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Luoghi del Mito di Crono-Saturno: Promontorio di Trapani

I Luoghi dell’identità e della memoria (LIM)

I Luoghi del mito e delle leggende:  Mito di Crono -Saturno

cronos

Il sito fa parte dei Luoghi del Mito e delle Leggende – inseriti nel Registro della Regione Sicilia  LIM (Luoghi degli dei e divinità minori)

Luoghi segnalati nella LIM: 

• Braccio di S. Raineri (Messina)
• Monte Kronio (Sciacca, Agrigento)
• Castello Kronio, pendici del Monte Pellegrino (Palermo)
• Promontorio di Trapani
• Altare di Kronos, Rupe Gogala (Caltabellotta, Agrigento)
• Monte Scuderi, già Monte Saturno (Fiumedinisi, Messina)

Quanto segue è un estratto della scheda Cronos – Saturno  tratto dal libro “Culti e Miti dell’Antica Sicilia” di Ignazio Caloggero. Nella scheda dettagliata è possibile individuare molti altri luoghi interessati al culto di Demetra, le sue origini ed il sincretismo religioso ad esso correlato.

Cronos era considerato dai Greci il figlio più giovane di Urano (il Cielo) e di Gaia (la Terra), era quindi un titano, appartenente alla generazione divina che precedette la casta degli dei olimpici. Su istigazione della madre  recise con un colpo di falcetto il “phallo” del padre, che cadde sulla terra: dal sangue fuoriuscito nacque Afrodite, mentre parte di esso cadde sulla Sicilia rendendola, da allora, fertilissima.[1]  Il falcetto cadde in direzione dello stretto di Messina,dove venne a formare quella sottile lingua di terra a forma di falce che costituisce ancor oggi l’insenatura del porto di Messina (Braccio di S. Ranieri). Un’altra leggenda vuole che il falcetto cadesse invece a Trapani formando il promontorio di Trapani. 

Il Mito di Cronos può essere messo in correlazione con il Mito del Genio di Palermo :

Cronos ed il Genio di Palermo

Il Genio di Palermo è considerato il simbolo laico che rappresenta le virtù civiche e l’identità del popolo palermitano nelle sue diverse classi sociali, in un certo senso, per i palermitani rappresenta una sorta di dio laico della felicità e della indipendenza ed è spesso messo in contrapposizione con Santa Rosalia. È raffigurato come un uomo maturo dalla barba divisa, incoronato e abbracciato ad un serpente che si nutre al suo petto.

Un manoscritto anonimo, conservato alla Biblioteca Comunale di Palermo forse della fine del 500 mette il Genio di Palermo con Saturno (Cronos) infatti rappresenta il Genio come la raffigurazione di “Saturno, dio della terra e del tempo, padre dei tempi e padre degli dèi e degli uomini”[1]. Altro elemento che mette Cronos in relazione con il Genio di Palermo è la frase “suos devorat, alienos nutrit” (“divora i suoi figli e nutre gli stranieri”), incisa nell’orlo della conca della statua del Genio posta all’interno di Palazzo Pretorio. Infatti, cronos divorava i propri figli man mano che nascevano.

[1] Giuseppe La Monica: Sicilia Misterica p.58

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

Nota esclusione responsabilità

 

 

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