Voti, Commenti e Esperienze utente
Dai una valutazione (da 1 a 5)
0.000
Luogo
Via Santa Maria di Gesù, n. 142, Palermo

Villa Riggio di Campofiorito

Via Santa Maria di Gesù, n. 142

La villa contiene una splendida fontana barocca. 

quanto segue è estratto da : http://www.ilportaledelsud.org/villatrabia.htm

Molte furono le ville costruite dalla grande famiglia dei Principi di Trabia nell’agro palermitano nel lungo periodo che li vide artefici della vita politica e sociale della città:Villa Trabia Campofiorito è una di queste.

Immersa nei fitti agrumeti di S. Maria di Gesù, antica borgata a sud-est di Palermo, vi si accede da un ingresso sull’omonima mia caratterizzato da due grandi pilastri posti a capo del largo viale che conduce allo spiazzo antistante la casa. Questa, particolarmente semplice e lineare nell’impianto planimetrico e nei prospetti, non lascia lontanamente immaginare cosa invece si nasconde poco oltre; una fontana che si pone come uno dei più significativi esempi di architettura barocca della Sicilia. Vi si giunge da un ciottolino che, proseguendo nella stessa direzione del viale d’accesso attraverso il fitto agrumeto, si apre poi quasi improvvisamente dando sfogo alla imponente maestosità di questo monumento che, nonostante il pessimo stato in cui versa, lascia ancora immaginare di quale bellezza abbia un tempo goduto.

La composizione è concepita come un arco di trionfo a tre fornici fermato, anzi “fotografato” potremmo dire, nell’attimo in cui un carro trainato da tre cavalli fa il suo ingresso nell’antistante piazzale. (V. foto 1).

Nonostante la profusione di decorazioni il monumento risulta molto ben controllato nella sua esuberanza decorativa dichiarando subito la non comune perizia del suo autore. Scandito verticalmente da colonne tortili che nascondono la loro funzione portante, ornato con scagliette di ossidiana, gusci di ostriche e conchiglie marine montate ora a boccioli di rosa, ora a grappoli d’uva, la fontana è un raro esempio di raffinato gusto dell’ornato architettonico e della decorazione in generale. (V. foto 2 – 3 – 4).

Non volendo trascurare nessuna delle tre arti maggiori l’autore volle inoltre completare figurativamente l’opera lasciando campo alla pittura nell’intradosso dell’arco centrale ed in diversi inserti pittorici a soggetto paesaggistico.

Un primo esame morfologico può essere condotto secondo due direttrici: una verticale, l’altra orizzontale. Analizzando il monumento secondo la prima si nota come, oltre ad essere simmetrico, almeno apparentemente, rispetto al proprio asse, esso sia caratterizzato da un alto corpo centrale, l’arco di trionfo sormontato da fastigio, affiancato poi da altri due corpi complementari con un arco minore per ciascuno.

Osservando invece la composizione secondo una direttrice orizzontale, la si può idealmente scomporre in due ordini: uno inferiore, dal piano campagna fino alla trabeazione ed uno superiore, comprendente l’arco centrale e le loggette sovrastanti i due archi e corpi laterali. Ma la sorpresa maggiore si ha osservando la fontana prima anteriormente e poi posteriormente: si scopre allora il significato scenografico della composizione che presenta la caratteristica di avere l’arco centrale posteriore ribassato rispetto a quello anteriore; come pure ribassate posteriormente appaiono le cornici alla base dell’arco. Tutto ciò conferma l’attento studio dell’autore mirante ad esaltare il complesso rispetto a predeterminati punti di vista. Altri elementi poi, anche se in un primo tempo incomprensibili e, secondo un giudizio affrettato forse attribuibili ad una presunta bizzarria dell’autore, confortano tale ipotesi.

Tornando per ora all’esame di primo approccio col monumento, appare fondamentale la trattazione di ciò che costituisce il fulcro della composizione: il carro. Questo, costituito da una grande conchiglie in muratura capovolta montata su ruote, è trainato da tre cavalli in marmo di Billiemi, la tipica pietra grigio – azzurra del palermitano; alle spalle del carro una grande foglia di acanto in muratura, un tempo tempestata di piccole conchiglie, conclude il complesso scultoreo. Dietro, una rupe artificiale fatta di innumerevoli stalattiti, culmina nel punto dal quale un tempo sgorgava l’acqua che, cascando giù per dei gradini ottenuti con lastre di ardesia poste di taglio, dopo varii e tortuosi percorsi finiva, attraverso le bocche dei tre cavalli, giù nella vasca delimitata anch’essa da un bordo in marmo di Billiemi. Sotto gli archi laterali simili giochi d’acqua conferivano all’intero complesso una gioiosa pulsazione di vita. Il carro marino, trainato dai tre cavalli in un gorgoglio di acque schiumose, richiama alla memoria la nascita di Venere.

Tale ipotesi è suffragata dalla presenza di bocciole di rose di cui il monumento è costellato; boccioli che, secondo il racconto mitologico, sbocciavano al passaggio della dea. Contrariamente a quanto potrebbe ritenersi, la dea non è e non è mai stata rappresentata in forma statuaria, in quanto assente alla sommità della cascata o in altro punto un qualsiasi basamento od anche traccia di esso; la dea,Venere, è dipinta nell’intradosso dell’arco centrale, condizione questa più confacente al suo status in quanto meno materialistica e più eterea, almeno nel concetto del tempo. Tra i resti dell’intonaco staccato si intravedono un braccio, parte di un mantello e le gambe di alcuni puttini. Sul carro poi trovava posto la statua dell’auriga, i resti della quale sono conservati dai proprietarii. Sul lato sinistro della fontana, nascondo da una duna di sabbia, sono i resti di un muro che, partendo dalla vasca retrostante, si sviluppa con andamento curvilineo verso lo spettatore; tracce di un muro analogo si riscontrano anche dal lato destro dove in particolare si nota una rientranza nel lato esterno della fontana che probabilmente doveva servire ad agevolare l’accesso alla vasca retrostante.

 

Bene vincolato ai sensi della legge 1089/1939 

scarica decreto:

 

D.A. n. 7369 del 17.11.93

 

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: Google

Contributi informativi: Ignazio Caloggero Web, 

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

Nota esclusione responsabilità

 

Informazioni sulla geolocalizzazione e sul tragitto per raggiungere il luogo
Visualizza il luogo con Street View (se presente). Pertinente solo se riferito a beni tangibili con indirizzo associato.
Luogo
Invia una comunicazione all'autore della pubblicazione

    Your Name (required)

    Your Email (required)

    Subject

    Your Message

    Share This Post
    Share