Descrizione

Necropoli di Contrada Fondo Pozzo

Georeferenziazione purante indicativa.

I primi insediamenti umani sono testimoniati dalla scoperta di due necropoli: la prima in Contrada Ciachea (Carini), in un’area archeologica molto vicina a Capaci, l’altra a Capaci in contrada Fondo Pozzo. Questa è posta in una zona pianeggiante fra il centro abitato e il mare ed è stata interessata in passato da occasionali scoperte di piccole tombe che hanno destato grande interesse soprattutto per la forma dei loculi che dimostrano un modo particolare di procedere alle sepolture. Si è notato, infatti, che la roccia nella quale le tombe sono scavate è segnata da canali e pozzetti che potrebbero far pensare alla pratica di sacrifici funerari. I reperti provenienti da tale sito consistono principalmente in ceramiche brune decorate con semplici fasce di linee bianche. L’ubicazione della necropoli di Contrada Ciachea, risalente all’età del bronzo, era, invece, già nota fin dalla sua scoperta avvenuta nel 1877 ad opera del Prof. Antonio Salinas (1841-1914), Direttore del Museo Archeologico di Palermo, ed il materiale ritrovato si è rivelato di notevole interesse. Ricerche più recenti (1969), promosse dalla Soprintendenza alle Antichità di Palermo e condotte dalla Dr.ssa Flaminia Quojani dell’Istituto di Paleontologia dell’Università di Roma, hanno interessato un’area di 250 mq. ed hanno portato alla scoperta di altre 16 tombe, di cui 2 a doppia cella. Delle tombe esplorate 5 sono risultate ancora integre col vano d’entrata chiuso da un lastrone che si era cementato alle pareti del pozzetto, sigillandone il contenuto. Deposti nel terriccio biancastro e polveroso della cella, vennero scoperti i resti scheletrici di molti individui, insieme a diversi elementi di corredo: complessivamente 23 vasi fittili (ollette, boccali, ciotole ed anforette), realizzati in ceramica bruna decorata con semplici fasce di linee bianche ed in tutto simili a quelli scoperti occasionalmente nelle tombe di Fondo Pozzo. Sono stati trovati, inoltre, componenti di una collana fatta con zanne di cinghiale e numerose lame di selce. Particolare interesse ha destato la sepoltura di un fanciullo dall’apparente età di dieci anni, deposto in una cella strutturalmente diversa dalle altre, a testimoniare probabilmente una posizione di preminenza nell’ambito familiare e sociale. Le cure straordinarie riservate alle sepolture scavate “a camera” ipogeica nelle rocce di natura calcarea (profonde circa due o tre metri ed accessibili attraverso scalette ricavate nella stessa roccia) ed il corredo funerario collocato accanto al defunto (dagli oggetti personali ai numerosi amuleti) assieme a ciotole contenenti viveri e bevande costituiscono una profonda attestazione di culto e di rispetto e testimoniano una intensa credenza nella vita dopo la morte.   Parte dei reperti di questa necropoli insieme a moltissimo materiale di interesse scientifico, comprese talune incisioni parietali ed una tomba da essa interamente asportata, si trovano esposti al Museo Archeologico di Palermo o conservati nei suoi depositi in attesa di studio e catalogazione.   (Fonte del testo: http://www.capaci.info/07archeologia/TerrArcheo.htm Sito sottoposto a vincolo archeologico 

Documenti di approfondimento:

Giovanni Mannino: Guida alla Preistoria del Palermitano – Elenco dei siti preistorici  della provincia di Palermo – istituto Siciliani Studi Politici ed Economici – 2008 – Pubblicazione realizzata con il contributo dell’Assessorato Regionale Beni Culturali,
Ambientali e della Pubblica Istruzione.   
Scarica il documento:  Guida-Preistoria-del-Palermitano_10c8pt2p

Comune di Capaci – Piano Regolatore Generale – Elenco schede dei fabbricati e manufatti da tutelare. Scarica file: elencoeschededeifabbricatiemanufattidatutelare_prg_capaci

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: http://www.capaci.info/07archeologia/TerrArcheo.htm

Contributi informativi: Ignazio Caloggero Web

COMUNICATO: Bene catalogato ma parzialmente geolocalizzato. Vi invitiamo a fornire il vostro contributo fornendoci informazioni utili  che ci permettano di geolocalizzare il bene catalogato. Si veda anche “Patrimonio Culturale da Geolocalizzare

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi

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