:  I sentimenti religiosi durante l’età dei metalli

Storia di Sicilia – 1.4.5:  L’arte durante l’età dei metalli
 
Storia di Sicilia – 1.4.6:  Elenco dei siti del periodo eneolitico
 
Storia di Sicilia – 1.4.7:  Elenco dei siti età del bronzo

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Contributi informativi: Ignazio Caloggero Web

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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