Informazioni Dettagliate

Mito di Demetra – Cerere 

demetrasiracusana

Il nome stesso di Demetra può essere collegato a quello di “Dea Madre” o “Terra Madre” come fa intendere Diodoro Siculo (lib. III.62). Demetra è la divinità della terra coltivata, protettrice dei campi e dell’agricoltura ed è conosciuta dai Romani con il nome di Cerere.

Pur assorbendo le caratteristiche della dea Gaia (la terra concepita come elemento universale), Demetra si distingue da quest’ultima poiché, in essa, gli aspetti mitici si intrecciano con quelli religiosi. Le sue leggende si sono diffuse principalmente in quelle zone del Mediterraneo in cui cresce il frumento, in particolare in Sicilia ed in Grecia (pianure D’Eleusi).

La leggenda di Demetra è strettamente collegata a quella di Persefone, considerata sua figlia e conosciuta anche con i nomi di Core, Libera e  Proserpina.

Demetra è rappresentata come una dea molto bella, dai folti capelli biondi come le spighe del grano maturo, seduta con una fiaccola o un serpente tra le mani e la sua vittima preferita è il maiale, simbolo di fertilità.

Figlia di Crono e di Rea, ebbe, da un rapporto con il fratello Zeus (Giove), una figlia a cui diede il nome di Persefone. Di questa fanciulla si innamorò Plutone, il dio dei morti, che, ottenuto il consenso di Zeus, la rapì mentre raccoglieva fiori nelle campagne di Enna[1]. Persefone ebbe solo il tempo di lanciare un grido che fu udito dalla madre, ma inutilmente, poiché, accorsa in aiuto alla figlia, non riuscì a trovarla perché Plutone l’aveva portata già nel sottosuolo, nel regno dei morti. Dopo il rapimento della figlia, Demetra impugnò una fiaccola accesa con le fiamme del vulcano Etna e la cercò ininterrottamente per nove giorni e nove notti, ma non riuscì a trovarla. Durante la ricerca, giunse in Eleusi, nella Grecia centrale, dove fu accolta dai genitori di Trittolemo, che le offrirono del vino che la dea rifiutò. Si fece però preparare una pozione chiamata Ciceone, fatta di farina, acqua e mentuccia e che sarà usata come pozione per l’iniziazione nei misteri eleusini. Demetra, grata per l’ospitalità ricevuta, insegnò, a Trittolemo l’arte di coltivare la terra e lo mandò per il mondo a diffondere la coltura del grano. Il decimo giorno, il Dio Helios (il sole) le rivelò la verità e Demetra, irritata con Zeus per essere stato complice di Plutone, rifiutò di risalire sull’Olimpo, fino a quando non le sarebbe stata restituita la figlia. Mancando dall’Olimpo, Demetra non assolse più le sue funzioni di protettrice dei campi e la terra diventava sempre più sterile, quindi Zeus, che era il garante dell’armonia dell’universo, chiese a Plutone di restituire la figlia. Purtroppo ciò non era più possibile in quando Persefone, durante la sua permanenza nel regno dei morti, aveva infranto la regola che le imponeva il digiuno; spinta da Plutone, aveva, infatti, mangiato un chicco di melagrana  legandosi, in tal modo, definitivamente a lui. Si arrivò, comunque, ad un accordo, Persefone, per due terzi dell’anno avrebbe vissuto nel sottosuolo con Plutone e per un terzo nell’Olimpo con la madre. Ecco, quindi, che ogni anno, in primavera, Persefone fugge dal sottosuolo per ritornarvi in autunno.

Scheda dettagliata su Demetra e Persefone

Luoghi segnalati nella LIM

  • Santuario Rupestre (Agrigento)
  • Rocca di Cerere (Enna)
  • Promontorio di Trapani
  • Cima del Vulcano Etna (prov. Catania)

Dalla scheda dettagliata è possibile individuare molti altri luoghi interessati al culto di Demetra: Enna, Catania, Selinunte, Gela, Agrigento, Monte Adranone, Siracusa, Eloro, Adrano, Eolie e forse Comiso  

Santuario Rupestre (Agrigento)

Dal Terrazzo del Tempio di Demetra (Chiesa di San Biagio), attraverso una scalinata incavata nella roccia, si giunge al sottostante santuario dedicato a Demetra e Persefone (VI-V secolo a.C). Il luogo è conosciuto anche con il nome di Santuario rupestre di San Biagio. Il Santuario è completamente scavato all’interno della collina. La struttura è composta da due  grotte in parti naturali ed una terza grotta completamente artificiale. E’ probabile che il luogo fosse sede di culto ancora prima dell’arrivo dei greci da parte della popolazione indigena.

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Viale Nino Savarese, Enna, EN
24 Via Cristoforo Colombo, Trapani, TP
153 Via Etna, Etna
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