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Monte Pellegrino – Grotta del Ponte o del Porcospino (Grotta della Favorita)

“La cavità si apre alla base della falesia, quasi sotto la verticale di una grande nicchia ad una quindicina di metri dal suolo; è visibile soltanto dalla distanza di pochi metri. L’ingresso ha una forma allungata, verticale, misura circa
un metro di larghezza ed il doppio in altezza, dà luogo ad un ambiente in parte sottostante rispetto il piano di campagna. Discesi nella cavità ci si rende conto che l’attuale ingresso è la parte alta, la cuspide, di un più vasto vano
occluso da frane e detriti di falda dello spessore di circa 4 m che sigillavano un deposito a terra rossa in basso ed archeologico in alto.
Archeologia: Il deposito appare molto povero, addirittura sterile. Dalla terra rossa proviene un bel molare di ippopotamo (Museo Geologico “Gemmellaro”).

Una cospicua quantità di deposito è stata asportata. Mi chiedo se si tratti di un lavoro da attribuire a De Gregorio, l’unico che asserisce di avere compiuto scavi nella grotta della Favorita (DE GREGORIO 1889, p. 26).
La frequentazione dell’uomo è appena testimoniata da alcune povere brecce, con selci e carboni, presenti sulla parete sinistra a circa 3 metri dall’attuale piano di calpestio e ad altrettanti metri dall’ingresso. Rinunziai a prelevare
campioni per non distruggere quest’unica testimonianza. Alla sommità della parete destra, a circa 5 metri dal suolo, quasi dirimpetto la breccia, entro una cavità che si raggiunge in arrampicata, ho rinvenuto frammenti di terracotta ad impasto, genericamente attribuibili ad età preistorica, adesso custoditi presso il Museo Archeologico di Palermo (MANNINO 1985, pp. 132-134).”

(Fonte testo: Giovanni Mannino: Monte Pellegrino nella Preistoria – Nuovi dati: in Notiziario Archeologico Soprintendenza di Palermo 24/2017

 

Documenti di approfondimento: Giovanni Mannino: Monte Pellegrino nella Preistoria – Nuovi dati: in Notiziario Archeologico Soprintendenza di Palermo 24/2017

scarica il documento: G_Mannino_Le_Grotte_di_Monte_Gallo_Notiz

Giovanni Mannino:

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Contributi informativi: Ignazio Caloggero Web

Foto: Google

Nota: Il popolamento delle schede della Banca dati Heritage, procede per fasi incrementali: catalogazione, georeferenziazione, inserimento informazioni e immagini. Il bene culturale in oggetto è stato catalogato, georeferenziato ed inserite le prime informazioni. Al fine di arricchirne i contenuti informativi sono graditi ulteriori contributi, se lo desiderate potete contribuire attraverso la nostra area “I Vostri Contributi“ o direttamente su questa scheda inserendo una vostra recensione i commenti

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