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Terravecchia di Cuti

Insediamento – Fortificazioni – Necropoli

Fortificazioni: lo scavo ha rivelato sulla sommità del monte la presenza di una serie di muri di fortificazione che circondano i due colli superiori e l’area intermedia; sono stati distinti in base alla cronologia ed alla disposizione topografica tre diversi complessi: il più antico si data alla prima metà del VI sec. a.C., il secondo cinge la collina orientale (seconda metà del VI sec.a.C.); in un terzo momento (fine del VI sec. a.C.) fu costruito un ultimo tratto con lo scopo di collegare e difendere la zona tra le due colline. Abitato: lo scavo di poche abitazioni (sette in tutto) nell’area superiore dell’abitato ha permesso di documentare che le costruzioni hanno sempre un orientamento differente, per adattarsi all’andamento del rilievo. Presentano pianta rettangolare e una semplice modalità costruttiva: frammenti di solenes con opaion testimoniano la presenza di ambienti  illuminati attraverso aperture sui tetti. Numerosi sono i materiali sporadici recuperati nell’area dell’abitato, tra cui si annoverano elementi metallici di estrema importanza, quali lamine bronzee decorate e bronzei a forma di c.d. lettuccio astragalo. Significativa è la serie di monete recuperate, con una preponderanza di quelle agrigentine, a conferma che l’abitato gravitava pienamente nel V sec. a.C. entro la sfera di influenza della colonia rodio-cretese. A differenza di altri abitati della Sicilia centro-meridionale mancano finora a Terravecchia tracce di frequentazione in età preistorica nell’area dell’abitato, la cui vita si data a partire dal VI sec. a.C. Alla fine del VI sec.a.C. l’abitato doveva avere già uno sviluppo significativo, essendo state ormai completate le fortificazioni dei due colli superiori, ed essendo la necropoli SO da tempo in funzione. La fine del V sec. a. C. segna un momento cruciale per l’insediamento: la ceramica più recente trovata sia nell’abitato sia nell’area sacra extraurbana e nelle necropoli si data a questi anni o forse agli inizi del IV sec.; certamente in questi anni l’abitato venne abbandonato e probabilmente la causa principale va
ricercata nel crollo di Agrigento e nel conseguente processo di sfaldamento del sistema di controllo politico ed economico esistente nel suo territorio. Necropoli: si distinguono più nuclei necropolari: la necropoli E occupa una piccola collina sabbiosa scavata nel 1959. Le tombe scavate sono
una trentina, hanno orientamento prevalente N/S e tipologia varia: dodici a cappuccina, dodici a fossa semplice scoperta, quattro a fossa semplice con copertura di lastroni calcarei o tegoloni posto in piano, due a fossa di dimensioni monumentali: un sarcofago fittile rettangolare, una deposizione dentro pithos, un’incinerazione entro bacino di bronzo. Tra il materiale dei corredi solo il 30% è costituito da vasi locali, il resto è di importazione attica o di produzione coloniale. La necropoli SE è di limitata estensione ed è situata su un piccolo pianoro a Se del Cozzo Terravecchia. L’area devastata dai clandestini è stata oggetto di una breve campagna di scavo nel 1978. Sono state individuate otto sepolture con diverso orientamento e tipologia, tra cui due deposizioni terragne, un sarcofago fittile, una cassa formata da solenes, una tomba a cappuccina. Delle otto tombe scavate, sei erano prive di corredo, in una vi era un manico bronzeo di specchio e in un’altra tre piccole lekythoi databili intorno alla fine del V sec. a.C. Una terza necropoli si trova in contrada Terravecchia, proprietà Cerami. 

Età greca (arcaica, coloniale, ellenistica)

Fonte testo: Relazione archeologica Elettrodotto a 380KV in doppia terna – Chiaramonte Gulfi – Ciminna ( https://va.minambiente.it/File/Documento/62560)

COMUNICATO: Bene catalogato ma parzialmente geolocalizzato. Vi invitiamo a fornire il vostro contributo fornendoci informazioni utili  che ci permettano di geolocalizzare il bene catalogato. Si veda anche “Patrimonio Culturale da Geolocalizzare

Documento di approfondimento: Himera Città Greca, guida alla storia e ai monumenti di Stefano Vassallo, Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, Servizio Beni Archeologici_ Palermo 2005 : Scarica file: Himera_citta_greca_2005

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto:  

Contributi informativi: Relazione archeologica Elettrodotto a 380KV in doppia terna – Chiaramonte Gulfi – Ciminna/ Ignazio Caloggero/ Web

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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