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Luoghi del Mito di Ercole

Luoghi indicati nel registro LIM della Regione Sicilia (Luoghi dell’Identità e della Memoria)  – Settore “Luoghi degli dei e divinità minori:

  • Erice (prov. Trapani)
  • Fonti di Acqua Calda di Imera (Termini Imerese – prov. Palermo)
  • Fonti di Acqua Calda di Segesta (Calatafimi – prov. Trapani)
  •  Case del biviere (Lentini – prov. Siracusa)
  • Scilla e Cariddi (Stretto di Messina)

Origini del Mito

Eracle è senza dubbio l’eroe più popolare di tutta la mitologia Greca. I Latini lo chiamarono Ercole e si può dire che quasi tutti i popoli dell’area mediterranea cercarono di appropiarsi della sua gloria, affermando che fosse passato per il loro territorio o identificandolo con uno degli eroi indigeni, come incarnazione locale dell’Eracle greco.

Eracle è figlio di Alcmena e di Anfitrione, anche se il vero padre è Zeus che, approfittando dell’assenza di Anfitrione, ne assunse l’aspetto, riuscendo così ad ingannare Alcmena e passò con lei una notte di amore, la cui durata fu, per ordine di Zeus, di tre giorni e tre notti, durante la quale fu concepito Eracle. L’ennesimo tradimento di Zeus fece arrabbiare molto Era, la moglie ufficiale di Zeus, che perseguitò per tutta la vita Eracle. Il nome Eracle significa: “gloria di Era”, significato dai connotati ironici, visti i rapporti tra i due, a meno che non si viglia intendere come “gloria per mezzo di Era”, dato che gran parte delle gesta eroiche di Eracle furono proprio dovute alle difficoltà che dovette affrontare a causa dell’instancabile Era.

Moltissimi scrittori dell’antichità parlarono di Eracle, e tra questi non poteva mancare Diodoro Siculo che, essendo siculo di nome e di fatto, più degli altri narrò delle imprese di Eracle in Sicilia.

Le imprese leggendarie di quest’eroe furono tantissime. Ancora in fasce, strozzò i due serpenti mandati da Era per ucciderlo, famose sono quelle conosciute come le “dodici fatiche di Eracle” , ed altre imprese che lo videro a capo di eserciti, e a tante altre avventure secondarie, sopraggiunte durante il compimento delle fatiche.

Fronte di sarcofago con le fatiche di Ercole Roma, Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps

Ercole in Sicilia

Una volta sottratti i buoi a Gerione, Eracle intraprese la via del ritorno che lo portò fino in Sicilia, dove arrivò a nuoto insieme alla sua mandria. Appena arrivato si dovette scontrare con la voracità di Cariddi, figlia della terra e di

Poseidone, che rubò alcuni dei buoi sacri di Eracle e li divorò. Il gesto di Cariddi non piacque molto a Zeus, che la colpì con un fulmine facendola precipitare in mare nelle vesti di un mostro che inghiottiva le navi che passavano in quel punto [2].

Eracle decise di compiere il periplo dell’isola, quindi si diresse verso la regione di Erice ma, giunto nei pressi di Imera, fu accolto dalle ninfe, che fecero scaturire delle fonti di acqua calda, affinché egli si rinfrancasse dalle fatiche del viaggio. Dopo essere stato il primo ospite di quelle che divennero le terme di Termini Imerese, partì per Erice, dove affrontò e vinse in combattimento Erice, il figlio di Afrodite che aveva fondato l’omonima città. Arrivato a Siracusa, prese uno dei tori più belli, lo pose nella fonte di Ciane e lo sacrificò in onore di Persefone, ordinando agli abitanti di compiere annualmente cerimonie e sacrifici in onore di Persefone e Ciane. Dopo Siracusa, Eracle si diresse verso l’interno dell’isola dove dovette affrontare in battaglia un gruppo di indigeni Sicani che gli si opposero. Li vinse uccidendone molti, fra loro, alcuni strateghi importanti che ricevettero, in seguito, dai Sicani gli onori attribuiti agli eroi. Fu anche a Lentini e ad Agirò dove costruì un santuario in onore di Iolao, suo compagno di armi nelle  dodici fatiche e amico prediletto. Da allora sacrifici furono offerti annualmente a Iolao, che ad Agirò fu venerato come un dio e a cui i giovani sacrificavano la propria chioma, dopo essersela fatta crescere fin dalla nascita.

Scheda dettagliata e indicazioni bibliografiche sulla nostra pagina tratta dallo studio di Ignazio Caloggero (Culti e Miti dell’Antica Sicilia): 

Eracle (Ercole)

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

Nota esclusione responsabilità

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