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Necropoli in Contrada San Nicola – Giglia

Sede di scavi a cura dell’Università di Bologna che ha realizzato un sito di approfondimento: https://site.unibo.it/progetto-chiaramonte-gulfi/it

l sito archeologico, oggetto di ricerca da parte dell’Università di Bologna in collaborazione con la Soprintendenza ai BB. CC.AA, il Comune di Chiaramonte Gulfi e la Cooperativa Sociale Nostra Signora di Gulfi, è situato in contrada San Nicola nel comune di Chiaramonte, a circa mezzo chilometro a ovest del santuario della Madonna di Gulfi. Le indagini condotte hanno permesso di individuare un’ampia area sepolcrale già in parte rilevata e indagata dall’archeologo F. Cardinale insieme ai partecipanti al progetto SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) per conto della cooperativa sociale “Nostra Signora di Gulfi”. La necropoli si trova in una zona del paese moderno non coincidente con l’antica Akrillai (῎Ακριλλαι), e può essere considerata parte di un grande insediamento rurale sviluppatosi in epoca imperiale, tardoantica e bizantina. L’area, nota grazie agli scritti redatti alla fine dell’800 dal barone Corrado Melfi e a indagini archeologiche di emergenza, ha restituito nel tempo una notevole quantità di emergenze, segno dell’importanza dell’abitato posto lungo la strada tra Siracusa a Selinunte, della quale si hanno ininterrotte notizie dal VI sec. a. C. fino al 1290. La maggior parte delle tombe è del tipo a fossa ricavate direttamente nel banco roccioso ad eccezione di due sarcofagi litici rinvenuti in stato frammentario. In taluni casi le sepolture sono state individuate integre, sigillate mediante lastre in calcare locale e argilla mista a elementi litici di piccole e medie dimensioni. Le deposizioni sono perlopiù monosome o bisome, fatta eccezione per una sepoltura plurima contenente i resti relativi di 13 individui di sesso ed età eterogenee. Un cospicuo numero di inumazioni conservava il corredo funerario: sono attestate olle di piccole o media dimensione, coppe, piatti, brocche e lucerne fittili, bottiglie e piatti vitrei, oggetti di ornamento personale come orecchini, anelli con castoni in corniola o a fascia, spille e fibbie. Da strati superficiali provengono alcune stele funerarie databili al IV secolo. Nelle vicinanze della necropoli, a valle, è stata individuata un’ulteriore area di interesse archeologico, costituita da una serie di murature realizzate con materiale litico eterogeneo e che definiscono il perimetro di un edificio ripartito internamente. Parallelamente, nell’ottica di uno studio complessivo sul territorio chiaramontano per le fasi tardoantiche e protobizantine, è stato avviato un processo di registrazione dati (bibliografici e non) al fine della realizzazione di un GIS territoriale e di scavo che possa permettere sia una lettura trasversale utile allo studio dello sviluppo del territorio, sia alla gestione, comprensione e diffusione dei dati della necropoli. (Fonte: sito dell’Università di Bologna) 

 

COMUNICATO: Bene catalogato ma non geolocalizzato. Vi invitiamo a fornire il vostro contributo fornendoci informazioni utili  che ci permettano di geolocalizzare il bene catalogato. Si veda anche “Patrimonio Culturale da Geolocalizzare

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Contributi informativi:  Web, UniBo

Foto: sito dell’Università di Bologna

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

Nota esclusione responsabilità

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