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Panarea

Isola di Panarea e Scogli Viciniori (ITA030025)

Tipologia sito:  ZSC Zona Speciale di Conservazione  

Codice: ITA030025- Ettari: 259

L’isola è la più antica dell’arcipelago la cui emersione risale a circa 600 mila anni fa; infatti non esistono edifici vulcanici ben conservati. Il versante occidentale è quello più impervio e inaccessibile con falesie e canaloni scoscesi. Il versante occidentale invece degrada lentamente verso il mare ed è quello interessato dagli abitati e coltivi. In prossimità di Panarea sono presenti dei grossi isolotti ricoperti da vegetazione naturale. Sotto il profilo climatico l’isola è interessata da un clima termomediterraneo sub-umido con precipitazioni medie annue di circa 600 mm e temperature medie annue che si aggirano intorno ai 18 ° C. La vegetazione è rappresentata soprattutto dalla macchia e da cespuglieti a Genista tyrrhena, mentre rari sono i boschi a Quercus virgiliana di cui rimangono limitati lembi. Ben rappresentati sono gli aspetti casmofili ricchi di specie endemiche, per alcune delle quali, Panarea è l’unica stazione nota dell’arcipelago. Lungo la costa si rinvengono formazioni alofile a Limonium minutiflorum e garighe a Helichrysum litoreum.

Attualmente Panarea risulta nel complesso abbastanza degradata a causa dell’impatto antropico (taglio, colture e incendi). Risultano infatti ormai piuttosto rare le formazioni forestali mentre sono diffuse gli aspetti secondari arbustivi legati alla distruzione dei boschi. Fra le comunità vegetali meglio conservate sono da citare quelle alofile costiere e quelle casmofile degli ambienti rocciosi. Da punto di vista floristico l’isola risulta la più rilevante di tutto l’arcipelago, in quanto qui si localizzano specie assenti nel resto delle altre isole.Nel territorio trovano spazio anche diverse entità che nell’area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico, a loro volta menzionate nell’elenco riportato nella sezione 3.3 (D).L’isola si trova su un’importante rotta migratoria per rapaci e cicogne che interessa lo stesso flusso migratorio dello stretto di Messina. Significativo è inoltre il passaggio, in particolare in periodo autunnale, dei passeriformi; abbondanti sono Turdidi e Silvidi. Tra i nidificanti le presenze più rilevanti sono rappresentate dalle colonie di Falco della regina, allocate sulle falesie rocciose. Tra i passeriformi di rilievo la presenza della Magnanina. Lo stato di conservazione degli habitat può essere ritenuto buono e consente di ospitare una fauna relativamente ricca con alcune specie endemiche, talora del solo arcipelago eoliano.

 

 

Fonte: Ministero dell’Ambiente Formulario Natura 2000

Dati ministeriali: Formulario Natura 2000

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, Regione Sicilia

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