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Serra del Re, Monte Soro e Biviere di Cesarò

Tipologia sito:  ZSC – Zona Speciale di Conservazione

Codice: ITA030038 – Ettari: 21318

Descrizione: 

Questo sito interessa un’estesa area che coincide con la porzione centrale della catena dei Nebrodi e rappresenta il cuore del parco omonimo in cui sono localizzate le cime più alte. Le quote infatti sono comprese tra i 700 e i 1950 m in corrispondenza di Monte Soro. Geologicamente l’area è caratterizzata da substrati prevalentemente silicei quali flysch, scisti e gneiss, mentre rari sono gli affioramenti calcarei. Il bioclima è compreso tra il mesomediterraneo e suprameditteraneo con ombrotipo compreso tra il subumido inferiore e l’umido inferiore. La parte più elevata dei Nebrodi rientra invece nel supratemperato submediterraneo con ombrotipo umido inferiore. La vegetazione forestale è rappresentata al di sopra dei 1300-1400 m da faggete termofile ricche in agrifoglio. A quote inferiori sono diffusi i boschi di cerro, mentre al di sotto dei 900-1000 m si rinvengono normalmente sugherete, leccete e boschi misti a dominanza di Quercus congesta e talora di Quercus gussonei. Ben rappresentati sono i prati-pascoli mesofili, diffusi soprattutto nelle superfici più o meno pianeggianti, mentre nei tratti più acclivi e rocciosi si rinvengono bassi cespuglieti orofili. Interessante è pure la vegetazione igrofila che si localizza nelle depressioni umide e attorno ai laghetti montani fra cui in particolare il Biviere di Cesarò. In particolare le superfici lacustri con acque perenni ospitano aspetti molto peculiari e specializzati ricchi in idrofite sommerse o galleggianti.

Si tratta di un’area montana di notevole interesse naturalistico e paesaggistico. Di particolare rilievo è la presenza di numerose specie rare ed endemiche localizzate soprattutto in habitat nemorali, umidi e nei pascoli. All’interno di questo sito si trovano le formazioni boschive di maggiore estensione e rilievo geobotanico. Ben rappresentate sono qui le faggete, che ricoprono la parte centrale e più elevata della catena montuosa, le cerrete che normalmente stanno a contatto con le faggete e i boschi sempreverdi di sughera e leccio. Un ruolo importante è ricoperto dalle praterie mesofile utilizzate come pascolo estivo dal bestiame (ovini, bovini ed equini) nei quali si localizzano numerose specie endemiche o rare. Quest’area inoltre è ricca di depressioni periodicamente inondate e di ambienti lacustri che incrementano notevolmente la sua biodiversità in quanto ricche di igrofite ed idrofite esclusive di questi habitat estremanamente specializzati. Qui si trovano anche diverse entità che nell’area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico, a loro volta menzionate nell’elenco riportato nella sezione 3.3 (D).Sito di eccezionale valore paesaggistico e naturalistico. Comprende le più estese e meglio conservate foreste di faggio della Sicilia, aree umide di grande interesse, quali il lago Biviere, caratterizzate da una vegetazione palustre che annovera alcune piante uniche in Sicilia, e corsi d’acqua fra i più integri della nostra isola. Rappresenta il cuore dell’intera catena dei Monti Nebrodi e per la sua estensione ne esemplifica tutti i caratteri connotativi. La ricchezza della fauna si manifesta soprattutto nell’ambito dei gruppi animali di piccole dimensioni, che, per la loro abbondanza numerica, sono riusciti, almeno parzialmente, a sfuggire alle distruzioni operate dall’uomo. Non a caso le ricerche scientifiche, alcune delle quali ancora in corso, hanno portato alla scoperta di numerose specie nuove per la scienza, o per la fauna siciliana.Una parte rilevante di questa fauna invertebrata è rappresentata da specie spinte verso sud dalle ultime glaciazioni, per le quali i boschi montani, le vallate percorse dai torrenti, le sorgenti e gli stagni, costituiscono, nelle attuali condizioni climatiche, gli ultimi rifugi presenti nella nostra isola. Le popolazioni di queste specie, essendo le più meridionali del loro areale di distribuzione, sono spesso caratterizzate rispetto alle popolazioni europee da una sensibile diversità genetica, che risulta di grande interesse per studi sull’evoluzione biologica. In alcuni casi siamo in presenza di specie neoendemiche differenziatesi per isolamento dalla primitiva specie “madre” europea. La presenza di valli, boschi, torrenti, etc. in condizioni di relativa naturalità, garantisce anche la persistenza di un contingente di specie più antiche (paleotirreniche e paleomediterranee), che rappresentano una sorta di memoria storica delle faune esistenti in Sicilia in epoche prequaternarie.Per quanto riguarda i Vertebrati selvatici il sito rappresenta il territorio siciliano che offre le maggiori opportunità di sopravvivenza per numerose specie a rischio di estinzione nella nostra isola tra le quali meritano di essere menzionate il Gatto selvatico, la Martora, il Moscardino e molti grandi Rapaci

 

Fonte: Ministero dell’Ambiente Formulario Natura 2000

Ricade nel Parco dei Nebrodi

Dati ministeriali: Mappa Ministeriale    Formulario Natura 2000

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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