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Vicolo del Castellaccio, 21, Palermo

Palazzo Favara (Castello di Maredolce)

Vicolo Castellaccio. All’interno del Parco della Favara
Il palazzo, impropriamente detto “castello”, fu edificato nel 1071[1], e faceva parte di un “qasr”, ovvero una cittadella fortificata situata alle falde di monte Grifone, probabilmente racchiusa entro una cinta di mura, che oltre al palazzo comprendeva un hammam e una peschiera. L’edificio fu una delle residenze del re normanno Ruggero II, che secondo il primo riferimento testuale sull’esistenza dell’edificio, il Chronicon sive Annales di Romualdo Salernitano avrebbe riadattato ai suoi scopi un palazzo preesistente, appartenuto all’emiro Giafar Ibn Muhammed nel IX secolo. Era circondato da un lago che lo bagnava da tre lati (da qui “Mare dolce”)
Nell’arco dei secoli il castello divenne fortezza e nel 1328 fu ceduto ai frati teutonici della Magione, che lo trasformarono in un ospedale. Nel 1460 la struttura fu concessa in enfiteusi alla famiglia dei Bologna e nel XVII secolo diventò di proprietà di Francesco Agraz, duca di Castelluccio: la trasformazione in azienda agricola era ormai completa. Nel 1992 la Regione Siciliana ha acquisito per esproprio l’edificio.
Il castello, per volere di Ruggero II, venne circondato da un lago artificiale esteso poco più di 17 ettari [senza fonte], che lo cingeva su tre lati, ed era immerso in un grande parco, dove Ruggero II si dilettava nella caccia. Il bacino, che aveva al centro un’isola di circa due ettari di estensione, venne ottenuto grazie a una diga composta da blocchi di tufo, che interrompeva il corso della sorgente del monte Grifone. Nel XVI secolo la sorgente si prosciugò, e la peschiera divenne una fertile area agricola [1], ancora oggi esistente.[4]

L’edificio ha pianta quadrangolare, e possiede al centro un cortile molto spazioso, dotato in origine di un portico con volte a crociera, del quale rimane solo qualche traccia. L’esterno è formato da blocchi di tufo con arcate a sesto acuto. Nel lato non bagnato dal lago artificiale si aprono quattro entrate, due delle quali portano alla grande Aula Regia e alla cappella palatina, di forma rettangolare ad una sola navata coperta da due volte a crociera, con transetto sormontato da una cupola semisferica e dedicata ai santi Filippo e Giacomo già dal XIII secolo. (Fonte testo: wikipedia)

Bene vincolato ai sensi della legge 1089/1939 (D.M 03/08/1949). 

Nota: nel file dei beni vincolati della Regione Sicilia, è indicato il seguente nome: Palazzo Ugo delle Favare o di Maredolce) (gia precedentemente Palazzo Ugo delle Favare a Piazza Bologni era stato citato)

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Web, Regione Sicilia

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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