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Luogo
Vicolo Sant'Eligio, 1, Palermo PA

Ruderi Chiesa di S. Eligio degli Argentieri

Via Rua Formaggi. Eretta nel XVI sec. Dalle maestranze dei Calzettieri.

Nel pieno cuore della Vucciria sorgeva, sino agli inizi degli anni Quaranta, la chiesa di Sant’ Eligio degli Argentieri. La sua stessa denominazione indica che nella zona dove fu eretta vi operavano, per lo più orafi e argentieri. E ancora oggi nei pressi di questa chiesa vi è una gran quantità di oreficerie. La chiesa di Sant’ Eligio fu realizzata dalla confraternita degli argentieri nel 1650. Nella piazzetta dove fu eretta, intitolata a Sant’ Eligio degli Argentieri, esisteva già dal 1534 una cappella che fu in parte inglobata dalla nuova fabbrica. La chiesa era costituita da unico auditorio, arricchito da cappelle laterali. Sulle basi delle testimonianze, risalenti al Settecento, stilate dal canonico Antonino Mongitore al suo interno vi erano esposti due quadri realizzati dallo Zoppo di Gangi e un dipinto di Pietro Dell’ Aquila, pittore e incisore che operò a Palermo nella metà del 1600. Alcuni sue opere si trovano nell’ oratorio di Santa Cita. Gli stucchi che ornavano le pareti erano di scuola serpottiana. Alcuni pensano che siano stati realizzati dallo stesso Serpotta. Oggi, al posto della chiesa di Sant’ Eligio vi è il resto di un suo muro perimetrale in gran parte coperto di erbacce e nella cui parte visibile si intravede un puttino. Tra i rovi si può scorgere anche l’ arco del portico dell’ altare. Quel che resta della chiesa lo si scorge. O meglio ancora lo si immagina tra un intricato ammasso di muri, lamiere e reticolati che di fatto non permettono di accedere in quel che doveva essere il sacrato. L’ amalgama di materiali che la circondano ne preclude l’ accesso; però, permette di intravedere il suo antico perimetro. Anche le mura di recinzione sono antiche e, ormai, non si capisce quel che preservano. I vandali hanno ormai ben poco da distruggere. Insomma è ridotta a poco più di un rudere. La visione d’ insieme di ciò che rimane della chiesa, commisto ai muri di recinzione ed agli altri materiali, crea un puzzle surreale. La chiesa fu distrutta nel 1943. Alcuni sono certi che una bomba il 9 maggio di quell’ anno, durante uno dei più distruttivi bombardamenti che colpirono Palermo, abbatté gran parte della struttura. Il tetto fu cancellato, mentre si salvarono i muri perimetrali nonché il portone di ingresso. Testimonia che la chiesa fosse mancante soltanto del tetto una fotografia di uno sposalizio avvenuto nel 1961 (che per motivi di privacy non pubblichiamo) dove nello sfondo dell’ immagine si vede il portone d’ ingresso della chiesa ancora al suo posto

” Fonte testo: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/08/la-chiesa-rudere-di-sant-eligio.html

 

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Web 

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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