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Luoghi del Mito di Demetra – Cerere: Etna

demetrasiracusana

Il sito fa parte dei Luoghi del Mito di Demetra inseriti nei Luoghi del Mito e delle Leggende – inseriti nel Registro della Regione Sicilia  LIM (Luoghi degli dei e divinità minori)

Luoghi segnalati nella LIM: 

  • Santuario Rupestre (Agrigento)
  • Rocca di Cerere (Enna)
  • Promontorio di Trapani
  • Cima del Vulcano Etna (prov. Catania)

Quanto segue è un estratto della scheda Luoghi del Mito di Demetra.

La leggenda di Demetra è strettamente collegata a quella di Persefone, considerata sua figlia e conosciuta anche con i nomi di Kore, Libera e Proserpina. Demetra è rappresentata come una dea molto bella, dai folti capelli biondi come le spighe del grano maturo, seduta con una fiaccola o un serpente tra le mani e la sua vittima preferita è il maiale, simbolo di fertilità. Figlia di Crono e di Rea, ebbe, da un rapporto con il fratello Zeus (Giove), una figlia a cui diede il nome di Persefone.

Di questa fanciulla si innamorò Plutone, il dio dei morti, che, ottenuto il consenso di Zeus, la rapì mentre raccoglieva fiori nelle campagne di Enna[1]. Persefone ebbe solo il tempo di lanciare un grido che fu udito dalla madre, ma inutilmente, poiché, accorsa in aiuto alla figlia, non riuscì a trovarla perché Plutone l’aveva portata già nel sottosuolo, nel regno dei morti. Dopo il rapimento della figlia, Demetra impugnò una fiaccola accesa con le fiamme del vulcano Etna e la cercò ininterrottamente per nove giorni e nove notti, ma non riuscì a trovarla.

Durante la ricerca, giunse in Eleusi, nella Grecia centrale, dove fu accolta dai genitori di Trittolemo, che le offrirono del vino che la dea rifiutò. Si fece però preparare una pozione chiamata Ciceone, fatta di farina, acqua e mentuccia e che sarà usata come pozione per l’iniziazione nei misteri eleusini. Demetra, grata per l’ospitalità ricevuta, insegnò, a Trittolemo l’arte di coltivare la terra e lo mandò per il mondo a diffondere la coltura del grano. Il decimo giorno, il Dio Helios (il sole) le rivelò la verità e Demetra, irritata con Zeus per essere stato complice di Plutone, rifiutò di risalire sull’Olimpo, fino a quando non le sarebbe stata restituita la figlia. Mancando dall’Olimpo, Demetra non assolse più le sue funzioni di protettrice dei campi e la terra diventava sempre più sterile, quindi Zeus, che era il garante dell’armonia dell’universo, chiese a Plutone di restituire la figlia. Purtroppo, ciò non era più possibile in quando Persefone, durante la sua permanenza nel regno dei morti, aveva infranto la regola che le imponeva il digiuno; spinta da Plutone, aveva, infatti, mangiato un chicco di melagrana legandosi, in tal modo, definitivamente a lui. Si arrivò, comunque, ad un accordo, Persefone, per due terzi dell’anno avrebbe vissuto nel sottosuolo con Plutone e per un terzo nell’Olimpo con la madre. Ecco, quindi, che ogni anno, in primavera, Persefone fugge dal sottosuolo per ritornarvi in autunno.

E’ fin troppo chiara la relazione tra l’uscita di Persefone dal sottosuolo e i germogli di grano che in primavera escono dalla terra e il suo ritorno negli inferi che corrisponde invece, con il periodo della semina in cui le sementi del grano vengono piantate sottoterra, consacrando l’inizio della stagione invernale.

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

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