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492 Via Vittorio Emanuele

Palazzo Asmundo di Sessa

Corso Vittorio Emanuele, 492. La struttura originaria risale al XVII secolo, ricostruito nel XVIII sec. E ampliato nel XIX sec. La costruzione di questo edificio risale al 1615. Iniziato da un certo dottor Baliano, sull’antica “strada del Cassaro” (odierno Corso Vittorio Emanuele, l’asse più importante della città da cui si dipartivano in età fenicia e romana delle strette stradine allineate ortogonalmente) dopo l’allargamento e la rettifica, avvenuti nel 1567 per volontà del viceré Garçia de Toledo. Solo nel 1767 l’edificio fu ultimato: “Compita videsi la nobile casa del cassaro di Giuseppe Asmundo” così dice il marchese di Villabianca ne “Il Palermo d’oggigiorno”. L’edificio prima che ne venisse in possesso il Presidente di Giustizia Giuseppe Asmundo, marchese di Sessa, era appartenuto alla famiglia Joppolo dei principi di S. Elia. Il palazzo (ce lo ricorda la lapide ivi collocata) accolse Maria Cristina, figlia di Ferdinando III di Sicilia, profuga da Napoli assieme al marito Carlo, duca di Genova e di Sardegna. Fu sede dell’Hotel Rebecchino. I saloni decocari con affreschi settecenteschi, alcuni di Gioacchino Artorana (1764). Il francese Gastone Vuiller che ivi soggiornò per breve tempo menziona questo palazzo nel suo libro “La Sicilia”, impressioni del presente e del passato pubblicata a Milano dai Fratelli Treves nel 1897, con queste parole: “sulle pareti tinte di un verde pallido, delle volute leggere s’intrecciano capricciosamente e vanno a svolgersi sul soffitto, in una cupola ornata di pitture aeree. Le porte hanno ornamenti d’oro opaco e d’oro lucido. La bellezza decorativa di questa sala che ha un’alcova con tende ermeticamente chiuse,mi sorprende. Questo evidentemente è un antico palazzo. La sua bellezza un po’ appassita alla luce viva, conserva tutto il suo splendore nella semioscurità. Apro la finestra e mi avanzo sul balcone, che gira tutto il piano e rimango abbagliato…”. Molteplici sono le testimonianze artistiche che fanno di questo Palazzo uno dei più belli della Palermo Barocca. Basti ricordare gli affreschi con allegorie di Gioacchino Martorana, pittore siciliano del ‘700; gli arredi fissi e mobili, che formano delle vere e proprie collezioni d’arte come quadri, cassapanche maritali del XVI e XVII secolo, ceramiche siciliane, porcellane napoletane e francesi, ricami e merletti. Queste testimonianze oggi costituiscono una interessante esposizione che ripropone quella “Palermo Felicissima” esaltata dai “viaggiatori”, che in questo Palazzo negli anni vi hanno soggiornato.

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi: Ignazio Caloggero Web, 

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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